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martedì 6 gennaio 2009

Lotteria Italia della Befana: carramba che orrore


Siamo ridotti malissimo. Conosco padri di famiglia che si affidano al poker online o alle lotterie dello Stato per venir fuori da situazioni economiche drammatiche. E invece, così facendo, e spendendo soldi per quelle cose, diventano ancora più poveri. Basta fare un piccolo calcolo. Prendete tutti i denari che avete speso l'anno in biglietti della lotteria del 6 gennaio; moltiplicateli per il numero di anni in cui avete giocato; ed ecco un bel gruzzolo. Messo da parte senza fatica.

Che tristezza: l'italiano medio si affida ai numeri, alla dea bendata per uscire dalla tragedia; ossia da carte revolving che strozzano, finanziamenti, banche che inseguono perché i mutui non vengono onorati. Si potrebbe lavorare di più: per esempio, di sera e nei weekend e nei festivi. Sempre meglio un fottuto mestiere umile (sì: pure pulire i gabinetti) che morire di stenti affidandosi alle lotterie statali. E invece no: si buttano via quattrini.

Il tutto con lo Stato che guarda, applaude, incoraggia: dai, compra i miei biglietti della lotteria della Befana, ché diventi ricco. In questi giorni, negli autogrill, ho visto personaggi (che avevano l'angoscia negli occhi) tirar fuori palate di euro per beccare il numero vincente. È un concorso che considero sciocco quanto il Superenalotto: vedi qui, qui e qui. Più o meno al livello del poker online: vedi qui e qui. Ed è anche il termometro della povertà del nostro Paese: più biglietti uguale più disperazione. Non si scappa.

Amici, se proprio volete giocare d'azzardo, consiglio tre strade: scommesse sulle partite di calcio; Blackjack nei casinò; poker "normale" a un tavolo con altri quattro giocatori (e in carne e ossa, davanti a voi). Il motivo? Ci vuole anche tanta bravura per vincere. Nelle prossime settimane, vi darò qualche dritta.

1 commento:

  1. Spero che mia cugina abbia comprato quei due biglietti della lotteria italia che le avevo detto... cmq anche se non li ha comprati saranno soldi risparmiati. Il gioco d'azzardo e' per pochi, di solio per coloro che fanno giocare gli altri.

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