domenica 1 dicembre 2013

Sarà, ma è meglio che Thohir abbia visto in quale stato pietoso versa l’Inter

La scorsa stagione, l’Inter era una squadra di zombie. Merito di Mazzarri se adesso i nerazzurri sono solo mediocri: roba da centro classifica, insomma. È stato un bene che Thohir, oggi a San Siro, si sia reso conto dello stato pietoso in cui versa la Beneamata: rosa ristretta, fuoriclasse zero, senza esterni di ruolo, un campione (Palacio) spompato, l’unico che può fare la differenza (Milito) al tramonto sotto il profilo muscolare.

Ribadisco che servono come minimo 100 milioni di euro per rendere l’Inter competitiva, altrimenti si navigherà nella mediocrità anche in futuro. Non mi accanirei contro Mazzarri: se schiera una formazione difensiva, ha le sue valide ragioni. Evidentemente, ritiene che - osando di più - si vada a perdere con Bologna e Samp, anziché a pareggiare.

Poi, c’è un grosso lavoro psicologico da fare: l’Inter è di una povertà agonistica scandalosa. Le reazioni scomposte di Guarin sono la foto della psicolabilità della squadra. Il gol della Samp è l’emblema della fragilità nervosa dell’Inter: hanno dato tempo al mancino doriano di stoppare, mirare e calciare.

Thohir si sarà reso conto che, con la dirigenza attuale, sono arrivati Pereira e Silvestre (poi girato ai rossoneri). Abbiamo sperperato quei (non moltissimi) soldi che si potevano spendere. L’indonesiano avrà compreso che inizia una traversata nel deserto. Però i cammelli sono già spompi: servono forze fresche e acqua.

Alla fine, il mio sondaggio in alto a destra è più vivo che mai.

domenica 20 ottobre 2013

Sì, Erick Thohir: servono 100 milioni di euro. E una campagna mediatica per gli arbitri. È un’Inter da metà classifica

Torino-Inter conferma quanto già si sapeva: è un’Inter da metà classifica. La rosa è ristretta, di fuoriclasse neanche l’ombra, non abbiamo uomini sulle fasce. Tutto sommato, è anche un bene che siano arrivati sonori e meritati schiaffoni dalle ultime partite. Erick Thohir è di fronte a questa mediocrità nerazzurra. Occorrono 100 milioni di euro, suddivisi fra il mercato di riparazione invernale e quello della prossima estate. L’obiettivo è entrare in Champions, ma la concorrenza attualmente ci mangia in testa: Roma, Napoli, Juve, Fiorentina. Solo per iniziare. Ma abbiamo grosse difficoltà anche con le altre squadre che navigano al centro della graduatoria. 

Dopodiché, c’è il gravissimo problema degli arbitri. Dove sta il guaio? In caso di dubbio, i fischietti danno sempre e comunque contro l’Inter. Non è malafede. È un fatto. Il rigore è dubbio? Lo dai. L’espulsione è dubbia? Sì anche al cartellino rosso. Con quel metro di giudizio, ogni partita finirebbe 8 contro 8. Serve una campagna mediatica, costante e ossessiva. La Juve e il Milan sono modelli da imitare: il nemico, se intelligente, va copiato.

Il sondaggio su Thohir è più che mai valido: in alto a destra.

domenica 29 settembre 2013

Basta con tutte queste critiche agli arbitri: Tevez era tenuto in gioco da Paloschi

Come siete noiosi: in 40 anni, questo è solo il primo episodio favorevole alla Juve in Italia.

Mmm… ci sarà un motivo per cui la Juve non ha mai vinto una coppa Campioni?

Gli episodi, alla fine della stagione, si bilanciano. Certo, durante una partita, con la Juve sopra 3-0, subirà un gol in fuorigioco…

Gli errori sul gol di Paloschi e Pogba sono piccoli. Non era mica questione di 20 metri.

Calciopoli è un’invenzione. E questa cos’è?

Sei punti succhiati così in due partite. Uellà, è una media inglese perfetta.

La sudditanza psicologica è un’invenzione.

Ma come s’è permesso Angelo Moratti di schierare la primavera contro la Juve? Gli errori vanno e vengono.

La Juve è simpatica.

Nessuno riempia di ciance Erick Thohir. Se gli vuoi spiegare il calcio italiano, gli fai vedere le ultime due partite della Juve.

Anzi no: gli fai vedere il derby del 2010, con l'Inter che - in 9 - disintegra il Milan.

Il Torino ha assaggiato in rapida successione Milan e Juve: da chi preferisce subire torti?

Allegri ha detto che al Milan non danno più rigori. Come un obeso di 350 kg cui han tolto i 7 vasetti di Nutella quotidiana.

Solo una squadra fa incazzare la Juve sotto il profilo arbitrale: il Milan. Dovrebbero giocare e litigare solo loro due.

I nostri guardalinee sono i più preparati del mondo.

C’è una cura maniacale e scientifica della preparazione dei nostri arbitri e guardalinee.

Ce l’hanno tutti con la Juve.

Chissà Thohir com’è contento: investe 400 milioni di euro in un campionato dove un paio di guardalinee ti disfano la contesa scudetto in 30 secondi.

Un pochino Simoni, un po’ Mancini, tantissimo Mourinho hanno combattuto mediaticamente Juve e Milan. Mazzarri tocca a te. Oppure arrivi decimo.

Il Toro meritava di perdere, ha giocato male: tiè, ora ti do un gol contro in fuorigioco.

Il gol in fuorigioco? E allora? Embé? Sette minuti prima, c’è stato un fallo a centrocampo invertito a favore del Toro, seguito da un’espulsione mancata al 27’ del primo tempo, con fallo laterale che andava rifatto, e barriera non rispettosa della distanza, e rimessa su palla a due non regolamentare. È ora di vedere anche gli episodi contro la Juve.

Insomma, cosa avete contro Juve e Milan? Dal 2010, non hanno mai fatto pressione su arbitri e federazione.

Comunque, il mio sondaggio sul destino dell'Inter di Thohir è sempre valido: in alto a destra, grazie.

giovedì 26 settembre 2013

Inter-Fiorentina 2-1. Pagelle. Kovacic è un fenomeno planetario

Straordinaria impresa dell’Inter. Contro la Fiorentina, Mazzarri si affida ancora a Handanovic, la difesa a tre con Campagnaro, Ranocchia e Juan Jesus. Di nuovo a centrocampo sugli esterni Nagatomo e Jonathan, al centro Taider-Cambiasso-Guarin; davanti Alvarez e punta unica Palacio.

Più squadra e compatta la Viola, che meriterebbe il vantaggio. Questo arriva con Giuseppe Rossi che trasforma dal dischetto dopo che Valeri aveva concesso il calcio di rigore per una trattenuta di Juan Jesus ai danni di Joaquin. Certo che era rigore, ma allora dovevi anche espellere l’ultimo uomo che, a inizio partita, aveva fermato Palacio come ultimo uomo: mai usare due pesi e due misure.

Qui il match gira, con la furia agonistica dell’Inter. Al 27' Cambiasso riporta il match in parità con stop e semirovesciata magnifica. Al 38', favoloso Jonathan che di collo destro calcia sul primo palo. Nel recupero, paura: Handanovic para su Ambrosini.

Roma 15, Inter Napoli e (con uno scandalo) Juventus a 13 punti.

Handanovic 6,5. Incerto in un paio di uscite, splendido in porta, anche se stava per combinare una frittata. Quasi para il rigore.

Campagnaro 7. Se si muove, l’arbitro gli fischia contro. Deve camminare sulle uova.

Ranocchia 8. Il 2-1 prende inizio da un’azione devastante del centralone. Di testa, sono tutte sue.

Juan Jesus 6. Si lascia sfuggire l’uomo sul rigore. Se ne va via due volte in contropiede, ma poi sul più bello non è lucido.

Nagatomo 7,5. Sarebbe da 7. Mezzo punto in più per aver protestato contro l’arbitro con conseguente giallo. Ma sì, ha fatto bene.

Taider 7. Finché dura, rincorre tutti. Poi scoppia

(16' st Kovacic) 8. Luci a San Siro. Cambio di passo, giravolte, velocità. È un fenomeno. È un fuoriclasse che luccica di bellezza. È un diamante purissimo.

Cambiasso 8. Gol da cineteca, corsa e lucidità.

Guarin 2. Nervoso. Passeggia. Battibecca col pubblico.

(22' st Icardi) 6,5. Comincia a fare a sportellate con chiunque gli capiti a tiro: un toro.

Jonathan 7. Gol mozzafiato. Commette numerosi errori.

Alvarez 8. il suo interlocutore numero uno, Guarin, dorme. Jonathan fa danni. E lui canta e porta la croce.

Palacio 6,5. Stritolato dai colossi della Fiorentina, respira con Icardi.

Mazzarri 9. Chirurgico nei cambi. Ma a me è piaciuta la calma con cui ha subìto tutti gli errori di Valeri, arbitro pessimo. Che inventa l'autofallo: Aquilani si sgambetta da sé ed ecco il fischio. Mah...

Aiutatemi nel sondaggio in alto a destra.

mercoledì 25 settembre 2013

Chievo-Juve: che scandalo il gol annullato a Paloschi

Dramé per Bentivoglio, Buffon respinge corto e Paloschi interviene a ribadire in rete. Regolarissima. Ma annullata per un fuorigioco che non c'è. Che scandalo. Osservate il fotogramma: ma come si fa a non dare un gol così pulito e cristallino?

Si tratta dello stesso guardalinee (Preti) che non vide un fuorigioco chilometrico sul gol della Juve la stagione scorsa, e che dimenticò di espellere Lichcomesichiamalui. Non è in malafede: è inadatto. Vede Juve e sbaglia: succede a tanti. Soggezione mentale, sudditanza psicologica. Colpa non di arbitri e guardalinee; ma di chi sceglie arbitri e guardalinee. Alla fine, favori e torti col piffero che vanno in pari: il peso specifico di un errore del genere è ben diverso da una svista sul 5-0.

Thohir è avvisato: così è il campionato in Italia. Comunque, il sondaggio in alto a destra è ancora valido.

sabato 14 settembre 2013

Inter-Juve 1-1: il tenero Jonathan lancia in gol la Gobba

Jonathan è un giocatore di calcio che farebbe fatica a essere titolare in una squadra di dilettanti da metà classifica. Forse, giocherebbe qualche minuto nei tornei fra bar, per dare respiro ai 50enni che svengono dopo un’ora. Eppure, questo strano personaggio è titolare dell’Inter. Un bel mistero, di cui non so dare nessuna spiegazione. Magari, un giorno, qualcuno ci dirà che cosa ha visto in Jonathan: per ora, resta un brocco di inaudita lentezza, che causa disastri alla propria squadra. Conte e la Juve ben lo sapevano, e con intelligenza, per 90 minuti, hanno eseguito un’unica manovra di attacco: affondare sulla propria sinistra, lì dove c’è Jonathan. Dai e dai, alla fine il brasiliano, con una tenerezza che susciterebbe l’invidia dei Barbapapà, ha lasciato andare via Asamoah per 30 metri: zero contrasti, zero falli, zero opposizione fisica, zero atletismo, zero personalità. Un orrore calcistico, un obbrobrio sportivo. Se e quando ci libereremo di Jonathan, saremo un po’ più competitivi ad alto livello.

Nella foto, uno che sa giocare a calcio: Icardi-gol.

domenica 1 settembre 2013

Catania-Inter 0-3: pagelle. Umiltà e rabbia agonistica, ma siamo nettamente inferiori alla Juve

1) Siamo tonici e reattivi, ma per diventare competitivi ai massimi livelli ci servono tre acquisti: questo ha ribadito Catania-Inter 0-3, come già confermato da Inter-Genoa 2-0.

2) L’Inter ha un allenatore, cosa che non accadeva dal 2010. Ma questo non basta. La griglia del campionato è la seguente: Juve, Napoli, Fiorentina, Milan, Roma e Inter.

3) Guarin sta esagerando a giochicchiare: ci penserà Mazzarri a svegliarlo.

4) Prima o poi scoppierà il bubbone arbitri: in due partite, mancano due rigori. Thohir si accorgerà in fretta della questione: magari prestissimo... E, visti i soldi investiti, spetterà a lui decidere se intervenire o no. Non è questione di malafede arbitrale o di corruzione: tutti gli arbitri (e pure i guardalinee) sono in buona fede. Ma qui in Italia soffrono tantissimo la pressione mediatica, e vengono influenzati in determinate scelte al momento giusto: si chiama sudditanza psicologica nei confronti di chi preme di più.

5) Belfodil ha fatto un gol di bellezza atomica. Fuorigioco, ma il flash resta impresso.

6) Bene Jonathan e Alvarez: ora però serve continuità.

7) Occhio: sullo 0-0, Genoa e Catania ci hanno graziato. Con squadre più forti, vai sotto di un gol e sono cavoli amari.

8) Pagelle. Modulo, per come ho inquadrato io la partita: 3-5-1-1. Con Alvarez alle spalle di Palacio, partendo da lontanissimo, da centrocampista avanzato. Handanovic 7, Campagnaro 7, Ranocchia 7, Juan Jesus 6,5, Jonathan 8, Guarin 2, Cambiasso 6,5, Kovacic s.v, Nagatomo 7, Alvarez 7, Palacio 7, [Taider 6,5, entrato per Kovacic].

9) Nagatomo sa fare solo l’ala. Non è capace di difendere.

10) Il sondaggio è più aperto che mai: votate in altro a destra. Con Thohir, Inter flop, mediocre o forte?

[Nella foto Inter, Palacio apre le marcature su favoloso assist di Jonathan, che aveva in precedenza ubriacato di finte il difensore]

domenica 25 agosto 2013

Inter-Genoa 2-0: siamo da quinto posto. Peccato, con tre acquisti saremmo competitivi

1) L’Inter che ha giocato nel primo tempo contro il Genoa, con Cambiasso e Kuzmanovic, è da decimo posto. L’Inter che ha schierato Icardi e Kovacic, battendo 2-0 il Genoa, è da quinto posto. 

2) La squadra titolare è semplice:

Handa;

Campa, Rano, JJ;

Jonathan, Kovacic, Guarin, Alvarez, Nagatopo;

Palacio, Icardi.

3) Peccato. Basterebbero tre acquisti per essere competivi. Da Champions. Non da scudo. La Juve è obiettivamente irraggiungibile: onore a loro. 

4) Il Cambiasso visto oggi è inguardabile. 

5) Nagatopo peggiore in campo.

6) Icardi è un torello: sarà utile per fare da apriscatole, con gli avversari in 11 in area di rigore. Mi ricorda Crespo nelle movenze.

7) Mazzarri ha preso in mano i cocci di un disastro. Se ha messo solo una punta per 70 minuti, e se ha insistito con Cambiasso, significa che non disponeva di altre soluzioni. L’Inter non aveva un allenatore dal 2010.

8) C’è un’idea di gioco e di disposizione in campo. L’anno scorso, no. Da tre anni, non vedevo l’Inter finire una partita in crescendo sotto il profilo atletico.

9) Kovacic è il talento under 21 più meraviglioso che io abbia mai ammirato a centrocampo.

10) Alvarez, giocando più arretrato, è salito di tono. Detesta avere le spalle alla porta.

Il sondaggio su Thohir è più valido che mai: vedi in altro a destra. Inter flop, mediocre o competitiva?

mercoledì 31 luglio 2013

Erick Thohir? Inter pronta ai fuochi d’artificio

Che cosa sta covando sotto la cenere? Attenzione, perché la bomba Erick Thohir potrebbe esplodere da un momento all’altro. 

1) Wallace, Luiz Gustavo, Taider, Wellington, Zuniga, Lavezzi: sono solo alcuni dei nomi che potrebbero incendiare la campagna acquisti dell’Inter di Erick Thohir.

2) “Voglio l’Inter tra i top ten al mondo”: le parole del magnate indonesiano al (suo) Rol. Ossia Republika Online. Il quotidiano di Giacarta. E qui i conti non mi tornano. Molti osservatori esterni parlano di Inter sul modello Arsenal. Con quel riferimento, fra i primi 10 al mondo non ci arrivi nemmeno pregando: servono investimenti violentissimi, specie adesso che l'Inter non è neppure fra le prime cinque nel campionato italiano a livello di rosa. Si veda il mio sondaggio in alto a destra.

3) Su Nainggolan e Leonardo non dice nulla: riguardo al primo, sostiene che sia compito di Mazzarri decidere.

Che Thohir venga a Milano per spendere soldi e costruire un’Inter perdente è quantomeno paradossale. La tesi è: arriva da lontano, non ci mette il cuore, saranno solo guai. Già. Investe solo 360 milioni di euro il primo anno. Così, tanto per perdere... Suvvia. Siamo in presenza di un possibile cambio epocale, per l’Inter e lo sport in generale: non resta che attendere.

Trovate qui la fonte dei punti 2) e 3).

domenica 28 luglio 2013

Erick Thohir: compra l'Inter? Il web impazzisce


Qual è la vera ventata di novità portata da Erick Thohir? Lo smarrimento che stanno vivendo i quotidiani online. Mi spiego. Nessuno sa nulla del magnate indonesiano. Nessuno conosce niente della trattativa con Moratti per l’acquisto dell’Inter. Googlate “Thohir Inter” e troverete di tutto. “Entra nell’Inter al 30%”. “No, prende il 51%. macché subito l’80% per 300 milioni di euro. Dopodiché, si accolla i debiti sparando 100 milioni l’anno”. “È fatta”. “No, Moratti vuole i suoi uomini nei posti chiave”. “Macché, Thohir mette il grano e intende comandare con i dirigenti personalmente scelti da lui”. “Thohir si porta Leonardo”. “Torna Oriali”. È un luna park gigantesco in cui i quotidiani online si comportano come piccoli blog: si lancia la notizia, la si smentisce, poi un’altra novità. È così da settimane. 

Di Thohir non si sa nulla. Ci si affida disperatamente a Wikipedia, che parla di magnate dell'editoria e della televisione indonesiana. Del futuro dell’Inter, se arriverà Thohir, si sa ancora meno. Modello Arsenal? Allora l’Inter naviga nella mediocrità per un decennio, vincendo zero, ma con un bilancio sano. Vallo a spiegare al tifoso che fa la tessera o l’abbonamento tv. Thohir caccia il grano per i campioni? La storia cambia: fa affari in Usa, Indonesia, vende il marchio sul pianeta, vince, e anche il tifoso ne esce soddisfatto.

Di sicuro, se Thohir compra, serve una barca di soldi per completare una rosa che oggi è da quinto posto. Abbiamo una squadra sbagliata, piena zeppa di crateri nei ruoli chiave, giovanissimi che sono un’incognita, qualche brocchetto fortunatissimo che tira a campare. Gli occorre un manager col fiuto per l’acquisto giusto. Ai 300 milioni per comprare l’Inter, vanno aggiunti almeno 50 milioni di euro per coprire qualche lacuna (non tutte). Quattrini da spendere con saggezza. In ordine di bravura, dal meno forte: Isla, Van der Wiel, Janmaat, Wallace, Taider, Marquinho, Zuniga, Nainggolan, Lavezzi.

Dicono che Thohir non faccia un affare di cuore, ma solo di portafogli. Sicché, viene in Italia per distruggere l’Inter e parte del proprio denaro? Mi pare improbabile. E comunque, si fa presto a innamorarsi dell’Inter. Alla decima giornata di campionato, dai un’occhiata ai rigori avuti e subiti da Inter, Milan e Juve; fai il conto delle ammonizioni e delle espulsioni; e allora ti viene voglia di battagliare. Perché gli arbitri sbagliano in buona fede, c’è solo timore reverenziale verso Milan e Juve, cui bisogna riconoscere di fare un’intelligente pressione mediatica. Eventualmente, signor Thohir, lei capirà tutto in breve...

Ecco, in alto a destra, un sondaggio per capire che cosa ne pensate.

Erick Thohir: obiettivo Inter, restare la prima squadra di Milano e d’Italia

Un grazie a Massimo Moratti: con lui, Milan e Juve non si sono spartiti gli scudi. Senza il Petroliere, ci sarebbe stato un duopolio eterno. Moratti ha dato molto fastidio, tanto da far dire a Mourinho: “Presidente, te la faranno pagare”. Con Moratti, l’Inter era e resta la prima squadra di Milano e d’Italia: l’unica a non essere mai andata in B (il Milan addirittura ci è finito due volte); l’unica ad aver fatto il triplete, come le grandi d’Europa. Sono questi i parametri pesanti, oltre alle vittorie in Italia e nel mondo, da prendere in considerazione per valutare il peso di una squadra. Nessuna società ha il diritto di dire di essere la più titolata o di avere un maggior numero di scudetti di quanti scritti nell’albo d’oro: su quali basi? Perché allora non vengono presi in considerazione altri fattori per giudicare un squadra? Non è sufficiente copiaincollare wikipedia, per giunta in precedenza modificata da un “tifoso”. 

Per questo, l’obiettivo di Erick Thohir è di restare la prima squadra di Milano e d’Italia. Se un difetto va trovato a Moratti, è che ha sempre lasciato fare e dire: serve una presenza mediatica più tosta, a ricordare qual è l’unica squadra mai andata in B e ad aver fatto il triplete. E sempre a testa alta: noi a Siena abbiamo vinto, nel 2010, con l'anima; al Milan è stato regalato un rigore per una svista (più altre 15 sviste nelle precedenti partite). Occhio, Thohir, gli arbitri sono importanti: in buona fede, soffrono la pressione mediatica. Un aspetto da valutare con la massima attenzione.

In concreto, quali sono le mosse giuste per tornare competitivi? 

Ora, va riconosciuto che - come rosa - l’Inter è tre spanne sotto la Juve, due sotto il Napoli, e una sotto Milan e Fiorentina. Mazzarri è validissimo, e ha già dato un’identità alla squadra. Ma servono energie fresche. Io faccio questi nomi. Dal più debole al più forte, nell’ordine: Isla, Zuniga, Van der Wiel, Janmaat, Wallace, Nainggolan. Ma il vero boom per dare la svolta è Lavezzi.

Ecco come potrebbe essere la prima Inter di Thohir.

Handanovic; 

Campagnaro, Samuel (Ranocchia), Juan Jesus;

Nagatomo (Zuniga), Guarin, Cambiasso, Kovacic (Alvarez), Laxalt (Pereira);

Lavezzi (Belfodil), Palacio (Icardi, Milito).

domenica 30 giugno 2013

Idea regalo: “Il tiro del campione”, preservativo divertente






Adoro le idee geniali. Eccone una, un preservativo divertente, così come viene definito nel comunicato che qui copioincollo.

Pensate al preservativo come qualcosa di noioso? Un bel guaio. Invece, “Il tiro del campione” è un preservativo divertente. Il prodotto consiste in profilattico in confezione monodose, di elevata qualità e commercializzato nel rispetto della normativa vigente, che si presenta spiritoso ed elegante al contempo, e ha dimensioni di 56 x 56 x 6 millimetri. Quindi, tascabile.

Disponibile nerazzurro, rossonero e bianconero. Ovviamente, è possibile realizzare il prodotto in ogni colore. Questo è confezionato da Condomix CMX di Fabbio Demis. Per le autorizzazioni ministeriali citate e per le collaborazioni in essere con Anlaids, Arcigay, LILA e Unità di strada per la diffusione del profilattico, garantisce la qualità del medesimo ma anche la competitività del prezzo.

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Tel. (+39) 02.67020040
Fax (+39) 02.67020237

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martedì 2 aprile 2013

Bayern-Juve 2-0. Eh, se solo la Juve avesse avuto un arbitro italiano...

Ci sono due modi di arbitrare da schifo. Il primo: dai un calcio di rigore a favore della Juve che non c’è; e neghi un rigore all’avversario. Il secondo: dai sempre tutto a favore della Juve. Contrasti a centrocampo? Fallo per la Juve. Falli laterali dubbi? A favore della Juve. Cartellini gialli? A favore della Juve. Non lo fai perché sei un arbitro in cattiva fede, ma solo perché non sei all’altezza, e quando vedi bianconero non capisci più nulla: sudditanza psicologica. Proprio quello che succede ai nostri arbitri. Infatti, la Juve ha tanti infiniti piccoli vantaggi durante una partita del campionato italiano. Gli arbitri e i guardalinee sono spaventati dalla panca della Juve che si agita per ogni fallo, ogni dubbio, ogni decisione.

Proprio come successo a Rizzoli in Inter-Juve. In caso di dubbio a centrocampo o su un fallo laterale, tutto pro Juve. Un arbitro in perfetta buona fede, ma inadeguato.

Poi succede che vai a Monaco di Baviera, trovi un signor arbitro cazzuto che fischia quando c’è da fischiare, e che quando la panca bianconera si agita la mette a calmare, e la storia cambia. Chi ha giocato a calcio lo sa: gli arbitri non decidono le partite con i rigorini, ma con i falli a centrocampo, le ammonizioni (guardate quelle a Vidal e Lich-eccetera), quelle piccole decisioni che sfuggono agli osservatori disattenti.

Eh sì, diventa problematico per la Juve giocare in Europa. Ora vi parleranno di gioco, di mentalità, di schemi, di tattica. Ma garantisco che con un arbitro italiano Bayern-Juve sarebbe finita diversamente. Idem per Barcellona-Milan...

domenica 17 marzo 2013

Milan-Palermo: il fallo di mano di Zapata, le ammonizioni in Italia e se solo a Barcellona ci fosse stato un arbitro italiano

È in atto una rivoluzione: i giocatori del Milan che giocano a pallavolo non vengono espulsi. Vedi Zapata in Milan-Palermo. Così è facile giocare. Poi i rossoneri fanno mezzi falletti a centrocampo e non vengono mai ammoniti. Grazie agli arbitri italiani che, in buona fede, non sono all’altezza. Vedono Milan e vanno in confusione.

Certo, sarebbe stato bello se a Barcellona ci fosse stato un arbitro italiano. Cosa sarebbe cambiato? Niente cartellini gialli per i mezzi falletti a centrocampo, e via di randellate continue. Più falli di mano a ripetizione senza cartellini rossi. La chiave è quella: gli arbitri e i guardalinee. Sta lì il segreto. Ovviamente a te i mass media non lo raccontano: parlano di gioco, moduli, tattica al Camp Nou. Ma un bell’arbitro italiano che non ammonisce e non espelle ti cambia la vita. E il risultato.

martedì 12 marzo 2013

Milan umiliato dal Barcellona. Che vergogna: senza gli errori degli arbitri a favore, i rossoneri devono togliersi la maschera


Il Milan, senza arbitri a favore, si scioglie come neve al Sole: disintegrato dal Barcellona. Ha dimostrato di non avere la mentalità europea per affrontare questi impegni: d’altronde, è stato due volte in B. Giù la maschera, Milan: questi rossoneri dovrebbero avere 10 punti in meno in classifica in Italia se solo non avesse avuto la fortuna arbitrale. Errori a ripetizione che condizionano e indirizzano le sue prestazioni. Col Barcellona, il Milan non ha potuto randellare a centrocampo: scattavano fischi e cartellini; la chiave è questa, poche storie.

Non si può non giocare a calcio per 180 minuti contro il Barcellona. I tifosi spagnoli lo sanno bene: solo l’Inter ha avuto la forza di eliminare gli iberici mostrando un gioco meraviglioso all’andata e un’enorme forza mentale al ritorno.

Solo l’Inter ha eliminato il grande Barcellona, solo l’Inter non è mai stata in B, solo l’Inter ha fatto la tripletta: quindi, l’Inter si conferma la più titolata squadra di Milano.

domenica 3 marzo 2013

Catania-Inter 2-3: noi non siamo mai morti, perché non siamo mai andati in Serie B. Restiamo la prima squadra di Milano. Onore a Stramaccioni

Onore al signor Stramaccioni, che con una rosa da decimo posto sta compiendo un miracolo. Se siamo ancora in una zona onorevole, se abbiamo vinto e pareggiato col Milan (che ci è superiore di due spanne), se abbiamo vinto a Torino, se abbiamo rimontato oggi a Catania, lo si deve a Stramaccioni. Il quale, abituato a giocare con due esterni larghi e una punta di peso, più un regista dai piedi buoni, ha dovuto reinventarsi tatticamente: questo qui è un grande. Le responsabilità delle nostre sconfitte di quest'anno non stanno in panca. La prossima stagione dategli una rosa degna di questo nome, e l'Inter sarà più competitiva.

Da settembre 2012, l'Inter è senza gioco, non sa impostare da dietro, è priva di playmaker, ora non ha più l'unico fuoriclasse (Milito). Stramaccioni ha una sola chiave per svegliare la squadra: la carica emotiva, la reazione nervosa. È quello che sta facendo. Vorrei vedere Allegri e Ferguson con una rosa del genere: sarebbero in zona retrocessione.

Un'ultima annotazione. Eravamo e siamo la prima squadra di Milano e d'Italia: siamo i più titolati, perché oltre a una signora bacheca, non siamo mai andati in Serie B, né gratis né a pagamento, nemmeno due volte, e abbiamo fatto una tripletta che tutti c'invidiano e nessuno riesce a imitare. In assenza di mass media che lo ricordano, è bene sottolineare che - per giudicare se una squadra è titolata - vanno presi in considerazione tutti i parametri: fra i primi fattori, conta la permanenza in Serie A. Sono criteri oggettivi, che prescindono dalla grancassa mediatica.

martedì 26 febbraio 2013

Barcellona calcio: un cadavere in 5 punti

1) Niente pressing, primo punto di forza del Barcellona.

2) Tre elementi della rosa in lieve sovrappeso, specie Iniesta.

3) Verticalizzazioni azzerate, ma solo passaggi orizzontali. Squadra che si allunga in fase offensiva, per poi non riuscire a ricompattarsi al momento di ripiegare.

4) Mancanza di reattività neuromuscolare sul breve: l’accelerazione (la partenza da fermo) è quella dei ragazzi di 15 anni, la ripresa (acquisire più velocità mentre già si è in movimento) è quella delle donne che giocano a calcio (con rispetto parlando). Incapacità di vincere i contrasti: il piede lo mettono sempre senza decisione.

5) Inconsistenza dei tiri dalla distanza: ho visto un paio di conclusioni dai 20 metri che sembravano passaggi.

I motivi? Solo ed esclusivamente fisici. L’assenza di Guardiola o di un vero allenatore in panca non c’entra nulla. Casomai, quei 5 punti sono i motivi per cui Guardiola se l’è data a gambe levate: il Barcellona è morto e lui sapeva.

Mmm... Dai Fuentes, qui accadono cose strane: dicci a chi davi le tue robe magiche...

Tennisti che scompaiono, squadre di calcio che si squagliano, atleti che da supereroi diventano uomini normali... Forza Fuentes, contaci tutto, dai...

domenica 24 febbraio 2013

L'Inter ha solo Handanovic



Questo è già uno dei portieri più forti di ogni epoca. Handanovic ha giocato da solo contro il Milan.

È l'Inter più triste dal 2004 a oggi: abbiamo toccato il fondo. Se il Milan, dopo aver fatto investimenti massicci, non ci ha battuto neppure in questo derby, vuol dire che abbiamo proprio la superiorità sotto la Madonnina: la prova che siamo i più titolati, non essendo mai andati in B (nemmeno due volte), e avendo fatto la tripletta, unici a Milano.

mercoledì 20 febbraio 2013

Maradona se lo mangiava a Messi...

Ci andrei piano a dire che Messi è più forte di Maradona.

Diego non ha mai giocato nel Barcellona stellare di Guardiola (quello di oggi è un discreto Barca e nulla più, e se il Pep è fuggito, è perché sapeva, come Mou quando è andato in fuga da un'Inter finita). Messi ha avuto tutta la squadra, anzi la rosa, a propria disposizione.

Diego faceva brillare gli attaccanti: chiedere a Valdano, Giordano, Careca. Messi distrugge gli attaccanti: vedi Ibra, Sanchez e compagnia.

Diego ha vinto nel Napoli e in un'Argentina inguardabile. Messi ha vinto in un Barcellona mostruoso.

Diego subiva fallacci in serie, a ripetizione. Messi no.

Diego aveva più rapidità, reattività neuromuscolare, potenza di tiro.

Diego calciava meglio le punizioni da qualsiasi distanza.

Diego era e resterà il più grande. Messi era e resterà fra i migliori, ma non il numero uno e nemmeno tra i primi quattro, visto che Pelé, Di Stefano e Cruijff potrebbero avere qualcosa da ridire.

In definitiva, come dicono a Napoli, Maradona "so magnav a Messi".

domenica 17 febbraio 2013

Perché quando dicevo che, con quella panchina, l'Inter (forse) è da settimo posto nessuno mi credeva?

L'Inter aveva tre fuoriclasse. Nell'ordine: Eto'o, Milito, Sneijder. Senza quei tre, non sostituiti con giocatori all'altezza, è una squadra da settimo posto. L'importante è non cadere nell'errore di non rinnovare la fiducia a Stramaccioni, che fa quel che può, con un materiale tenico così scadente. Sotto il profilo atletico e nervoso, la rosa non regge tre impegni settimanali. La prossima stagione servono innesti importanti in ogni reparto per non uscire dal giro europeo (Europa League, intendo, perché per la Champions Juve, Milan, Lazio e Napoli sono più attrezzate dell'Inter). Occorrono investimenti oculati: certo che se vai a comprare Jonathan, Pereira, Silvestre e Schelotto, buttando via quei pochi soldi che puoi spendere, resti inchiodato a metà classifica anche in futuro. Io qui avevo previsto tutto, ma nessuno mi credeva.

domenica 10 febbraio 2013

Nuovo regolamento di calcio: è assolutamente vietato ammonire ed espellere i giocatori del Milan. Ma un rigorino glielo si deve dare


Coraggio amici arbitri, coraggio. So che siete in buona fede. Se ogni tanto ammonite o espellete un giocatore del Milan, non muore nessuno. Niente male la cecità sul fallaccio da rosso di Niang. Stendo un velo pietoso sul secondo giallo a Mexes per fallo di mano. Dimentico i falli a ripetizione di Flamini e il rigore su Conti. È questione di metro di misura: perché il rigorino pro Milan lo vedi, e il resto no? Perché hai ammonito così tardi Ambrosini? Risposta: non sei un buon arbitro.

martedì 29 gennaio 2013

Tripletta. Tutti la sognano, solo una ce l'ha: l'Inter


Non essendo mai stata in B, nemmeno due volte, ed avendo piazzato una tripletta che tutti le invidiano, l'Inter era e resta la squadra più titolata di Milano e d'Italia. Ergo, altre squadre italiane non possono essere le più titolate del mondo, a meno che non vogliano inventarsi le cose a capocchia.

lunedì 28 gennaio 2013