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domenica 16 febbraio 2014

Non ci capisco più niente. Ma allora: quanti sono gli scudetti della Juve?


Conte: “C’è più puzza in casa d’altri. Dei suoi anni (di Capello ndr) ricordo non tanto il gioco, ma i due scudetti revocati. Il prossimo anno chiederò al presidente di iscriverci al campionato inglese. A qualcuno dà fastidio che questa Juventus faccia meglio come numeri rispetto al passato”.

Sarebbe anche ora di dire la verità. Forza Conte, sputi il rospo: la Juve ha mai vinto una coppa Campioni?

Conte che difende Moratti: non me lo sarei mai aspettato.

Io spero che Capello non replichi. Altrimenti, potrebbe dire: "Conte, sulla sua Juve c'è puzza di doping!". E poi non si finisce più. Basta polemiche, fanno male al calcio.

Be', Moratti, però poteva dirla lei una cosa così. E pazienza, Conte l'ha solo anticipata.

Adesso Conte difenderà Facchetti.

Magari Conte vuol dirci qualcosa sulla Juve di Lippi: quello che non è stato detto in tribunale davanti a Guariniello.

Guariniello: "Eccheccazzo, solo ora Conte si sveglia'!".

Capello, lei adesso è libero di esprimersi sul periodo che va dal 23.5.2010 al 23.1.2014.

Arbitri e guardalinee: chi parlerà per primo, Conte o Capello?

Ehm... dottor Agricola... lei ha facoltà di entrare nella discussione quando lo ritiene opportuno...

Pare abbiano trovato Conte che urlava "Forza Inter". 

Moratti: "Le parole di Conte mi paiono inappropriate". 

Ha detto più roba Conte in 10 secondi che Branca in 10 anni.

Zanetti commenta così le parole di Conte: "La palla è rotonda, il rigore si poteva dare come non dare, faremo di tutto per vincere la prossima".

Hernanes: "Ehi, qualcuno mi copia!".

L'uscita di Conte conferma il trend: va di moda l'outing. No, non il doping, che cosa leggete?! Outing, ho detto.

Tweet di Wanda a Icardi: "Scusa amò, sono confusa... Ma Conte è interista?!".

Pssssss... Forse ammettono che su Ronaldo era rigore...

Cambio la mia opinione sul Conte uomo. D'altronde, la vita è strana. Io alle elementari avevo una compagna grassa coi baffi, che poi a 17 anni è diventata una gnocca.

Attendo con fiducia le dichiarazioni di Ceccarini e De Santis. All'Acqua Acetosa c'è qualcuno che vuole rilasciare interviste?

Così, dopo 8 anni di battaglie giudiziarie e mediatiche, dopo ricorsi ai vari tribunali sportivi, dopo gli appelli alle corti internazionali, dopo 64.000 sentenze negative, dopo aver chiesto il risarcimento danni alla Figc, ora una dozzina di parole abbattono in un sol colpo tutto il colossale impianto difensivo. Conte, il picconatore.

martedì 21 gennaio 2014

Il martedì orribile della Juventus: il primo sussulto d’orgoglio dell’Inter dopo quattro anni, e il calcio medievale di Conte contro la Roma

Avrei desiderato un'Inter più combattiva in tre settori: uno, la pubblica difesa a oltranza di Giacinto Facchetti contro gli attacchi della Juve; due, una strategia mediatica per opporsi allo strapotere arbitrale di Milan e Juve; tre, la cacciata della dirigenza che ha portato a Milano gente come Pereira e Schelotto, pagata un botto. Moratti - cui va la gratitudine dei tifosi per un ciclo irripetibile e per il triplete, che tutti ci invidiano - non s'è circondato degli uomini adatti per tener testa a Juve e Milan. Che l’Inter si stesse appecoronando alla Juve è stato evidente con lo scambio Guarin-Vucinic alla pari. A me di Guarin non mi fotte assolutamente nulla (l’Inter è finita quando se n’è andato l’unico fuoriclasse che avevamo, Eto’o): è anarchico, spesso nevrastenico, necessita di una dozzina di tiri per centrare la porta. Ma con la Juve o imposti una trattativa che ti fa guadagnare, oppure non se ne fa nulla. Per la prima volta in quattro anni, ossia da quando Mourinho aveva scatenato la sua guerra personale contro le prostitute, costringendole a esporsi e a essere infilzate in contropiede, l’Inter ha avuto un sussulto d’orgoglio. Per la prima volta, Thohir s’è colorato di nerazzurro. Quello scambio non si fa.

Più tardi, la Juve è andata a giocare i quarti di coppa Italia a Roma: 95 minuti chiusa in area di rigore, eccezion fatta per un paio di scorribande offensive poco convinte. La palla girava fra i piedi dei tre difensori (Barzagli, Bonucci, Chiellini) senza costrutto. È stato un non-gioco. Una roba da Medioevo. La rete favolosa di Gervinho (foto) ha fatto giustizia. La Juve, con la prossima cessione di Pogba, rinuncia a essere grande: vincerà solo in Italia, perché qui non c’è concorrenza, visto che le società non hanno mezzi economici. Ma appena metterà il naso fuori dallo Stivale, sarà destinata a perdere. Anche perché arbitri e guardalinee in Champions non perdonano; e senza aiuti, la Juve medievale di Conte è piccolissima. Sono esistite la grandissima Inter di Herrera e l’inarrivabile Inter di Mourinho, per fare un paio di esempi, capaci di vincere su tutti i fronti; quella di Conte è una piccola Juve che approfitta della pochezza delle avversarie, in primis un’Inter insignificante. La Juve è a +8 sulla Roma: con arbitri all’altezza, sarebbe forse a +3, e le cose cambierebbero.

Per chiudere sull’Inter, il prossimo passo di Thohir è fare tabula rasa a livello dirigenziale, oltre che usare le forbici per rendere snella una struttura societaria elefantiaca. Dopodiché, o iniziano investimenti importanti, oppure siamo destinati all’oblio.

domenica 28 luglio 2013

Erick Thohir: compra l'Inter? Il web impazzisce


Qual è la vera ventata di novità portata da Erick Thohir? Lo smarrimento che stanno vivendo i quotidiani online. Mi spiego. Nessuno sa nulla del magnate indonesiano. Nessuno conosce niente della trattativa con Moratti per l’acquisto dell’Inter. Googlate “Thohir Inter” e troverete di tutto. “Entra nell’Inter al 30%”. “No, prende il 51%. macché subito l’80% per 300 milioni di euro. Dopodiché, si accolla i debiti sparando 100 milioni l’anno”. “È fatta”. “No, Moratti vuole i suoi uomini nei posti chiave”. “Macché, Thohir mette il grano e intende comandare con i dirigenti personalmente scelti da lui”. “Thohir si porta Leonardo”. “Torna Oriali”. È un luna park gigantesco in cui i quotidiani online si comportano come piccoli blog: si lancia la notizia, la si smentisce, poi un’altra novità. È così da settimane. 

Di Thohir non si sa nulla. Ci si affida disperatamente a Wikipedia, che parla di magnate dell'editoria e della televisione indonesiana. Del futuro dell’Inter, se arriverà Thohir, si sa ancora meno. Modello Arsenal? Allora l’Inter naviga nella mediocrità per un decennio, vincendo zero, ma con un bilancio sano. Vallo a spiegare al tifoso che fa la tessera o l’abbonamento tv. Thohir caccia il grano per i campioni? La storia cambia: fa affari in Usa, Indonesia, vende il marchio sul pianeta, vince, e anche il tifoso ne esce soddisfatto.

Di sicuro, se Thohir compra, serve una barca di soldi per completare una rosa che oggi è da quinto posto. Abbiamo una squadra sbagliata, piena zeppa di crateri nei ruoli chiave, giovanissimi che sono un’incognita, qualche brocchetto fortunatissimo che tira a campare. Gli occorre un manager col fiuto per l’acquisto giusto. Ai 300 milioni per comprare l’Inter, vanno aggiunti almeno 50 milioni di euro per coprire qualche lacuna (non tutte). Quattrini da spendere con saggezza. In ordine di bravura, dal meno forte: Isla, Van der Wiel, Janmaat, Wallace, Taider, Marquinho, Zuniga, Nainggolan, Lavezzi.

Dicono che Thohir non faccia un affare di cuore, ma solo di portafogli. Sicché, viene in Italia per distruggere l’Inter e parte del proprio denaro? Mi pare improbabile. E comunque, si fa presto a innamorarsi dell’Inter. Alla decima giornata di campionato, dai un’occhiata ai rigori avuti e subiti da Inter, Milan e Juve; fai il conto delle ammonizioni e delle espulsioni; e allora ti viene voglia di battagliare. Perché gli arbitri sbagliano in buona fede, c’è solo timore reverenziale verso Milan e Juve, cui bisogna riconoscere di fare un’intelligente pressione mediatica. Eventualmente, signor Thohir, lei capirà tutto in breve...

Ecco, in alto a destra, un sondaggio per capire che cosa ne pensate.

Erick Thohir: obiettivo Inter, restare la prima squadra di Milano e d’Italia

Un grazie a Massimo Moratti: con lui, Milan e Juve non si sono spartiti gli scudi. Senza il Petroliere, ci sarebbe stato un duopolio eterno. Moratti ha dato molto fastidio, tanto da far dire a Mourinho: “Presidente, te la faranno pagare”. Con Moratti, l’Inter era e resta la prima squadra di Milano e d’Italia: l’unica a non essere mai andata in B (il Milan addirittura ci è finito due volte); l’unica ad aver fatto il triplete, come le grandi d’Europa. Sono questi i parametri pesanti, oltre alle vittorie in Italia e nel mondo, da prendere in considerazione per valutare il peso di una squadra. Nessuna società ha il diritto di dire di essere la più titolata o di avere un maggior numero di scudetti di quanti scritti nell’albo d’oro: su quali basi? Perché allora non vengono presi in considerazione altri fattori per giudicare un squadra? Non è sufficiente copiaincollare wikipedia, per giunta in precedenza modificata da un “tifoso”. 

Per questo, l’obiettivo di Erick Thohir è di restare la prima squadra di Milano e d’Italia. Se un difetto va trovato a Moratti, è che ha sempre lasciato fare e dire: serve una presenza mediatica più tosta, a ricordare qual è l’unica squadra mai andata in B e ad aver fatto il triplete. E sempre a testa alta: noi a Siena abbiamo vinto, nel 2010, con l'anima; al Milan è stato regalato un rigore per una svista (più altre 15 sviste nelle precedenti partite). Occhio, Thohir, gli arbitri sono importanti: in buona fede, soffrono la pressione mediatica. Un aspetto da valutare con la massima attenzione.

In concreto, quali sono le mosse giuste per tornare competitivi? 

Ora, va riconosciuto che - come rosa - l’Inter è tre spanne sotto la Juve, due sotto il Napoli, e una sotto Milan e Fiorentina. Mazzarri è validissimo, e ha già dato un’identità alla squadra. Ma servono energie fresche. Io faccio questi nomi. Dal più debole al più forte, nell’ordine: Isla, Zuniga, Van der Wiel, Janmaat, Wallace, Nainggolan. Ma il vero boom per dare la svolta è Lavezzi.

Ecco come potrebbe essere la prima Inter di Thohir.

Handanovic; 

Campagnaro, Samuel (Ranocchia), Juan Jesus;

Nagatomo (Zuniga), Guarin, Cambiasso, Kovacic (Alvarez), Laxalt (Pereira);

Lavezzi (Belfodil), Palacio (Icardi, Milito).

domenica 7 ottobre 2012

Possono anche lasciarci in 7: noi siamo così belli che vinciamo lo stesso

È la solita solfa: Mexes e Yepes andavano espulsi tre volte, eppure il Milan ha giocato in 11. Noi, come sempre, in 10. Altre volte in 9. Ma possono anche lasciarci in 7: noi siamo così belli che vinciamo lo stesso.

Ranocchia è l’immagine dell’Inter: regala un corner al Milan con classe ed eleganza. Nel solco di Facchetti e Zanetti. Grandi calciatori e uomini puliti. Roba da Inter.

Non solo non siamo mai stati in B, nemmeno due volte, il che ci rende più titolati del Milan. Ma abbiamo ormai una supremazia totale a Milano. Per chi abita qui, è tutto.

Devo ringraziare Milito di essersi incartocciato come un bimbo dei pulcini dell’Inter, solo davanti ad Abbiati. Sul 2-0, non mi sarei divertito così tanto. Alla fine, orgasmo nerazzurro.

Stramaccioni è un signor allenatore: ha dato una lezione di calcio tattico ad Allegri, azzeccando tutti i cambi, e perfino lo schieramento in 10. Ci lasciano in 7, mentre Mexes non viene mai espulso? No problem: Stramaccioni-Stramala organizza un sano 2-2-2.

Vincere a casa Milan è di un’inimmaginabile dolcezza calcistica.

Non so chi ringraziare, comunque Galliani aveva piazzato Pato al PSG per 40 milioni: così Ibra restava e il Milan era ancora fortissimo. Se hanno Mexes, Yepes e attaccanti nulli, se la prendano con loro, senza star lì a lamentarsi per giustificarsi.

Samuel sublime. Ranocchia insuperabile. Handanovic dà più sicurezza di Julio Cesar. Arriveremo terzi, dietro Juve e Napoli. A meno che Moratti non si appassioni all’Inter di Strama e piazzi un paio di acquisti a gennaio; allora, forse, le cose cambiano. Al momento Juve sopra di due spanne, Napoli di una. Vedremo.

sabato 11 agosto 2012

Moratti, idea: Roberto Cammarelle e Clemente Russo in panca accanto a Stramaccioni-Stramala




Roberto Cammarelle è un signore alto 190 cm e pesante 105 kg. Clemente Russo è un 180 cm x 91 kg. Pugili, il primo è in finale alle Olimpiadi di Londra nella categoria supermassimi; l’altro battaglierà per l’oro fra i massimi. Che c’azzeccano questi due campioni del ring con l’Inter di Moratti, come da titolo? Oh, c’entrano eccome.

Vedete, il mister nerazzurro Stramala-Stramaccioni sta scoprendo adesso che cos’è l’Inter. Una squadra psicolabile, che nei momenti in cui vanno estratti gli attributi si affloscia. Roberto Mancini (in parte) e Mourinho (del tutto) avevano risolto il problema a forza di sfuriate, litigi, diverbi verbali e talvolta fisici. Avevano capito (specie dal secondo anno in poi) che l’Inter va maltrattata, strattonata, scossa. Gli schemi, i moduli di gioco, le formazioni, la difesa a quattro o a tre e quant’altro, qualsiasi alchimia tattica, fanno fa contorno: qui serve uno che tira cazzotti a voce, occorre un pugile psicologico.

Stramaccioni-Stramala è alla sua prima esperienza con milionari in mutande: alle prese coi ragazzi della Primavera, s’imponeva con uno sguardo. L’ho visto pallido e disperato durante la più recente squallidissima esibizione di Europa League.

Ed ecco allora la soluzione, giacché Mancini e Mourinho costano troppo e non possiamo permetterceli: piazzare Roberto Cammarelle e Clemente Russo in panca accanto a Stramaccioni-Stramala. Se serve disporre gli uomini sulle fasce, è il tecnico a impartire le direttive. Se vinciamo 3-0, ci pensa Baresi a chiacchierare coi nostri centrocampisti. Ma se, una sera in cui fa caldo e i nostri eroi - poverini - non riescono a correre; un pomeriggio nel quale là in mezzo al campo c’è un po’ di flosceria generalizzata; una fredda nottata di novembre che blocca i muscoli dei coccolatissimi gladiatori di rosso vestiti (la seconda maglia); allora Stramaccioni-Stramala potrebbe chiedere a Cammarelle e Russo: “Gentili amici, vi pregherei di fare una chiacchiera col tizio X, Y e Z”. Al momento, mi sento di escludere Zanetti e Guarin fra gli individui con cui discutere pacatamente di corsa nel rettangolo di gioco, perché coi croati ci hanno messo l’anima. Per gli altri, una sana e amichevole parlata sarebbe preziosa.

giovedì 2 agosto 2012

Inter: rivoluzione cinese. Ecco i 10 cambiamenti epocali


1) Per i tifosi dell’Inter che faranno l’abbonamento al campionato, i massaggi delle ragazze cinesi verranno scontati del 70%.

2) Via tutti i massaggiatori maschi dello staff nerazzurro. Dentro le massaggiatrici cinesi. Tariffe per i calciatori: 50.000 euro un massaggio normale romantico; 100.000 euro un massaggio completo.

3) Dopo ogni sconfitta, non ci sarà più il vecchio blando richiamo della società a un maggior impegno: i giocatori rischieranno di perdere le loro proprietà immobiliari. In caso di pareggio, i Suv da 150.000 euro saranno sottoposti a sequestro preventivo.

4) Basta con la solita dieta mediterranea nei ritiri estivi di Pinzolo. Tutti a Pechino, in pieno luglio, a mangiare involtini primavera e pollo con le mandorle.

5) Della preparazione fisica si occuperà direttamente lo scienziato che ha suggerito la ginnastica giusta a quella nuotatrice cinese che, alle Olimpiadi di Londra, ha nuotato più veloce dei maschi.

6) Il nuovo stadio verrà costruito in via Paolo Sarpi.

7) Il cinese è socio di minoranza nell’Inter. Sì. “Compriamo solo questo negozietto per vendere le borsette”: così disse un cinese alto un metro e mezzo nel 1979 al venditore immobiliare di via Paolo Sarpi. Sappiamo com’è andata a finire. Qualcuno all’Inter dovrebbe preoccuparsi?

8) L’Inter aveva già organizzato due amichevoli: una contro Taiwan e una contro la rappresentativa del Dalai Lama. Sono state stranamente annullate.

9) L’Inter farà un pacco di soldi grande quanto la Via Lattea vendendo le magliette rosse in Cina: un miliardo e mezzo di cinesi saranno “invitati” dalle autorità a comprare quella maglietta della Nike a 100 euro l’una. Fa caldo: calcolate voi l’incasso.

10) C’è un tizio, all’Inter, che fa avanti e indietro dai Paesi più belli del mondo. Il numero uno cinese ha già chiesto lumi a Massimo Moratti: “Pelché uomo abblonzato fale tanti viaggi e spendele così tanto denalo per non complale mai nessuno?”.


domenica 12 febbraio 2012

Tramonto Inter: la notte di Madrid erano da cacciare tutti

Quella favolosa notte di Madrid del 22 maggio 2010, in cui l’Inter mise a segno una tripletta irripetibile, il ciclo storico della squadra era al capolinea. Mourinho l’aveva perfettamente capito e scappò a gambe levate al Real, una società in grado di comprargli l’impossibile. Quella notte stessa, andava eseguita una trasfusione totale di sangue all’Inter, e ritengo che - potendo tornare indietro - anche Moratti lo farebbe.

Il Petroliere doveva disfarsi di tutti quelli che battevano cassa, e ripartire con un progetto a lungo termine, fatto di giovani affamati. Però non me la sento di attaccare la vecchia guardia, accusandola di non impegnarsi al massimo, nonostante ingaggi milionari. La verità è che non ce la fanno proprio più a reggere così tanti impegni: sono al tramonto. Te ne accorgi quando devono rincorrere l’avversario: arrancano. Pare quasi che la cattiveria agonistica sia scomparsa. In realtà, è il serbatoio di energie mentali e fisiche che è vuoto.

Si ripartirà con una rivoluzione, dalla prossima stagione. Però servirà pazienza: se cambi 20 elementi della rosa, e se nove undicesimi dei titolari sono diversi, nessuno può avere la pretesa di diventare subito competitivi. Tra la fine di un ciclo mostruosamente vincente e l’inizio di un’altra epoca d’oro, esiste un periodo di transizione, da affrontare senza nevrosi: vietato bocciare i giovani perché sbagliano due partite.

A mio modesto avviso, c’è infine un serio problema che riguarda i mass media. È un paio d’anni che ci fanno a fettine sui giornali e in tv. Dalla società avversaria che ci vuole sempre portare in tribunale, all’ex allenatore che ce ne dice di tutti i colori; dall’arbitro che fischia per tutta la partita contro, alla moviola senza un minimo di contraddittorio. Quel compito di riequilibrare le forze venne svolto in parte da Roberto Mancini, che arrivò un paio di volte a perdere le staffe in diretta tv, ma soprattutto da Mourinho, che menava fendenti a tutt’andare. Obiettivi: fare gruppo, creare un nemico comune, ottenere lo stesso spazio degli altri, mettere pressione su chi voleva schiacciarti. Che fosse la strada giusta lo testimoniano le reazioni isteriche di chi veniva trafitto. Il portoghese non arretrava di un millimetro, consapevole del fatto che una delle frasi più sceme del mondo è: “Nel calcio, i titoli si vincono sul campo”. Bugia: i campi dove si gioca la partita sono più d’uno. O davvero non vi siete accorti che altre società puntano le loro fiches su più tavoli?

giovedì 10 novembre 2011

Non credo che alla Juve convenga stuzzicare troppo Moggi…

Juve e Moggi sono ai ferri corti. Come marito e moglie che non si sopportano più dopo aver limonato per anni. Big Luciano s’è stancato di una società bianconera così gelida nei suoi confronti. Se la tattica della Zebra gobba era perfettamente riuscita con Giraudo e Agricola (del tipo, ma chi li conosce ’sti due?), ottenendo in cambio una reazione con elettroencefalogramma piatto dei suddetti, nel caso di Moggi è arrivata la risposta dell’ex onnipotente bianconero. Stizzito, irritato. Come un serpente cui è stato schiacciato il codozzo.

Dove sta il guaio? Semplice. Di moggiopoli è emerso quanto vedete in foto: la punta dell’iceberg. Quello che tutti fiutavano e sospettavano s’è rivelato vero. Ma parliamo solo di robe di metà del primo decennio di codesto millennio. Ora immaginate un attimo che Moggi s’incazzi davvero. Ipotizzate che abbia d’improvviso voglia di parlare di tutto quello sa. Faccio solo un paio di esempi. La faccenda doping della Juve. La strana annata 1997-98 culminata col rigore di Iuliano su Ronaldo (un falso storico concentrarsi su quell’episodio, giacché in quella stagione e nelle successive si verificarono fatti stranissimi). Supponete che sputi davvero il rospo su farmaci, arbitri, designatori, schede svizzere. 

L’animo umano in generale è imperscrutabile. Quello di un uomo imbestialito può rivelare sorprese da fare paura.

Moggi mi ha stupito: “Come fanno a chiamarsi fuori? Io lavoravo per loro”. Ma cosa vuole dire? Cosa c’è dietro? Io attendo curioso.

Sotto questo punto di vista, il comportamento del Milan è stato molto più raffinato. Di altissimo profilo. Laddietro c’è una regia con un coefficiente d’intelligenza elevatissima. Leonardo Meani condannato a un anno. Parliamo di penale. Insomma, non è proprio una contravvenzione per divieto di sosta. No comment del Milan ora. Mentre nel 2007, era “solo” l’addetto agli arbitri del Milan, un collaboratore esterno. Ma senza calcare la mano. Diabolicamente Milan.

foto flickr.com/photos/trodel 

martedì 8 novembre 2011

Giacinto sorride di lassù. Moratti, che trionfo!


Luciano Moggi 5 anni e 4 mesi;
Paolo Bergamo 3 anni e otto mesi;
Innocenzo Mazzini 2 anni e 2 mesi;
Pierluigi Pairetto 1 anno e 11 mesi;
Massimo De Santis 1 anno e 11 mesi;
Salvatore Racalbuto 1 anno e 8 mesi;
Pasquale Foti 1 anno e 6 mesi e 30mila euro di multa;
Paolo Bertini 1 anno e 5 mesi;
Antonio Dattilo 1 anno e 5 mesi;
Andrea Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25mila euro di multa;
Diego Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25mila euro di multa;
Claudio Lotito 1 anno e 3 mesi e 25mila euro di multa;
Leonardo Meani 1 anno e 20mila euro di multa;
Claudio Puglisi 1 anno e 20mila euro di multa;
Stefano Titomanlio 1 anno e 20mila euro di multa.

domenica 30 ottobre 2011

Moratti contestato. Un piccolo suggerimento agli interisti: non irritatelo troppo; se quel signore saluta tutti, l’Inter scompare dal calcio nel giro di cinque anni

È partita la contestazione contro Moratti: il Web è in fermento. I tifosi della Beneamata vogliono che il Petroliere cacci i quattrini per tornare a essere competitivi.

Io mi permetto solo di fare quattro considerazioni.

1) Con qualunque altro proprietario, l’Inter non avrebbe vinto nulla di recente. Milan e Juve si sarebbero spartiti gli scudetti anche negli anni passati. Contrastare lo strapotere economico e mediatico delle famiglie Berlusconi e Agnelli non è proprio una passeggiata di salute.

2) L’Inter ha fatto una tripletta, il che la pone al di sopra di Milan e Juve. Avranno più Champions (la prima) e più scudi (la seconda), ma l’impresa storica di Eto'o e compagnia resterà irripetibile. Unisci questo al fatto che non sei mai stato in serie B, ed ecco il senso di inferiorità che affligge i tifosi del Milan e della Juve verso il Biscione. Questo grazie a Moratti. Il quale oltretutto ha imposto una linea che condivido appieno: sempre soli, senza fare comunella con quelle altre due (che non litigano mai...). Noi sempre a testa alta, come Facchetti.

3) Suggerisco ai tifosi nerazzurri di non irritare troppo Moratti. Se il Petroliere s’indispettisce, lascia tutto. E l’Inter scompare dal calcio nel giro di cinque anni. Altro che squadra competitiva in Italia ed Europa. Altro che fuoriclasse da pagare a peso d’oro. Esiste un altro imprenditore che voglia versare decine di milioni euro (soldi freschi) ogni anno? C’è un arabo, un cinese, un russo, che desideri mettersi contro Milan e Juve? Si trova un volontario che intenda avere a che fare con i calciatori? Parliamo di 25enni che guadagnano tre milioni di euro netti l’anno… Il giocatore di calcio, spesso, se ne fotte dei tifosi, dello stipendio, della deontologia. Con il suo codazzo di agenti, procuratori, sponsor. Non puoi "metterlo sotto" come fai con gli operatori del call center, o con la maggior parte dei dipendenti delle aziende. Occorre un’équipe di dirigenti in grado di trattare coi calciatori, inducendoli a sputare sangue su ogni pallone che rotola. C'è da diventare matti: scuci le cucuzze e ti ritrovi con questi qui che vanno a escort di notte, per poi camminare in campo.

4)
Conviene arrendersi alla realtà: ora tocca agli altri vincere, l’Inter è destinata a stare laddietro per qualche tempo. Ma si riorganizzerà e ripartirà. Senza isterie. Senza stuzzicare eccessivamente Moratti…

sabato 24 settembre 2011

Inter: l’inconscio dei giocatori diceva di fare esonerare Gasperini per Ranieri?

A Milano circola una bufala cattiva. La voce maligna la sanno tutti, ma nessuno la rivela: i giocatori dell’Inter avrebbero cotto a puntino Gasperini. Pessime prestazioni per farlo cacciare dal presidente Moratti. Il motivo? Secondo la diceria (del tutto fasulla) pare non digerissero la difesa a tre e certe scelte di formazione (vedi Pazzini in panca).

Trattasi di una castroneria. In realtà, gli uomini del Petroliere sono professionisti esemplari.

Ma osservando il linguaggio del corpo dei giocatori di Gasperini, si può ipotizzare che l’inconscio dei giocatori dell’Inter abbia giocato un brutto scherzo. Da anni, sono abituati a un modulo semplice, con la difesa a quattro, e un centrocampo di copertura. Può darsi che, seppure senza volerlo, abbiano raccolto un misero punticino (più la sconfitta in Champions coi turchi) proprio perché paralizzati dall’inconscio.

Non si spiega altrimenti uno sguardo così dimesso, un atteggiamento in campo poco aggressivo, musi lunghissimi.

Tutto spingeva per Ranieri: difesa a quattro e ognuno nel proprio ruolo. Non resta che attendere Bologna-Inter per capire se i nerazzurri sono cotti o necessitavano solo di una scossa.

giovedì 16 giugno 2011

Moratti ha il diritto di fare quello che vuole dell’Inter. Che noia i tifosi nerazzurri travestiti da poppanti


È un suo diritto: spendere poco, incassare prima di investire. Parlo di Massimo Moratti, presidente cui tutti i tifosi dell’Inter tirano la giacca affinché lui sborsi una quantità planetaria di quattrini e si accaparri campioni extralusso. In realtà, se il Petroliere non va in pressing sul mercato del calcio, i tifosi hanno poco da pretendere: troppo facile fare i presidenti di società calcistiche coi soldi degli altri.

Adesso molti tifosi dell’Inter criticano Moratti perché non programma, perché non prende un allenatore con un progetto a lungo termine e perché non investe in giocatori giovani su cui costruire la squadra del futuro. Che noia questi pseudotifosi così infantili. Sapete cosa si meritano? Che Moratti venda l’Inter. Così scendiamo in Lega Pro nel giro di cinque anni, per poi scomparire dal calcio.

Volete l’Inter in mano agli arabi, agli americani, ai cinesi con tanto grano da spendere? Che pensieri scemi: come se quei signori stranieri venissero qui in Italia a comprare per passione, per amore del calcio, per attaccamento verso l’Inter. C’è solo puro interesse economico: un po’ di fumo negli occhi, fanno i loro affari, poi chiudono bottega e l’Inter muore.

Moratti ci mette l’anima (e un pacco di quattrini grosso come una montagna) per tenere l’Inter su alti livelli. Serve essere obiettivi. I club italiani non possono competere con quelli esteri per svariati motivi, non ultimo il fisco: da noi è molto più pressante che in Spagna, per esempio. E un fuoriclasse sta volentieri al Barcellona o al Real Madrid piuttosto che all’Inter o in un’altra italiana.

Allenatori e calciatori sono ingestibili. Sono multinazionali di se stessi, sempre pronti a cambiare maglia, anche coi contratti in corso o con una parola data. Non puoi fermarli, perché hanno un potere contrattuale immenso. È la legge della domanda e dell’offerta: se un centravanti da 30 gol l’anno si mette sulla piazza, i club inglesi si azzuffano per averlo; se un operatore di call center sussurra al capo che ha qualche problema sul posto di lavoro, riceve una cinghiata sulle gengive.

Ribadisco il concetto espresso un annetto fa, qui: Moratti, vendili tutti. Solo Maradona è insostituibile.

Moratti nulla può contro un sistema negativo, contro uno sbilanciamento economico a proprio sfavore, contro allenatori e calciatori che si fanno corteggiare da club esteri ricchissimi. La programmazione è un miraggio irraggiungibile, per chiunque: si fanno squadre per l’anno successivo. La foto del livello del calcio italiano? Il Milan, campione d’Italia, in Champions è stato spazzato via da una squadretta come il Tottenham. Ed era messo così male atleticamente da non reggere tre partite a settimana: si veda l’oscena doppia sfida col Palermo.

Questo è il football nostrano. E Moratti i miracoli non può farli. Ci si dimentica che il Petroliere ha spezzato l’egemonia Milan-Juve: senza il Petroliere, oggi quelle due sarebbero ancora lì a spartirsi gli scudetti e ad allenarsi in campionato per sprintare il mercoledì in Champions. Ci si dimentica dei cinque scudetti di fila, della tripletta, della cinquina, della miriade di trofei, di un settore giovanile curatissimo. Tifosi strillanti come neonati cui non si dà la poppata serale.

L’Inter resterà nell’élite del calcio europeo con un’oculata gestione delle risorse, andando a caccia di colpi con un rapporto qualità/prezzo elevatissimo. Non c’è spazio per sognare. A meno che si voglia piagnucolare come tifosi-bambini perché il presidente-papà non compra i giocattoli.

screenshot Inter
  

martedì 14 giugno 2011

Inter, le mosse di Moratti: prima o poi i mass media ci prendono. E verranno a spiegarci: noi ve l’avevamo detto

Dicono che i blog le sparano grosse. Dicono che solo i mass media tradizionali siano attendibili. Dicono che la differenza fra un blog e un quotidiano con un secolo di vita addosso sia la verifica delle fonti. Dicono.

Poi leggi i summenzionati quotidiani, e scopri che sanno tutto sulle mosse del presidente dell’Inter Moratti.

“Arriva Guardiola”.

“Resta Leonardo”.

“Inter: Sanchez a un passo”.

“Inter: per Tevez quasi fatta”.

“Inter: scambio Maicon-Kaká”.

Adesso è il turno di Bielsa.

Hanno attribuito all’Inter 22 allenatori e 433 giocatori. Prima o poi i mass media ci prendono. E annunceranno: visto, ve lo avevamo detto, no?

screenshot Inter
      

martedì 10 maggio 2011

Io, interista con la nostalgia di Paolo Maldini

Conoscevo un gentiluomo con la fascia di capitano del Milan, una persona straordinariamente forte come atleta, invincibile nello scatto, inarrivabile nell’uno contro uno difensivo, coraggioso, schietto, intelligente, pulito, di massima lealtà. Un eroe per i ragazzini, un modello per i giovani che si affacciano allo sport. Una persona che sapeva parlare, dialogare, che rispettava il lavoro dei giornalisti, sempre disponibile coi tifosi. Con una personalità tale da non cercare mai di catturare la simpatia delle frange estreme del tifo attraverso comportamenti aggressivi. Perfettamente consapevole che solo atteggiamenti consoni a un capitano combattono la violenza, negli stadi e fuori: certe menti deboli osservano e copiano. Un ragazzone che purtroppo ha sempre giocato con la maglia sbagliata, ma nessuno è perfetto.

Da qualche tempo, il capitano del Milan non è più il signor Paolo Maldini, cui la curva Nord, quella dell’Inter, gli tributò un applauso caldissimo e sincero, oltre a uno striscione che lo onorava.

Ora, non mi interessa chi siano il capitano e il vicecapitano del Milan. Né voglio saperlo. Ma sarò felicissimo se l’Inter non si abbasserà a livelli infimi, tacendo su qualsiasi questione extracalcistica. Adesso come non mai desidero un’Inter silenziosa, che si tenga alla larga dalla violenza verbale.

Noi siamo quelli della tripletta e della cinquina, mai stati in serie B. Noi siamo l’Inter. Sempre a testa alta, nella vittoria e nella sconfitta. Sì, smoking bianco e cuore nerazzurro. Lo stile di Moratti. Orgogliosi di avere Javier Zanetti come capitano: il nostro simbolo (foto via Inter).                                                                                                                                                                                             

mercoledì 13 aprile 2011

In difesa di Leonardo


In Italia, chi perde è un appestato maledetto. Passa per deficiente, ottuso. Un mezzo cadavere che puzza e che va fatto marcire da solo per l'eternità. Così è adesso per Leonardo. Gli danno tutti contro. In realtà, non ha colpe per l'eliminazione dell'Inter. Perché se a Milano, con lo Schalke, giochi più prudente e non vinci, ti dicono che hai avuto paura. Se invece schieri una formazione d'attacco, ti spiegano che sei stato un pazzo suicida. Dopodiché, vai in Germania per fare la rimonta, perdi ancora ed è di nuovo colpa solo tua. Sei un venditore di fumo, uno che di tattica non capisce niente, uno che ha in mente il Brasile del 1982 e che mette giù la formazione con uno strano 4-2-2-2. La verità è che l'Inter è bollita. Mourinho aveva annusato la cottura della rosa. Sapeva che servivano 100 milioni di euro per rifondare l'Inter. Era conscio che Moratti, per un anno, intendeva fermarsi con le spese: è un suo diritto. Il denaro è suo e senza il Petroliere l'Inter scomparirebbe nel giro di tre anni. Proprio come il Milan senza Berlusconi.

Mi fa schifo salire sul carro del vincitore e sputare addosso al perdente di turno. Reputo che a Leonardo vada data un'altra possibilità. Con una rosa scelta da lui, in base alle disponibilità economiche della società e, soprattutto, dei desideri di continuare a vincere di Moratti.

Per entrare fra le prime tre di campionato (grazie Leo per il primo miracolo), e uscire presto dalla Champions (arrivare ai quarti quest'anno è stato il secondo miracolo, un altro grazie a Leo), basta qualche ritocco di livello medioalto. Se invece vuoi fare paura a Milan, Napoli, Roma in Italia; Barcellona, Real Madrid, Manchester in Europa (sei squadre che ci sono attualmente superiori), occorrono giocatori di prim'ordine da strapagare.

foto Inter.it
                                                                                                                                                                          
           

venerdì 18 marzo 2011

Ibrahimovic si dà alla boxe e Balotelli al Kung-Fu: nervosismo fatale. Massimo Moratti pentitissimo!



Ibrahimovic squalificato per un pugno. Balotelli espulso per un’entrata in stile Kung-Fu: Manchester City in 10 e fuori dall’Europa (quella che non conta, comunque; esiste solo la Champions) per via del 2-0 dell'andata contro la Dinamo Kiev (non basta l'1-0 del ritorno). Roberto Mancini pentito: “Meglio se non lo facevo giocare”.

Anche Massimo Moratti si sarà amaramente pentito dello scambio Eto’o+montagna di quattrini per Ibrahimovic. Con Eto’o, cinquina, Champions 2010 e quarti di finale di coppa Campioni 2011. Stesso pentimento per aver venduto al City Balotelli, l’uomo che negli ultimi 10 minuti di Inter-Barcellona 3-1 stava distruggendo un sogno.
  

sabato 18 dicembre 2010

L'orgasmo del sabato sera: Inter campione del mondo, Milan a picco senza aiutini


Hai voglia a dire che la coppa del mondo per club non conta. Io ho visto la finale in un bar: era pieno di gufi milanisti e juventini. I quali, giustamente, non han fatto nient’altro che tifare contro l’Inter, come io faccio sempre contro Milan e Juve. Legittimo, corretto. Sul 2-0 per i pentacampioni del 2010 sono usciti dal bar, frastornati e delusi. L’Intercontinentale ha un peso enorme ed essere arrivati lassù è un’estasi senza pari.

L’impresa non ha eguali in Italia: coppa Italia, scudetto, Champions, Supercoppa italiana, mondiale per club. L’unica società nel nostro Paese a centrare una cinquina simile, e l’unica a non essere mai andata in B, neppure due volte.

Vedremo se Moratti accontenterà Benitez. Stavolta mi schiero con l’allenatore: senza quattro acquisti, l’Inter non è competitiva in Italia (Milan, Napoli e Roma superiori) né tantomeno in Europa (tutte più su, tranne lo Shakhtar).

Di per sé, sarebbe stato un sabato indimenticabile. Il fatto è che è arrivato pure il Milan: nonostante due regali del guardalinee (Ibra solo davanti al portiere in fuorigioco non segnalato), nonostante l’immunità parlamentare di Gattuso, che può permettersi proteste durissime senza essere ammonito (nonché falli da cartellino giallo senza essere espulso, vedi derby), i rossoneri sono colati a picco. Ci sarebbe voluto di più, proprio come nelle recenti uscite: un falletto a favore, un’espulsione dubbia, un rigorino sospetto. Resta, per il Milan, l’obbligo di vincere tutto, dopo il pacco di milioni spesi in campagna acquisti.                                                                                                                                                                              

lunedì 11 ottobre 2010

Il paracadute di Moratti se Benitez si rivela un flop: Messi più Guardiola



“A gennaio arriva Messi”: cosa c’è di vero nella battuta di Moratti?

Io la vedo così.

a) Moratti è stato costretto a scegliere Benitez, perché si sarebbe tenuto volentieri Mourinho.

b) È sicuramente presto per esprimere un giudizio sul buon Rafa, tuttavia il mio istinto mi porta a pensare che il Petroliere abbia già pensato a un paracadute, casomai l’hombre circolar dovesse fallire: Messi più Guardiola.

c) In ogni caso, se ne parla la prossima estate. Non a gennaio, a mio giudizio.

E ora, ipotizzando l’arrivo di Messi, la nuova classifica dei 20 più forti di ogni tempo con la maglia nerazzurra:

1) Messi;

2) Ronaldo;

3) Meazza;

4) Mazzola;

5) Suarez;

6) Corso;

7) Sneijder;

8) Eto’o;

9) Boninsegna;

10) Jair;

11) Matthäus;

12) Maicon;

13) Milito;

14) Nyers;

15) Skoglund;

16) Zenga;

17) Altobelli;

18) Ibrahimovic;

19) Facchetti;

20) Lorenzi.

È una classifica provvisoria: lo stesso Messi, ma anche Snejider, Eto’o, Maicon e Ibrahimovic possono guadagnare punti.

[Nella foto flickr di horiavarlan, Messi in volo su San Siro in caso di flop di Benitez]                                                   

mercoledì 1 settembre 2010

Milan campione d’Italia 2010-2011


Il campionato è terminato alle 19 di martedì 31 agosto: l’ha già stravinto il Milan. Una squadra meravigliosa senza avversari, con un attacco atomico formato da Pato, Ronaldinho, Ibra e Robinho. Sono i più forti, di gran lunga, e non ho nessun problema ad ammetterlo. Così come mi piaceva da pazzi la coppia Gullit-Van Basten. L’Inter avrebbe potuto rispondere con un centrocampista e un attaccante di qualità: non è arrivato nessuno.

Moratti non ha voluto sborsare un euro. Non credo alle dietrologie, della serie: adesso hai vinto davvero troppo, smettila che ci stai dando serio fastidio. Penso piuttosto che il Petroliere voglia quanto prima raggiungere la parità di bilancio. È un suo diritto.

Benitez può salvare la stagione centrando la coppa Intercontinentale (mi piace chiamarla in quel modo) di dicembre. Ma con una rosa così conciata, perfino affrontare l’Internacional diventerà un incubo. L’obiettivo non dichiarato dei nerazzurri è entrare in zona Champions: se la vedrà con Roma, Juve e Napoli (Cavani è fortissimo, che coppia con Lavezzi).

A mio modesto avviso, là in mezzo, fra i nerazzurri, c’è un nuovo Zico: Coutinho. L’unica speranza per restare a galla è una sua esplosione. Il 18enne brasiliano, però, vede poco il campo. E se gioca la mezz’ora finale come ala destra (vedi Bologna), è dannoso.

Capitolo Champions: Barcellona, Chelsea e Milan alla pari per vincerla. Forse l’Inter può superare la fase eliminatoria.

Onore al Milan campione d’Italia 2010-2011. La lotta si riaprirà solo dalla stagione 2011-2012.

[foto via Milan]