MILAN-INTER 0-1
Marcatore: 9' st Milito.
Milan: 32 Abbiati; 20 Abate, 13 Nesta, 33 Thiago Silva, 19 Zambrotta (21' st Robinho); 27 Boateng, 4 Van Bommel, 22 Nocerino (35' st Seedorf); 28 Emanuelson; 7 Pato (38' st El Shaarawy), 11 Ibrahimovic.
A disposizione: 1 Amelia, 5 Mexes, 23 Ambrosini, 25 Bonera.
Allenatore: Massimiliano Allegri.
Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 55 Nagatomo; 4 Zanetti, 8 Thiago Motta, 19 Cambiasso, 11 Alvarez (22' st Chivu); 22 Milito (31' st Sneijder), 7 Pazzini (45' st Forlan).
A disposizione: 12 Castellazzi, 20 Obi, 23 Ranocchia, 37 Faraoni.
Allenatore: Claudio Ranieri.
Arbitro: Daniele Orsato (sezione arbitrale di Schio).
Note. Ammoniti: 19' st Nagatomo, 23' st Nesta, 44' st Thiago Motta, 47' st El Shaarawy.
Tempi di recupero: 2'-3'.
Stasera un ragazzino di 18 anni ha spaccato in mille pezzi il derby. Un tipo che arriva dall’Argentina, e che si fa chiamare Trattore. Uno che promette bene. Pare che i suoi capelli restino insieme con il cemento. Non ha due cosce, ha due impressionanti tubi di tungsteno. Il suo nome è Zanetti. Il capitano. Che con la sua discesa sulla destra ha fatto impazzire San Siro nerazzurro. Una cavalcata storica sotto la sua curva. Che entra di diritto nella leggenda delle azioni più incredibili dei derby. Assist vincente per Milito e sinistro micidiale nell’angolino, con Abate in evidente affanno.
Così l'Inter si aggiudica il derby contro il Milan, valido per la 18.a giornata, raggiungendo quota 32 punti in classifica.
In realtà, i gol dovevano essere due. Ma, per motivi misteriosi a tutti, il guardalinee ha annullato una rete regolarissima di Thiago Motta (5'). Il problema non è l’errore in sé. Il guaio è che, per ogni minimo dubbio, è il Milan a trarne vantaggio. Una sudditanza psicologica verso la società rossonera che andrà prima o poi discussa nelle sedi appropriate.
L’emozione ha paralizzato invece chi giovane lo è per davvero: Alvarez. Quando doveva buttarla dentro, solo davanti ad Abbiati, s’è bloccato. Succede. È comprensibile.
Ranieri azzecca tutte le mosse affidando l'attacco al tandem Pazzini-Milito. Derby combattutissimo, con le squadre che giocano a folate, pur senza tocchi raffinati. Ma l’altra chiave della stracittadina è la coppia di difensori Lucio-Samuel, che stringono nella morsa Ibrahimovic, come al solito debole coi forti. Boateng è eternamente a rischio cartellino, e quando lo prende (in ritardo) si mette pure a protestare.
Anche il Milan (ci mancherebbe altro) fa tremare i nerazzurri più volte: nel primo tempo, Van Bommel colpisce la traversa, la palla ritorna a Emanuelson che tira con Julio Cesar a volare. Nella ripresa, Pazzini vaffanculeggia Nagatomo che tira anziché crossare. Poi Seedorf (38', stupendo destro dalla distanza) e Robinho (39') mettono a dura prova le coronarie dei tifosi del Biscione.
Con un guardalinee all’altezza (lato curva Sud), sarebbe stata goleada in contropiede. Finisce 0-1 in sofferenza: più bello ancora.
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domenica 15 gennaio 2012
martedì 10 maggio 2011
Io, interista con la nostalgia di Paolo Maldini
Conoscevo un gentiluomo con la fascia di capitano del Milan, una persona straordinariamente forte come atleta, invincibile nello scatto, inarrivabile nell’uno contro uno difensivo, coraggioso, schietto, intelligente, pulito, di massima lealtà. Un eroe per i ragazzini, un modello per i giovani che si affacciano allo sport. Una persona che sapeva parlare, dialogare, che rispettava il lavoro dei giornalisti, sempre disponibile coi tifosi. Con una personalità tale da non cercare mai di catturare la simpatia delle frange estreme del tifo attraverso comportamenti aggressivi. Perfettamente consapevole che solo atteggiamenti consoni a un capitano combattono la violenza, negli stadi e fuori: certe menti deboli osservano e copiano. Un ragazzone che purtroppo ha sempre giocato con la maglia sbagliata, ma nessuno è perfetto.
Da qualche tempo, il capitano del Milan non è più il signor Paolo Maldini, cui la curva Nord, quella dell’Inter, gli tributò un applauso caldissimo e sincero, oltre a uno striscione che lo onorava.
Ora, non mi interessa chi siano il capitano e il vicecapitano del Milan. Né voglio saperlo. Ma sarò felicissimo se l’Inter non si abbasserà a livelli infimi, tacendo su qualsiasi questione extracalcistica. Adesso come non mai desidero un’Inter silenziosa, che si tenga alla larga dalla violenza verbale.
Noi siamo quelli della tripletta e della cinquina, mai stati in serie B. Noi siamo l’Inter. Sempre a testa alta, nella vittoria e nella sconfitta. Sì, smoking bianco e cuore nerazzurro. Lo stile di Moratti. Orgogliosi di avere Javier Zanetti come capitano: il nostro simbolo (foto via Inter).
Da qualche tempo, il capitano del Milan non è più il signor Paolo Maldini, cui la curva Nord, quella dell’Inter, gli tributò un applauso caldissimo e sincero, oltre a uno striscione che lo onorava.
Ora, non mi interessa chi siano il capitano e il vicecapitano del Milan. Né voglio saperlo. Ma sarò felicissimo se l’Inter non si abbasserà a livelli infimi, tacendo su qualsiasi questione extracalcistica. Adesso come non mai desidero un’Inter silenziosa, che si tenga alla larga dalla violenza verbale.
Noi siamo quelli della tripletta e della cinquina, mai stati in serie B. Noi siamo l’Inter. Sempre a testa alta, nella vittoria e nella sconfitta. Sì, smoking bianco e cuore nerazzurro. Lo stile di Moratti. Orgogliosi di avere Javier Zanetti come capitano: il nostro simbolo (foto via Inter).
mercoledì 16 febbraio 2011
venerdì 16 aprile 2010
Inter-Juve 2-0. Le pagelle dei nerazzurri. Maicon gol INTERplanetario. Zanetti a perdifiato
Julio Cesar 7. Pronti via e vola a deviare un tiro dal limite di Del Piero. Poi bene su un colpo di testa di Cannavaro e soprattutto su una punizione di Diego.
Maicon 8. Nel primo tempo, un paio di traversoni non precisissimi: a un certo punto, sulla fascia, ha 10 metri per puntare l’area di rigore dal corner, e invece si ferma, pensa e crossa male. Meglio nella ripresa. Il gol è fantasia carioca. Tutto di destro: stop con la coscia, pallonetto su Amauri che si fa scavalcare come all’oratorio, altro tocco con il ginocchio e tiro di collo pieno da 20 metri alla destra di Buffon, incolpevole. Vedi video giù (se non viene cancellato).
Lucio 7. Non fa passare nessuno e ci mette una grinta pazzesca senza rischiare ammonizioni: cattiveria intelligente. L’opposto di Sissoko.
Samuel 7. Se la vede spesso con Iaquinta: sportellate a tutto spiano. Ne esce vincitore il Muro.
Zanetti 7,5. È la chiave del match: al 37’ va in progressione irresistibile e Sissoko lo stende. Bianconero espulso e strada spianata verso la vittoria. Sgroppate a perdifiato nella ripresa. D’altronde, è un esordiente…
Cambiasso 7. Dà ordine e precisione davanti alla difesa: entrate sempre pulite.
Thiago Motta 6,5. Fa l’unico tiro pericoloso dell’Inter nei primi 45 minuti. Ammonito, nell’intervallo viene sostituito da Stankovic (sarebbe da 7; ma merita 6, per l'ingenuo fallo su Chiellini al limite dell'area).
Sneijder 6,5. Un po’ egoista quando, verso la fine del primo tempo, spara a rete anziché aprire verso Maicon tutto solo. Comunque, è il solito trottolino.
Pandev 5. Mi pare un po’ giù. Gli riesce poco.
(Dal 10' della ripresa, Balotelli 6,5. Incrocio pieno su punizione con tiro alla Zico. Se ne va due volte sulla destra come un mago).
Eto’o 6,5. Punta la porta da solo a metà primo tempo, ma sceglie di affondare a sinistra e perde tempo per rientrare sul destro. Nella ripresa scappa a Cannavaro, però spara alto di sinistro. Alla fine, la mette su assist (volontario? Mah…) di Muntari, che ha giocato solo gli spiccioli finali.
Milito 6. Spento. Sbaglia di testa e di piede. La sufficienza solo per il pressing effettuato, che però lo stende fisicamente.
Mourinho 8. Il voto è alto per tre motivi. Uno, la sostituzione di Thiago Motta, ammonito: così nel secondo tempo, l’Inter non è a rischio espulsione, fatta eccezione per Samuel. Due, la mossa di Balotelli a destra nella ripresa che fa saltare le barriere juventine. Tre, aver vinto una partita prima di Inter-Barcellona: missione quasi impossibile, perché stasera nel complesso i nerazzurri hanno espresso il 30% delle potenzialità, paralizzati dal pensiero dell’incontro di Champions. E questo la dice lunga sulla situazione pietosa della Juve. Per il portoghese, anche l’assist di Zaccheroni, che toglie il migliore in campo dei suoi, Del Piero, anziché Diego.
Maicon 8. Nel primo tempo, un paio di traversoni non precisissimi: a un certo punto, sulla fascia, ha 10 metri per puntare l’area di rigore dal corner, e invece si ferma, pensa e crossa male. Meglio nella ripresa. Il gol è fantasia carioca. Tutto di destro: stop con la coscia, pallonetto su Amauri che si fa scavalcare come all’oratorio, altro tocco con il ginocchio e tiro di collo pieno da 20 metri alla destra di Buffon, incolpevole. Vedi video giù (se non viene cancellato).
Lucio 7. Non fa passare nessuno e ci mette una grinta pazzesca senza rischiare ammonizioni: cattiveria intelligente. L’opposto di Sissoko.
Samuel 7. Se la vede spesso con Iaquinta: sportellate a tutto spiano. Ne esce vincitore il Muro.
Zanetti 7,5. È la chiave del match: al 37’ va in progressione irresistibile e Sissoko lo stende. Bianconero espulso e strada spianata verso la vittoria. Sgroppate a perdifiato nella ripresa. D’altronde, è un esordiente…
Cambiasso 7. Dà ordine e precisione davanti alla difesa: entrate sempre pulite.
Thiago Motta 6,5. Fa l’unico tiro pericoloso dell’Inter nei primi 45 minuti. Ammonito, nell’intervallo viene sostituito da Stankovic (sarebbe da 7; ma merita 6, per l'ingenuo fallo su Chiellini al limite dell'area).
Sneijder 6,5. Un po’ egoista quando, verso la fine del primo tempo, spara a rete anziché aprire verso Maicon tutto solo. Comunque, è il solito trottolino.
Pandev 5. Mi pare un po’ giù. Gli riesce poco.
(Dal 10' della ripresa, Balotelli 6,5. Incrocio pieno su punizione con tiro alla Zico. Se ne va due volte sulla destra come un mago).
Eto’o 6,5. Punta la porta da solo a metà primo tempo, ma sceglie di affondare a sinistra e perde tempo per rientrare sul destro. Nella ripresa scappa a Cannavaro, però spara alto di sinistro. Alla fine, la mette su assist (volontario? Mah…) di Muntari, che ha giocato solo gli spiccioli finali.
Milito 6. Spento. Sbaglia di testa e di piede. La sufficienza solo per il pressing effettuato, che però lo stende fisicamente.
Mourinho 8. Il voto è alto per tre motivi. Uno, la sostituzione di Thiago Motta, ammonito: così nel secondo tempo, l’Inter non è a rischio espulsione, fatta eccezione per Samuel. Due, la mossa di Balotelli a destra nella ripresa che fa saltare le barriere juventine. Tre, aver vinto una partita prima di Inter-Barcellona: missione quasi impossibile, perché stasera nel complesso i nerazzurri hanno espresso il 30% delle potenzialità, paralizzati dal pensiero dell’incontro di Champions. E questo la dice lunga sulla situazione pietosa della Juve. Per il portoghese, anche l’assist di Zaccheroni, che toglie il migliore in campo dei suoi, Del Piero, anziché Diego.
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