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sabato 11 agosto 2012

Moratti, idea: Roberto Cammarelle e Clemente Russo in panca accanto a Stramaccioni-Stramala




Roberto Cammarelle è un signore alto 190 cm e pesante 105 kg. Clemente Russo è un 180 cm x 91 kg. Pugili, il primo è in finale alle Olimpiadi di Londra nella categoria supermassimi; l’altro battaglierà per l’oro fra i massimi. Che c’azzeccano questi due campioni del ring con l’Inter di Moratti, come da titolo? Oh, c’entrano eccome.

Vedete, il mister nerazzurro Stramala-Stramaccioni sta scoprendo adesso che cos’è l’Inter. Una squadra psicolabile, che nei momenti in cui vanno estratti gli attributi si affloscia. Roberto Mancini (in parte) e Mourinho (del tutto) avevano risolto il problema a forza di sfuriate, litigi, diverbi verbali e talvolta fisici. Avevano capito (specie dal secondo anno in poi) che l’Inter va maltrattata, strattonata, scossa. Gli schemi, i moduli di gioco, le formazioni, la difesa a quattro o a tre e quant’altro, qualsiasi alchimia tattica, fanno fa contorno: qui serve uno che tira cazzotti a voce, occorre un pugile psicologico.

Stramaccioni-Stramala è alla sua prima esperienza con milionari in mutande: alle prese coi ragazzi della Primavera, s’imponeva con uno sguardo. L’ho visto pallido e disperato durante la più recente squallidissima esibizione di Europa League.

Ed ecco allora la soluzione, giacché Mancini e Mourinho costano troppo e non possiamo permetterceli: piazzare Roberto Cammarelle e Clemente Russo in panca accanto a Stramaccioni-Stramala. Se serve disporre gli uomini sulle fasce, è il tecnico a impartire le direttive. Se vinciamo 3-0, ci pensa Baresi a chiacchierare coi nostri centrocampisti. Ma se, una sera in cui fa caldo e i nostri eroi - poverini - non riescono a correre; un pomeriggio nel quale là in mezzo al campo c’è un po’ di flosceria generalizzata; una fredda nottata di novembre che blocca i muscoli dei coccolatissimi gladiatori di rosso vestiti (la seconda maglia); allora Stramaccioni-Stramala potrebbe chiedere a Cammarelle e Russo: “Gentili amici, vi pregherei di fare una chiacchiera col tizio X, Y e Z”. Al momento, mi sento di escludere Zanetti e Guarin fra gli individui con cui discutere pacatamente di corsa nel rettangolo di gioco, perché coi croati ci hanno messo l’anima. Per gli altri, una sana e amichevole parlata sarebbe preziosa.

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