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giovedì 10 novembre 2011

Non credo che alla Juve convenga stuzzicare troppo Moggi…

Juve e Moggi sono ai ferri corti. Come marito e moglie che non si sopportano più dopo aver limonato per anni. Big Luciano s’è stancato di una società bianconera così gelida nei suoi confronti. Se la tattica della Zebra gobba era perfettamente riuscita con Giraudo e Agricola (del tipo, ma chi li conosce ’sti due?), ottenendo in cambio una reazione con elettroencefalogramma piatto dei suddetti, nel caso di Moggi è arrivata la risposta dell’ex onnipotente bianconero. Stizzito, irritato. Come un serpente cui è stato schiacciato il codozzo.

Dove sta il guaio? Semplice. Di moggiopoli è emerso quanto vedete in foto: la punta dell’iceberg. Quello che tutti fiutavano e sospettavano s’è rivelato vero. Ma parliamo solo di robe di metà del primo decennio di codesto millennio. Ora immaginate un attimo che Moggi s’incazzi davvero. Ipotizzate che abbia d’improvviso voglia di parlare di tutto quello sa. Faccio solo un paio di esempi. La faccenda doping della Juve. La strana annata 1997-98 culminata col rigore di Iuliano su Ronaldo (un falso storico concentrarsi su quell’episodio, giacché in quella stagione e nelle successive si verificarono fatti stranissimi). Supponete che sputi davvero il rospo su farmaci, arbitri, designatori, schede svizzere. 

L’animo umano in generale è imperscrutabile. Quello di un uomo imbestialito può rivelare sorprese da fare paura.

Moggi mi ha stupito: “Come fanno a chiamarsi fuori? Io lavoravo per loro”. Ma cosa vuole dire? Cosa c’è dietro? Io attendo curioso.

Sotto questo punto di vista, il comportamento del Milan è stato molto più raffinato. Di altissimo profilo. Laddietro c’è una regia con un coefficiente d’intelligenza elevatissima. Leonardo Meani condannato a un anno. Parliamo di penale. Insomma, non è proprio una contravvenzione per divieto di sosta. No comment del Milan ora. Mentre nel 2007, era “solo” l’addetto agli arbitri del Milan, un collaboratore esterno. Ma senza calcare la mano. Diabolicamente Milan.

foto flickr.com/photos/trodel