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mercoledì 25 marzo 2009

Tracollo fisico del Manchester: che strano...

Raramente ho visto una squadra correre con tanta intensità per 180 minuti come ha fatto il Manchester contro l'Inter. Non c'è stata soltanto continuità, ma anche reattività neuromuscolare, scatti fulminanti, percussioni a perdifiato. Mi riferisco sia a chi è nel pieno della maturità atletica sia ai nonnetti come Giggs (migliore in campo, sempre). Gl'inglesi arrivavano primi sulla palla, vincevano i contrasti, erano ovunque, raddoppiavano e triplicavano. Una superiorità indiscutibile.

Dopodiché, passato il doppio match con l'Inter, il Manchester è crollato fisicamente. L'ho visto nei due incontri successivi, giocati non contro il Brasile di Pelé, e garantisco che i supereroi si sono trasformati in atleti normali.

C'entra anche lo sforzo mentale? Mah... Ci credo poco. Allora com'è possibile che una tigre si trasformi, qualche ora dopo, in un micetto? Misteri, stravaganze e stranezze dello sport. Forse, qui si tratta di puntare tutta una stagione su una doppia partita, la più importante, la decisiva. Metti nel mirino l'Inter (o un'altra squadra) con una preparazione atletica scientifica. E, dopo, la paghi. Un po' come fanno certo atleti alle Olimpiadi. Vanno, esplodono di energia, stravincono, stupiscono e poi scompaiono per qualche tempo.

Adesso il Manchester si riprenderà con tutta calma, per giocarsi per benino la Champions. Una (seconda) lezione per l'Inter.

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