Cerca nel blog

giovedì 12 febbraio 2009

Milan, sarebbe un errore sbarazzarsi di Ancelotti


Mi dicono dalla regìa che, se il Milan perdesse il derby, Ancelotti potrebbe andar via a fine stagione. Io credo si tratterebbe di un grave errore della società rossonera. Carletto ha vinto due Champions con squadre non irresistibili (non inserisco nel curriculum altre coppette che contano zero): specie il trionfo più recente (contro il Liverpool) è stato il più incredibile della storia del Milan, riuscendo a oscurare il primo scudetto "sul campo" vinto dall'Inter di Moratti. In più, Carletto ha portato a casa un tricolore quando la Juve era più forte. Adesso sta facendo i salti mortali e i miracoli per far quadrare il cerchio: la rosa a disposizione è strampalata, piena zeppa di mezze punte, trequartisti, difensori vecchi. È addirittura riuscito a vincere il derby d'andata, in modo meritato.

Non penso proprio che in giro per il mondo ci siano allenatori con la sua pazienza: si mette uno scudo e respinge gli attacchi dei suoi giocatori, della stampa, della sfortuna. A Milano, poi, ci sono pressioni inimmaginabili (ancor più sulla sponda Inter). Chiedete a Trapattoni che, dopo la sua permanenza all'Inter, disse: "Mi sono sentito centrifugato in lavatrice". In questa stagione, inoltre, Carletto s'è inventato un sacco di formazioni strane pur di far convivere Seedorf, Kaká, Ronaldinho e Pato.

Campagna acquisti sbagliata? Neppure se Ancelotti lo mette per iscritto, ci credo che l’abbia guidata lui. Ehi, ribadisco che, quando giocava, Ancelotti era una via di mezzo fra Gattuso, Pirlo e Stankovic: grinta, polmoni, potenza, coraggio, precisione. Più qualche entrata birichina di tanto in tanto per intimorire l'avversario. Un gladiatore come ce ne sono stati pochi: ha contribuito pesantemente ai trionfi della Roma e del Milan. Figuriamoci se una furia come lui ha voluto una formazione con così pochi difensori e centrocampisti di sostanza. Proprio Carletto, che quando scendeva in campo ci lasciava giù l'anima e, spesso, le ginocchia. Non credo che abbia desiderato una squadra così sbilanciata in avanti, con così tante mezze punte, trequartisti e attaccanti leggeri. Proprio lui, abituato a lanciare la palla davanti a Pruzzo, Van Basten, Gullit.

Certo, fa rabbia - parlo per i tifosi rossoneri - che l'Inter sia sempre e costantemente e abbondantemente più in alto. Che l'Inter vinca uno scudetto dietro l'altro e il Milan niente. Ma di sicuro Ancelotti non ha colpe. La soluzione? Si rivoluzioni la rosa. Si dica a Kaká di giocare bene non soltanto 10 partite in una stagione (quelle di Champions), ma 70, come Del Piero e Ibra e Messi.

[foto via Milan]

5 commenti:

  1. Mandarlo via a metà stagione, qualsiasi sia il risultato del derby, sarebbe un errore gravissimo. D'altra parte una cosa è la frustrazione di vedere l'Inter a +8, l'altra è perdere completamente la testa.

    RispondiElimina
  2. ahha del piero e ibra giocano bene 70 partite..questa è bellissima. Neppure Zelig avrebbe osato tanto. Sul primo non dico nulla(quanti mesi sono che è un totale ectoplasma? poi fa una tripletta con l'atalanta svogliata e torna un Dio). Sul secondo poi che puntualmente scompare nelle gare che contano meglio sorvolare. L'anno scorso ha messo a segno più rigori che reti. Intanto Kakà pallone d'oro e gli altri a sognarlo...ed è il più giovane e defilato dei tre(in quanto trequartista, non punta come gli altri due). Più che altro il Milan avrebbe bisogno di un ariete in area di rigore e di modificare il modulo a seconda dell'avversario. Del Piero ormai segna solo su calci piazzati e tutti ricordiamo le sue immense figuracce con la Nazionale. l'altro è un giocoliere sopravvalutato che fa il fenomeno con le piccole e il coniglio con le grandi.e tra l'altro, 70 gare lui le gioca in due anni, visto che è sempre ai box(tranne quest'anno). Che articolo sciatto e da incompetente, oltre che ripetitivo.

    RispondiElimina
  3. "Coppette che contano zero"...già, valgono di più gli scudetti in tribunale o le supercoppette e le coppette Italia con la stessa medesima avversaria... battere una Reggina, un Palermo ha più valore che battere Siviglia e Boca Juniors...
    "che l'Inter sia sempre e costantemente e abbondantemente più in alto" sempre??? come dal 1989 al 2007??
    "l'Inter vinca uno scudetto dietro l'altro e il Milan niente" i tre trofei del 2007 sarebbero niente?

    RispondiElimina
  4. Penultimo anonimo, mi pare impossibile criticare Ibra e Del Piero. Però, accetto e pubblico qualsiasi opinione.

    Ultimo anonimo, non posso certo parlare di 100 anni di calcio. Però, se ti suona meglio, da settembre 2007, l'Inter è più su del Milan. Si sa, le tre grandi (c'è anche la Juve) fanno storicamente un po' per uno.

    RispondiElimina
  5. La qualità maggiore che ha garantito riconferme su riconferme ad Ancelotti è la PAZIENZA che ha sempre avuto nel sopportare e mal digerire le follie del suo presidente. Sì, proprio quello del "Il Milan deve giocare sempre con due punte".

    E' un aziendalista, uno che ingoia in silenzio e si tira addosso colpe magari spesso non sue. Con una difesa da pensione, e una sovrabbondanza di trequartisti, nemmeno io credo che il tecnico abbia richiesto Ronaldinho (preferiva sicuramente Adebayor) e Shevchenko. Ma i capricci presidenziali volevano questi due ex-giocatori, e così è stato. Poi, che in difesa giochi Favalli, Senderos, non è un problema. Tanto, se si perde lo scudetto, o meglio, non si gioca proprio, è colpa degli infortuni no?

    Ancelotti, comunque sia, dal punto di vista strettamente tecnico, non mi piace e non mi è mai piaciuto. Alle vittorie, ottenute con un Milan stellare, non dimentichiamolo, vanno aggiunte a margine "alcune" sue perle.

    Ancelotti è l'allenatore che ha perso in modo scandaloso uno scudetto vinto con la Juventus (altro che 5 maggio!); è colui che dopo il 4-1 a San Siro, ha subito il 4-0 a La Coruna, uscendo vergognosamente da una Champions a portata di Milan (vinse il Porto); è l'uomo che ha perso la più clamorosa finale di Champions della storia, a Istanbul; è colui con cui il Milan non lotta per lo scudetto da 4 anni, e che quest'anno si è fatto prendere a pallonate dal modesto Werder a San Siro, dopo aver eletto a traguardo principale la Coppa Uefa. E sicuramente mi scordo qualcosa.

    Coi mezzi che aveva, ai tempi d'oro avrebbe vinto molto di più. Oggi, annaspa.

    RispondiElimina