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domenica 10 maggio 2009

Milan-Juve 1-1: per me, Kaká è un problema

I tifosi del Milan hanno nel mirino Seedorf. Il motivo mi sfugge. Forse lo considerano il cocco di Ancelotti (da me sempre difeso), il giocatore che deve sempre partire titolare. Forse vorrebbero un incontrista in più per dare maggiore spazio alla marea di trequartisti e mezze punte e attaccanti che ha il mister. Non so. Quello che ho ben chiaro in testa è il vero problema del Milan: Kaká.

Tutti ricordano il brasiliano che ha fatto vincere l'ultima Champions al Milan nel 2007. Tutti hanno in mente le memorabili partite europee di quella coppa. Sono match che abbagliano. Però ho idea che il Milan abbia bisogno di uno che di prestazioni ad alto livello ne fornisce 70 in una stagione: vedi Messi, Cristiano Ronaldo, Del Piero fino a qualche mese fa, Ibrahimovic che tuttavia non gioca in una squadra forte come Manchester e Barcellona.

Sono convinto che il Milan imposti la prossima campagna acquisti per costruire la rosa attorno a Kaká. A questo punto mi chiedo: ne vale la pena? Il Kaká sui cui i rossoneri puntano è quello delle due recenti stagioni, ossia niente più che un buon giocatore da 10 partite l'anno? È il Kaká visto contro la Juve, ossia un ectoplasma che vuole sempre il pallone sui piedi ed è reattivo come una lumaca?

Fossi nel Milan, con una bella offertona del Real Madrid, darei via Kaká, e con i soldi della vendita più i quattrini risparmiati per l'ingaggio, mi rifarei mezza squadra...

[foto Uefa]

giovedì 12 febbraio 2009

Milan, sarebbe un errore sbarazzarsi di Ancelotti


Mi dicono dalla regìa che, se il Milan perdesse il derby, Ancelotti potrebbe andar via a fine stagione. Io credo si tratterebbe di un grave errore della società rossonera. Carletto ha vinto due Champions con squadre non irresistibili (non inserisco nel curriculum altre coppette che contano zero): specie il trionfo più recente (contro il Liverpool) è stato il più incredibile della storia del Milan, riuscendo a oscurare il primo scudetto "sul campo" vinto dall'Inter di Moratti. In più, Carletto ha portato a casa un tricolore quando la Juve era più forte. Adesso sta facendo i salti mortali e i miracoli per far quadrare il cerchio: la rosa a disposizione è strampalata, piena zeppa di mezze punte, trequartisti, difensori vecchi. È addirittura riuscito a vincere il derby d'andata, in modo meritato.

Non penso proprio che in giro per il mondo ci siano allenatori con la sua pazienza: si mette uno scudo e respinge gli attacchi dei suoi giocatori, della stampa, della sfortuna. A Milano, poi, ci sono pressioni inimmaginabili (ancor più sulla sponda Inter). Chiedete a Trapattoni che, dopo la sua permanenza all'Inter, disse: "Mi sono sentito centrifugato in lavatrice". In questa stagione, inoltre, Carletto s'è inventato un sacco di formazioni strane pur di far convivere Seedorf, Kaká, Ronaldinho e Pato.

Campagna acquisti sbagliata? Neppure se Ancelotti lo mette per iscritto, ci credo che l’abbia guidata lui. Ehi, ribadisco che, quando giocava, Ancelotti era una via di mezzo fra Gattuso, Pirlo e Stankovic: grinta, polmoni, potenza, coraggio, precisione. Più qualche entrata birichina di tanto in tanto per intimorire l'avversario. Un gladiatore come ce ne sono stati pochi: ha contribuito pesantemente ai trionfi della Roma e del Milan. Figuriamoci se una furia come lui ha voluto una formazione con così pochi difensori e centrocampisti di sostanza. Proprio Carletto, che quando scendeva in campo ci lasciava giù l'anima e, spesso, le ginocchia. Non credo che abbia desiderato una squadra così sbilanciata in avanti, con così tante mezze punte, trequartisti e attaccanti leggeri. Proprio lui, abituato a lanciare la palla davanti a Pruzzo, Van Basten, Gullit.

Certo, fa rabbia - parlo per i tifosi rossoneri - che l'Inter sia sempre e costantemente e abbondantemente più in alto. Che l'Inter vinca uno scudetto dietro l'altro e il Milan niente. Ma di sicuro Ancelotti non ha colpe. La soluzione? Si rivoluzioni la rosa. Si dica a Kaká di giocare bene non soltanto 10 partite in una stagione (quelle di Champions), ma 70, come Del Piero e Ibra e Messi.

[foto via Milan]

martedì 20 gennaio 2009

Kaká resta: vincono i tifosi del Milan. Ma De Laurentiis non la pensa così...

Ricordate i cori pro Kaká di Milan-Fiorentina? Era una preghiera generalizzata verso il brasiliano: resta con noi. Alla fine, così sarà. Quindi il vero vincitore della faccenda è il pubblico rossonero: complimenti. Però c'è chi sente puzza di bruciato: De Laurentiis.

Il numero uno del Napoli: "La cifra di 120 milioni di euro [offerta dal Manchester City] forse non esisteva ed è stata gonfiata; probabilmente è stata un'operazione di marketing per rivalutare l'attenzione intorno al Milan. Berlusconi è il re della comunicazione, non dimentichiamolo".

Provo a fare una traduzione personalissima del De Laurentiis pensiero. Secondo il presidente partenopeo, forse - e ripeto, forse - il giochino è stato il seguente.

1) Facciamo finta che Kaká possa andar via.

2) Simuliamo una mega offerta alla quale non si può dir di no. Così ne parleranno i mass media.

3) Facciamoci pregare dai tifosi affinché noi si tenga il fuoriclasse brasiliano.

4) E alla fine, il successo del Milan: Kaká resta con noi perché ci ama. La maglia della squadra di Berlusconi è ancora più importante dello sporco e lurido denaro. Viva viva Silvio.

Francamente, io escludo l'ipotesi operazione di marketing. Sono convinto che Berlusconi - grande conoscitore di uomini - abbia convinto Kaká a restare.

[foto via flickr.com/photos/cresk]

sabato 17 gennaio 2009

Milan-Fiorentina. Pubblico rossonero commovente: cori infiniti per Kaká e banconote sventolate alla dirigenza

Hanno colpito nel profondo i meravigliosi cori intonati dai tifosi del Milan a favore di Kaká durante la partita con la Fiorentina: obiettivo, convincere il brasiliano a non accettare la mega offerta del Manchester City (vedi qui e qui). Non soltanto: pare che, di tanto in tanto, i tifosi si siano girati verso la dirigenza sventolando banconote da 50 e 100 euro. Come a dire: non vendete Kaká.

Certo che il rapporto fra tifosi del Milan e Kaká è davvero unico. Per una ragione semplice: il brasiliano ha fatto vincere una Champions miracolosa un paio di stagioni fa. Proprio mentre Moratti vinceva sul campo il primo tricolore. E così oscurando il trionfo nerazzurro. Tanto da far esclamare ad Ambrosini: "Lo scudetto mettetevelo nel c...". Mentre altri cantavano: "Niente coppa Campioni da 40 anni".

E ancora: Kaká, da solo, ha retto il confronto con la grande Inter che si avvia al poker di scudetti storico, piazzando vittorie importanti nei derby e diventando decisivo nella coppa Intercontinentale. Sicché è comprensibile la rabbia dei tifosi del Milan, che ancora non hanno perso la speranza: vogliono il brasiliano con loro per sempre.

Il problema è che, spesso, il denaro uccide i sogni. Figuriamoci 100 milioni di euro (al Milan) e 15 milioni annui (al ragazzo).

[foto via flickr.com/photos/devosdelphin]

giovedì 15 gennaio 2009

Milan, chi non ti vuole non ti merita: fa' andar via Kaká



Ho negli occhi le giocate divine di Rivera, che stupiva il pianeta con assist morbidissimi e invenzioni di bellezza sconfinata. Ho impresso nella mente i tiri con entrambi i piedi - per lui differenza non c'era - di Van Basten. Ho nelle orecchie il tifo di San Siro quando Gullit scendeva inarrestabile palla al piede. Sorrido ancora quando ripenso alla luce accesa da Savicevic sui campi italiani ed europei. E poi penso alla classe infinita di Maldini, alla grinta paurosa di Gattuso, agli scatti fulminanti di Weah. Il Milan è storia dello spettacolo e dell'uomo, prim'ancora che storia del calcio. Orbene, una società così gloriosa deve - mi si permetta - togliersi dalla scatole Kaká. Perché è da un po' che il brasiliano la mena ai tifosi rossoneri con le offerte che riceve, col desiderio di fare esperienze qua e là, lasciando sempre la porta aperta a ogni soluzione.

E allora, mitico vecchio Milan, dallo via questo Kaká, che secondo me non ti ama più da un pezzo. Anche perché ti liberi di un fuoriclasse che gioca da lode non più di 10 partite in una stagione. Insomma, non siamo di fronte a un Maradona, che viaggiava come un treno per 70 incontri a stagione moltiplicato per 15 stagioni. Direi che incassando 100 milioni di euro, l'affare lo fai tu. Oltretutto, non lo consegni a Inter, Juve, Real Madrid o Barcellona - a una grande, insomma -, ma al Manchester City. Senza soffrire granché.

Milan, tu sei meraviglioso: chi non ti vuole non ti merita.

mercoledì 14 gennaio 2009

Se lo scudetto del Milan passa attraverso la cessione di Kaká


Una doppia premessa.

1) Da osservatore neutrale, nessuna squadra mi ha divertito più del primo Milan di Sacchi, quello di Gullit. Nessuna squadra, negli ultimi 30 anni, è stata più forte del Milan di Capello, specie nel 1993-94: l'accoppiata scudetto-coppa Campioni è roba da grandi compagini. Altro che puntare esclusivamente alla Champions...

2) Hai voglia a dire: "Siamo la squadra più titolata del mondo". Hai voglia a raccontare delle Champions vinte e delle varie supercoppe portate a casa. La realtà è che l'obiettivo numero uno del Milan, ossia lo scudetto, resta ancora lontano. Per il quarto anno di seguito. Con l'odiatissima Inter ancora sopra la testa, tanto lontana. In più, ci si mette pure la Juve. E con Napoli, Fiorentina, Genoa e la stessa Roma pronti a soffiare ai rossoneri un posto utile per la Champions.

Vengo al dunque: io credo che la società di via Turati debba uscire una volta per tutte dall'equivoco Kaká.

Mi spiego. Il brasiliano non ha la continuità di Gattuso, Maldini, Ibra, Del Piero. Non ama alla follia spremersi per 70 partite in una stagione. Disputa alla grande una decina di incontri. Peraltro, quelli che contano li azzecca davvero: vedi, per esempio, la semifinale di ritorno col Manchester di due Champions fa. È indiscutibilmente un fuoriclasse. Il fatto è che con Kaká non hai la garanzia di ottenere un rendimento costantemente alto. E allora, la presunta offerta del Manchester City giunge a puntino: 100 milioni di euro al Milan.

Dunque, se prendi quei soldi, li investi per rifarti una squadra, in ogni reparto: difensori giovani, più Mexes, Hamsik, Aquilani, Fabregas, Benzema. Hai denaro fresco per comprare e dare gli ingaggi. E torni competitivo in Italia. E la finisci di fare strane operazioni di marketing (vedi Beckham) che, secondo me, al vero tifoso del Milan non interessano granché. E la leggenda può continuare, finalmente. Perché è giusto che un pubblico meraviglioso come quello del Milan torni a godere.

[foto via flickr.com/photos/cmoi]

martedì 4 novembre 2008

Video sfiziosetto su Kaká

Segnalo questo video simpaticissimo di Solopallone.it. Andate a beccare il trucco...

martedì 1 luglio 2008

Milan, il vero obiettivo è un Kaká non in... ginocchio

Ha sì bisogno di altri acquisti, specie in attacco; deve ringiovanire la difesa; il centrocampo è un rebus: il Milan ha diversi obiettivi da raggiungere per non arrivare ad anni luce dall'Inter in campionato. Ma nel mirino - secondo me - deve mettere soprattutto un signore: Kaká. E in particolar modo il ginocchio del brasiliano.

Perché i rossoneri non possono stare senza di lui, le sue accelerazioni, le sue volate, il suo carisma. Perché un Milan con un Kaká malconcio non va da nessuna parte.

A MilanLab il compito di smontare e rimettere insieme il ginocchio di Kaká, da cui passa lo scudetto.

foto qui