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sabato 14 febbraio 2009

Post per chi prende il doping: lo scrive un piccione viaggiatore


È ricco, famoso, invidiato. È un atleta di livello mondiale. Deve tanto al suo talento e al duro lavoro. Però, magari, deve qualcosa anche a un piccione viaggiatore. Sì, avete letto bene. Seguitemi nel ragionamento.

Corre voce (anche se mai e poi mai una cosa del genere verrà aperta ammessa da un esperto del settore) che il doping anti-fatica, quello che ti consente di non stancarti mai in una singola prova agonistica e durante la stagione, nasca da un piccione viaggiatore. Funziona così. Novelli Frankenstein bombano l’uccellino. Poi gli fanno percorrere una quantità industriale di chilometri, controllandolo con un chip che l’animale porta con sé. Dopodiché, si valutano i risultati. Se il piccione viaggiatore stramazza, la sostanza propinatagli è inadatta all’uomo. Se invece, almeno nel breve termine, il volatile sopravvive, si passa alla seconda fase.

Qui entra in scena il cavallo. Lo si pompa a dovere. Dosi ancora più massicce che nel piccione viaggiatore. Il quadrupede macina chilometri su chilometri. Alterna maratone a percorsi relativamente brevi. Se “esplode”, la sostanza non va bene. Se invece il cavallo cammina sulle sue zampe, c’è la terza tappa.

Ed eccoci all’atleta. Che è talentuoso e pieno di buona volontà. Magari è già forte e conosciuto. Tuttavia, gli manca qualcosa per arrivare al top e giocarsela alla pari con il vertice. Oppure sopravanzare d’improvviso tutti. Si inizia dagli sport di fatica. Quelli dove devi spingere come un forsennato, mantenendo ritmi allucinanti. Sei divino: stravinci e ti becchi le prime pagine dei giornali. Gli sponsor ti lavano anche i piedi prima che tu vada a letto. Guadagni in un anno quanto un dirigente d’azienda riesce a incassare in 1.000 anni di vita.

Ti riempi di quella schifezza, sei straricco e strafamoso. Ma c’è un rischio piccolo piccolo. Che gli scienziati sanno perfettamente e di cui magari non ti han messo al corrente. È possibile che tu vada fuori di testa, dopo qualche mese o anno. Sino alla cocaina a colazione, pranzo e cena; e ai tentativi di suicidio. In alternativa, c’è una sedie a rotelle che t’aspetta a 40 anni: sono i muscoli ad ammattire.

D’altronde, hai guadagnato da uno a 20 milioni di euro netti l’anno, grazie anche agli sponsor. E il denaro è un diavolo. Per il quattrino, si vende l’anima: auto gigantesche e potentissime; donne come neanche immaginavi; apri bocca in tv, dici “Uh”, e tutti quanti s’inchinano come se avessi recitato l'intera "Divina Commedia".

Alla fine, però, il piccione viaggiatore e il cavallo potrebbero prendere la rivincita: loro sopravvivono; tu impazzisci, passi il resto dell’esistenza seduto, ti avvicini all'aldilà la notte prima di un match importantissimo, o muori nel sonno. Si dice: per circostanze misteriose. Era un atleta fortissimo. Non quanto il piccione viaggiatore.

[foto ironica via flickr, album di law_kewen]

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