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lunedì 3 novembre 2008

Milan-Napoli: il mistero del metro di giudizio arbitrale


Se analizzi le entrate di Maggio sui giocatori rossoneri in Milan-Napoli, non centri il problema. Certo che erano entrambe da ammonizione. Certo che il napoletano andava espulso. Non ci piove: il regolamento è chiaro e il ragazzo è stato ingenuotto. La questione è però un'altra. Se l'arbitro Rocchi tira fuori il cartellino giallo per quelle due infrazioni, allora deve mantenere lo stesso identico metro di giudizio per 90 minuti. Risultato, Milan-Napoli deve finire in otto contro otto.

E sia l'arbitro sia i due assistenti non devono avere timori reverenziali verso i grandi nomi: nel caso in cui c'è da ammonire un centrocampista ben più famoso di Maggio, Rocchi ha l'obbligo di farlo.

Perché di un arbitro si possono accettare gli errori, le sviste, le distrazioni. Però quando viene meno l'uniformità di giudizio, quando il metro di misura cambia a seconda di chi commette il fallo o di quando questo viene commesso, allora la partita ne esce pesantemente condizionata. Non l'ha fatto apposta: era semplicemente inadeguato a stare sotto gli occhi di 80.000 persone a San Siro e di milioni di persone in tv.

L'arbitro non aveva diritto di influenzare, seppure senza volerlo, la partita. Non aveva il diritto di ammonire secondo criteri di severità uno e perdonare l'altro. E perché mai? C'è un regolamento speciale da applicare al minuto 30 del primo tempo e un altro ancora più particolare per il minuto 20 della seconda frazione? Di fronte a Maggio hai il fegato di tirare fuori un cartellino; mentre subisci senza battere ciglio le proteste a muso duro di altri: perché?

E poi, lo stesso severissimo criterio è stato applicato anche in occasione del calcio di rigore. Bene, a quelle condizioni, fermi il gioco ogni 20 secondi alla minima scorrettezza.

Il Milan è la squadra più forte del campionato, è prima con merito oltreché la grande favorita per lo scudetto, visto che non gioca la Champions. Ma Milan-Napoli è la partita dei misteri: qualcuno sa spiegarmi il perché di quei metri di giudizio diversi? Le mie previsioni, purtroppo, si stanno avverando: vedi qui.

foto flickr.com/photos/ladydian

2 commenti:

  1. E' radicata la convinzione che alcune squadre quali il milan siano da considerarsi forti e giuste di diritto, che sia un torto applicare le regole per calciatori conosciuti ed influenti. Non ho avuto il piacere di sentire mai Ancelotti ammettere un vantaggio ricevuto, anzi ha affermato con orgoglio: il rigore era netto!!! Quando l'arroganza è il metro lo sport scompare e si avvilisce. Un Napoli progettato per l'onestà sportiva e che vive sull'entusiasmo e la preparazione attenta di giovani campioni non merita altre discriminazioni

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  2. Manlio, l'arbitro è semplicemente incappato in una serata storta. Credo.

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