Scendo subito nei dettagli tecnici di Inter-Samp 0-0. L’espulsione diretta di Samuel è un’invenzione dell’arbitro Tagliavento. Andava ammonito Pozzi per simulazione. Quel monello di Samuel s’è permesso di ostacolare Pozzi. Non si fa: la prossima volta, stenda un tappeto rosso e si inchini.
La seconda ammonizione di Cordoba, che ha generato l’espulsione, è una simulazione di Pozzi. Il colombiano tentava di prendere la palla; Pozzi è volato da solo. Quel birichino di Cordoba voleva conquistare il pallone: non si fa; la prossima volta si sdrai per terra.
Poi Pazzini andava espulso (quando l’Inter era in 10) per un calcione a Lucio.
Non critico Pozzi né Pazzini: se trovi un pesciolino come Tagliavento che abbocca, fai bene a stuzzicarlo e a lasciare l’Inter in nove. Il problema è l’arbitro, che ha usato due metri di giudizio: non è la Samp la questione. Un fallo dell’Inter veniva sanzionato duramente; un fallo o una simulazione della Samp non venivano visti. Unica eccezione: la seconda ammonizione di Pazzini nel secondo tempo. Ma come: ammonisci Eto'o per simulazione, e non ammonisci mai Pozzi per più simulazioni?! E ancora: rosso diretto per Samuel mentre gioca a calcio, e ammonizione per Pazzini che scalcia Lucio, con la sfera in mano a Julio Cesar?!
Se in 90 minuti c'era da tirare davvero fuori un cartellino rosso, era per l'entrata scomposta di Milito su Palombo (quando l'Inter era già in nove). Segno che Tagliavento non era tranquillo. E un arbitro con un minimo di personalità non si fa sfottere così per tutto il match da Pozzi: una simulazione unica e costante. Alla prima, giallo; alla seconda, fuori. D'altronde, ribadisco che Pozzi e compagnia avevano fiutato la preda... Non li biasimo: così si gioca a calcio.
La questione arbitri-Inter, gravissima, sta sotto gli occhi di tutti. Dopo il derby in nove, la partita con la Samp ancora in nove. Di questo passo, l’Inter non vince il quinto scudetto di fila. Su cui tutto sputazzano, come se si trattasse di uno squallido triangolare estivo (ci sono dirigenti che sostengono esista solo la Champions); ma se potessero, il tricolore lo sfilerebbero volentieri all’Inter.
Be’, adesso la rimonta della Roma o del Milan o di altri è probabile. Mourinho paga a caro prezzo il fatto di dire la verità. Non c’è malafede degli arbitri: nessun complotto anti-Inter per sottrarle lo scudetto. Ma gli stessi direttori di gara sono pesantemente condizionati da alcuni organi di stampa (che non amano Moratti o Mourinho) e da diversi colleghi dell'allenatore nerazzurro, che si attira invidia e antipatia: così gli arbitri, quando si trovano di fronte l’Inter, non sono sereni.
[foto via Samp]
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sabato 20 febbraio 2010
Inter-Samp 0-0. Mourinho, lo scudetto te lo tolgono a furia di espulsioni
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sabato 26 settembre 2009
Samp-Inter 1-0: che forza Mannini e Cassano. Da Nazionale
La difesa della Samp mi è piaciuta tantissimo. Laddietro l'Inter non è mai passata. Ma sono due i giocatori che mi hanno impressionato: Mannini e Cassano. L'azione del gol è stata stupenda e ha visto il primo come protagonista [e non entrambi come assoluti protagonisti: ho preso un granchio, grazie per la segnalazione a Gennaro]. Bravo anche Pazzini a finalizzare.Fossi in Lippi, i signori Mannini e Cassano me li porterei dritti dritti al Mondiale. Sono una coppia favolosa. Fra l'altro, si integrano bene, perché Mannini corre il doppio di Cassano, il quale però ci mette il triplo della fantasia dell'altro. Tutto quello strapotere atletico e tecnico sarebbe prezioso come l'oro in vista della competizione in Sudafrica.
In quanto all'Inter, mi è parsa stanca, specie di testa. È mancata un po' di reattività, di esplosività. Ma andare a Genova a giocare con Genoa o Samp è una faticaccia. Per questo, ieri ho elogiato una grande Juve.
Azzardo. Per il campionato è una lotta a quattro: Inter, Juve, Samp e Genoa le favorite, nell'ordine. Però le più in forma sono Juve, Samp, Genoa e Inter. La quale - a mio giudizio - s'è messa in testa di arrivare fresca a febbraio-marzo, quando si entra nel vivo della Champions. Così, da qui a quella data, l'Inter è destinata a subire altri stop casalinghi (vedi pareggi con Bari e Barcellona) e sconfitte esterne (come oggi).
[foto via Samp]
mercoledì 4 marzo 2009
Samp-Inter 3-0: Rivas è lo specchio della difesa nerazzurra

Gli “esperti” dicono che Mourinho ha a disposizione una rosa ampia e fortissima. Io sostengo che quei giocatori sono i più sopravvalutati della Terra. Se ci fosse bisogno di una prova, i “sapienti” di cui sopra osservino la prestazione del signor Rivas a Genova con la Samp, nella semifinale d’andata della coppa Italia.
Il colombiano, dopo il disastro di Champions con il Manchester (nel primo tempo, Giggs ha fatto quello che ha voluto), s’è ripetuto qualche minuto fa. Palla al piede al limite della propria area, ha pensato bene di fare un bell’assist in favore di Cassano. Inevitabile che Materazzi si imbestialisse col compagno di reparto. Toldo ne ha avuto pietà, glissando con classe.
La vita dei calciatori professionisti è strana: ci sono tanti ragazzotti che giocano in serie B e ancora più in basso, che potrebbero spiegare a Rivas come si fa uno stop e come s'imposta dalla propria trequarti. Invece, nessuno se li fila.
La verità è che l’Inter ha soltanto un difensore di livello internazionale: Samuel. Dopodiché, c’è Materazzi, che però non è più un adolescente e soffre nelle partite che contano: vedi Liverpool-Inter della scorsa stagione, quando venne espulso dopo pochi minuti. Cordoba? Un ottimo centometrista. Ma adesso è fuori forma, fa soltanto pasticci. In quanto a Chivu, è di cristallo: passa un sacco di tempo a farsi incollare in infermeria. Su Burdisso, mi sono già espresso più volte in passato. Mentre Maxwell abbocca a tutte le finte. Resta Julio Cesar. Che però i miracoli non può farli sempre. E Santon è appena nato, seppure fortissimo. Mentre Maicon è tutto fuorché un difensore: un'ala grandissima (ora non in condizione).
Presi dalla disperazione, prima Roberto Mancini e poi Mou hanno ripiegato spesso su Cambiasso centrale di difesa.
Con quella retroguardia, per strappare uno squallido pareggino a Manchester, ci vorrà una congiunzione astrale particolare, che favorisca l’Inter in ogni zona del campo: rimpalli, rimbalzi, tiri fuori di qualche millimetro, pali, traverse, salvataggi sulla linea. Con Julio Cesar versione Jàšin.
Questa sarà l’Inter di Manchester: un catenaccio tenuto in piedi con lo sputo, visti i difensori che si ritrova Mou. E i centrocampisti davanti alla propria area di rigore. Dopodiché, si butta la chiave di quella cassaforte di pastafrolla, e si spera che il tempo passi rapidamente.
A inizio stagione, Mourinho era perfettamente consapevole del materiale che aveva a disposizione, tanto da ripetere più volte che la rosa è troppo vasta.
In quanto al campionato, il discorso è apertissimo. La prossima giornata è decisiva. Se l'Inter perde in Liguria col Genoa, e la Juve vince il derby col Toro, può succedere di tutto. Anche perché, dopo, sono in arrivo le reazioni psicologiche agli incontri di Champions: un pazzo marzo che cambia i destini di Inter e Juve.
[foto Inter]
domenica 1 marzo 2009
Samp-Milan 2-1: Cassano, tu hai la fantasia di Zico

Oggi ho visto un talento sconfinato. Il suo nome è Cassano. Ha illuminato la domenica calcistica. Non soltanto l'1-0 spaccapartita di Samp-Milan 2-1, ma poi dribbling, scatti, stop col piedino dolcissimo, finte. La magia infinita è arrivata quando il barese ha fatto l'assist a Pazzini: un passaggio di incommensurabile fantasia. Tutti avrebbero crossato lungo o tirato; Cassano invece l'ha data verticale per la punta blucerchiata.
Cassano mi ricorda sempre di più Zico. Per l'inventiva che ha pochi eguali nel calcio d'oggi. Per la delicatezza e la morbidezza degli assist, che arrivano sempre col contagiri. Per la freddezza nei momenti decisivi. Oltreché per il baricentro basso che non gli fa mai perdere l'equilibrio.
Complimenti alla dirigenza Samp, che ha avuto l'intelligenza di comprarlo. Di sicuro, se fossi il presidente di una grande squadra, gli farei ponti d'oro. Magari è un po' diverso il discorso Nazionale: lì ci sono equilibri molto più delicati e complessi. Certo che se Cassano è ancora in queste condizioni alla vigilia del Campionato del mondo, Lippi non potrà fare a meno di convocarlo.
Samp-Milan 2-1. L’allucinante paradosso dei rossoneri: devono urlare “Forza Inter” per entrare in Champions

È il momento più basso del Milan gestione Berlusconi. La squadra di Ancelotti è fuori dalla coppa Italia, dalla coppa Uefa, dalla lotta scudetto. E rischia di non entrare fra le prime quattro. A Genova, è stato battuto dalla Samp 2 a 1: il gol di Cassano (1-0) era regolarissimo. Eppure ci sono state proteste veementi. Segno che neppure i nervi tengono più.
Ma l’aspetto più allucinante sia per la società di via Turati sia per i suoi tifosi è un altro: devono tifare Inter. Proprio così: gli odiatissimi cugini che potrebbero addirittura raggiungere un leggendario quarto scudetto di fila (terzo sul campo). Il motivo del tifo pro Moratti? Semplice: l’Inter deve incontrare tutte le avversarie del Milan per la zona Champions. A cominciare da Roma e Genoa. Se il team di Mourinho fa strage di punti, allora i rossoneri possono ancora sperare di arrivare fra le prime quattro. Invece, se perde o pareggia negli scontri con le “nemiche Champions” del Milan, la strada per i berlusconiani si fa dura.
Ci mancava solo questa per i tifosi del Milan: mettersi davanti alla tv a urlare “Forza Inter”. Quante ne hanno dovute digerire quest’anno: da una squadra imbottita di mezze punte e trequartisti a un acquisto stranissimo come quello di Beckham. Un vero affare. Per l’inglese. Che, grazie al Milan, ha riconquistato la Nazionale di Capello.
Chiudo con un’opinione personalissima. Ad Ancelotti i tifosi rossoneri dovrebbero soltanto dedicare un monumento: ha vinto due Champions con squadre non irresistibili. Per la prima, ha pareggiato tre partite (semifinali con l’Inter e finale con la Juve) per strappare il trofeo; per la più recente (contro il Liverpool), ha fatto i miracoli. Credo che con un altro allenatore, quest’anno il Milan sarebbe ancora più giù in classifica. Sarebbe un grave errore sbarazzarsi di Ancelotti. Trovatene un altro che mette insieme con la colla una rosa di giocatori così storta e anomala.
[foto via Samp]
domenica 7 dicembre 2008
Sampdoria-Genoa 0-1: Milito, colpo di testa impossibile
Non so come abbia fatto Milito a segnare alla Samp. Si è trattato di un gesto atletico e tecnico che mi ha ricordato i colpi di testa più difficili di sei specialisti: Bettega, Serena, Hatley, Pruzzo, Pelé, Boninsegna. C'è stato prima lo scatto verso il pallone, poi lo stacco altissimo, quindi la torsione verso sinistra ma anche spingendosi leggermente all'indietro, infine la zuccata, frutto di una frustata violentissima. Risultato, una fiondata all'incrocio dei pali. Da non crederci: un colpo di testa potente quanto una cannonata di piede.
Quel Milito è oggi fra i primi quattro giocatori più forti al mondo. A contendere la palma di migliore, sono - assieme a lui - Ibra, Gerrard, Lavezzi. Siamo di fronte davvero a un Principe.
Quel Milito è oggi fra i primi quattro giocatori più forti al mondo. A contendere la palma di migliore, sono - assieme a lui - Ibra, Gerrard, Lavezzi. Siamo di fronte davvero a un Principe.
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