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sabato 20 marzo 2010

CSKA-Inter. A Mosca sull’erba sintetica: è tutto, ma non calcio. Peggio del parquet per la coppa Davis di tennis in Paraguay negli anni ’80

Víctor Pecci, chi era costui? Paraguaiano, buon giocatore di tennis, arrivato nei top ten nel 1980. Altissimo, 193 centimetri molto mobili sul rettangolo di gioco. E il Paraguay, per avvantaggiare Pecci e altri propri giocatori, decise di disputare le partite di coppa Davis in casa su un campo in parquet. Sì, avete letto bene: parquet. Grazie al quale riuscirono a sconfiggere addirittura la Cecoslovacchia nel 1983, la Francia nel 1985 e gli Usa nel 1989. Sul parquet non era tennis, era una roba strana con la pallina impazzita. Be’, va considerato che molti spettatori portavano il macete sugli spalti, ma queste erano abitudini che facevano parte del folklore locale… E ogni punto del Paraguay era simpaticamente segnato da un urlo simile a quello di uno stadio di calcio per un gol.

Ma che c’entra Víctor Pecci con l’Inter? C’entra. Perché a Mosca, contro il CSKA, l’Inter giocherà sull’erba sintetica. Dove puoi sbizzarrirti: far passeggiare le mucche, mettere il pollo allo spiedo, far sesso con una bella mora in qualsiasi posizione. Ma lì non si gioca a calcio. Sul quel campo in erba sintetica, la palla ha rimbalzi stranissimi. A parte il rumore sordo del rimbalzo, la sfera scivola in avanti che è una bellezza. E quando tagli la palla imprimendole rotazione (il caso più semplice è il lancio di interno), il rimbalzo ti inganna: non c’è il soffice manto erboso che ti consente di controllare la biglia; sul sintetico la boccia schizza via, come se dimenticasse l’effetto impresso dal piede.

L’erba sintetica di Mosca è omologata dagli organi calcistici competenti, e ci mancherebbe pure; così come il parquet del Paraguay aveva l’avallo dei capi del tennis. Chi produce il verde finto ci verrà a dire che lì si può tranquillamente giocare a calcio; anzi, le partite sono addirittura più belle da vedersi perché il manto non presenta irregolarità. D’altronde, non si deve chiedere all’acquaiolo se l’acqua che vende sia di buona qualità… Ci racconteranno pure che esistono studi scientifici comprovanti la regolarità del rimbalzo. La verità è che un calciatore sull’erba sintetica diventa matto.

E non sono certo io a dirlo. A proposito di Inter-CSKA, quando hanno chiesto un pronostico a un tizio che di nome fa Zico, lui ha concentrato subito l’attenzione sui rimbalzi della palla sul sintetico di Mosca.

Infine, occhio ai legamenti delle ginocchia e delle caviglie: ci sarà pure l’intasamento realizzato con sabbia silicea a granulometria controllata; saranno presenti granuli di gomma per l’assorbimento dello shock; la fibra impiegata per la fabbricazione del manto erboso artificiale sarà composta da una miscela esclusiva di materiali termoplastici; ma a mio modo di vedere i rischi di traumi inevitabilmente sale. Non si ricade sulla sacra erba, ma su una roba creata dall’uomo. Quanto alla penetrabilità del tacchetto su tutta la superficie, stendo un velo pietoso: ma vuoi mettere l’erba soffice del Maracanà?

Morale: l’Inter, a mio giudizio, il discorso qualificazione deve chiuderlo a San Siro, all’andata. Altrimenti le tocca fare i conti con la palla pazza del campo sintetico di Mosca.

2 commenti:

  1. ciao ale,
    purtroppo mi dispiace contraddirti ma la mia opinione è che sarebbe molto meglio giocare su un sintetico(che tra l'altro e un signor sintetico e non quello dei calcetti a 5) che in un campo d'erba in russia! anke perke non riuscirei a immaginare come si farebbe a mantenere bello un terreno di gioco con le temperature fredde che sono presenti a Mosca

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  2. non credo che si aproprio come si dice nell'articolo.....qui in trentino, viste le condizioni climatiche, ci sono un sacco di campi sintetici e nessuno ha mai lamentato questi problemi...

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