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venerdì 3 aprile 2009

Djokovic annienta Federer: lo svizzero davanti al bivio della vita

Per la stima illimitata che nutro verso Federer, mi spiace dire che la sconfitta contro Djokovic nella semifinale di Miami era annunciata: vedi cosa ho scritto qui e qui. Addirittura, s'è trattato di una batosta: 3-6 6-2 6-3.

Il problema è che, più si giocava, meno Roger appariva in grado di tenere botta. Soltanto i mass media (quasi tutti) non si erano accorti dei guai che affliggono Federer, parlando di uno svizzero in grande spolvero a Miami.

Nulla di male a perdere contro Djokovic, specie in un incontro al meglio dei tre set. Però il punteggio e il modo in cui è maturato il crollo lasciano perplessi.

Magari, dal punto di vista tecnico, Federer è ancora il numero uno. Ma atleticamente è molto giù di corda, con quella pancetta che lo costringe ad allungare la falcata arrivando male sulla pallina. Oltretutto, lo svizzero è molto nervoso: ha spaccato una racchetta, cosa mai fatta in passato.

Federer è davanti al bivio della vita. Prima scelta: se non vuole rovinare l'immagine meravigliosa di tennista che s'è costruito con una carriera inimitabile, dimagrisce e segue i colpi più potenti a rete, per mettere pressione all'avversario e chiudere prima i punti. Seconda opzione: si tiene la pancetta e spera in un'autostrada fortunata verso un altro torneo dello Slam, con sorteggi e tebellone a lui favorevoli e avversari giù di corda. In quest'ultimo caso, gli salteranno sempre più spesso in testa i vari Nadal, Djokovic, Murray, Del Potro.

Adesso Djokovic attende in finale il vincente tra Murray e Del Potro. Ne parlerò anche su Sport Apache, il mio Gruppo su Facebook: la tribù degli sportivi.

[foto via flickr.com/photos/mandj98]

2 commenti:

  1. Inoltre si contano sulle dita della mano il numero delle volte in cui Roger è salito a rete.

    Tutt'un'altra cosa rispetto ad US Open 2008...

    Si deve allenare, non c'è altro da fare.

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  2. Sto assistendo sempre più sconcertato all'autodistruzione di un autentico fenomeno della racchetta.

    Oggi, Roger è un giocatore da colpi singoli, ma che non riesce più ad essere continuo o comunque incisivo al punto da chiudere match alla sua portata. E Nadal, battendolo su tutte le superfici, ora ha ulteriormente puntellato il suo già forte carattere.

    Se non si sveglia, Roger non agguanterà mai Sampras..Wimbledon sarà un banco di prova fondamentale.

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