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venerdì 3 giugno 2011
Semifinale Roland Garros 2011: Federer batte Djokovic. Incredibile: a fine carriera, re Roger gioca la partita più bella della sua vita. Nadal gode: troverà in finale un avversario stanchissimo
Federer-Djokovic 7-6(5) 6-3 3-6 7-6(5) in tre ore e 17 minuti: è il verdetto della seconda semifinale del Roland Garros (nella prima Nadal ha spazzato via Murray). A mio giudizio, il match giocato meglio da re Roger nella sua carriera inimitabile, una partita che lo conferma il più grande di ogni epoca. L’elvetico s’è trovato di fronte un Nole che non perdeva dall’anno scorso, e in perfetta forma. Nei primi scambi, il serbo è partito a razzo; poi Federer s’è imposto di misura per 7-6. Secondo set dominato dallo svizzero. Terzo set in mano a Roger, ma d’improvviso si sveglia Djokovic che inizia a tirare ancora più forte e a prendere rischi su ogni palla: Nole si porta a casa il terzo set e va sparato anche nel quarto. Strappa il servizio e serve sul 5-4. A questo punto, Federer estrae dal cilindro colpi meravigliosi, giocati di controbalzo. Si va al tie-break e il livello dell’incontro arriva al vertice: Roger mette di là l’impossibile, il serbo più d’una volta cerca lo sguardo di allenatori, parenti e amici, allargando le braccia. Ne ha tutte le ragioni: l’elvetico è ingiocabile. Finisce 7-5 al tie-break.
Quattro le chiavi del match.
1) La seconda di servizio di Federer, giocata con una scioltezza disarmante, anche nei momenti topici. Per non parlare della varietà nella prima palla: potente alternata ad angoli tremendi e a tagli cattivissimi.
2) Il dritto di controbalzo di Federer. Che non ha mai perso terreno, togliendo respiro a Djokovic.
3) Il rovescio coperto, piatto, talvolta leggermente arrotato in top, di Federer. Alternato a sapienti back.
4) Il linguaggio del corpo e gli occhi di Federer dicevano: gioco con gioia. Sono felice di stare sul campo. Una serenità tennistica che aveva perso negli scorsi mesi, ritrovata grazie a una maggiore propensione offensiva.
Adesso, giustamente, Nadal si frega le mani. In finale, domenica, troverà un Federer stanco, perché ha terminato tardi una semifinale durissima sotto il profilo atletico e mentale. Vivissimi complimenti agli organizzatori del Roland Garros per aver rovinato la finale, spostando gli equilibri nettamente a favore di chi ha disputato la prima semifinale.
Si incontreranno il più grande di sempre sulla terra rossa (lo spagnolo), e il numero uno assoluto mai visto (lo svizzero). Percentuali di vittoria: Nadal, 51%; Federer 49%. Molto dipenderà anche dal clima e dal campo: maggiore la velocità di gioco, più le probabilità che trionfi re Roger; il campo lento (magari col vento a disturbare) avvantaggerebbe invece l’iberico.
screenshot rolandgarros
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domenica 31 gennaio 2010
Finale Australia: Federer batte Murray. Caro Andy, se mandi via tua madre dal box, vinci uno Slam
Nella finale degli Australian Open, Federer spazza via Murray nei primi due set seguendo un’unica tattica: back di rovescio sul rovescio dello scozzese, poi dritto un po’ angolato dell’elvetico sul dritto dell’avversario, infine botta lunga inarrivabile. Inoltre, Federer non ha mai fatto un servizio identico a un altro: gli ho visto tirare palle al corpo, a uscire, alte, storte, arrotate, potenti e centrali. Murray in risposta è impazzito, specie nel servizio da destra verso sinistra, che ha perennemente spianato la strada del game allo svizzero.
Il match s’è acceso soltanto nel terzo set, quando Murray s'è sciolto, ha preso coraggio attaccando e tirando un po’ profondo. Lo scozzese ha finalmente tolto la battuta a Federer, per poi perderla anch’egli e arrivare la tie break. Qui l’incontro è stato pari, anche se Murray ha ancora una volta sofferto il servizio da destra dello svizzero, sempre più a uscire verso il dritto. Tre set a zero per Federer: 6-3 6-4 7-6 (11-9): Roger si conferma il più grande di ogni epoca nel tennis (16° Slam), nonché uno degli sportivi più forti di tutte le discipline, andando a far concorrenza a Maradona, Owens, Jordan e altri illustri personaggi.
Non c’è nulla, dal punto di vista puramente tecnico, da rimproverare a Murray. Che non può certo imparare a rispondere bene di dritto in una finale dello Slam, tutt’a un tratto. Di fronte, aveva un fuoriclasse di ghiaccio, che nella vita ha fatto a pezzi quasi tutti gli avversari: forse, Federer soffriva Nadal, che però per reggere quei ritmi (il suo tennis è atleticamente durissimo) è logoro fisicamente a 23 anni.
Invece, a mio modesto parere, il salto di qualità Murray può farlo sotto il profilo psicologico. Sempreché voglia davvero vincere uno Slam, senza accontentarsi di essere ricoperto d’oro dagli sponsor.
1) Via la mamma dal box, specie durante gli Slam. Al massimo, ok alla sua presenza negli altri tornei, ma in un Australian Open proprio no. Neppure a Wimbledon: c’è la tv a casa che è tanto comoda. Se Andy era nervoso, se ha ripetuto quattromila volta “Fuck!” in mondovisione, se non ha retto mentalmente nei primi due set, se perfino il rovescio bimane era paralizzato dallo stress, allora c’è qualcosa da modificare. Le madri a casa, per piacere. Anche perché la signora è una maschera di tensione senza uguali, dal riscaldamento sino all’ultimo punto del tie break. E poi si alza dalla poltroncina, esulta, incoraggia: sempre con quegli occhi indemoniati. Che non possono trasmettere tranquillità al ragazzo. Alla madre di Murray non si può certo chiedere di restare immobile come una sfinge: anche in Scozia i figli saranno pezzi di cuore. Che faccia quindi la ultrà davanti a un bel televisore.
2) Chi può dica a Murray che certi comportamenti in campo lo danneggiano. Nel terzo set, quando faceva il punto, restava tranquillo o al massimo si caricava con un “Andiamo!” in inglese: “C’mon!”. Al contrario, se perdeva il punto, si toccava il ginocchio o la schiena, accompagnando il gesto a una smorfia di dolore. Opinione personale: così irriti l’avversario, lo stuzzichi. Può funzionare con un numero 50 al mondo. Federer osserva, sta zitto, e alla fine punisce.
3) Al posto di Murray, quel paio di urli di guerra, un po’ artificiosi, per due punti importanti vinti nel terzo set, non li avrei mai e poi mai fatti. Non ci credo che fossero naturali del tutto: mi sono parsi voluti, quasi a intimidire Federer. Ma per carità... non scherziamo col fuoco: lo svizzero ha un carattere d’acciaio, tipico dei silenziosi. Se non vuoi vedere un giocatore davvero cattivo, non fare mai arrabbiare un quieto.
Il match s’è acceso soltanto nel terzo set, quando Murray s'è sciolto, ha preso coraggio attaccando e tirando un po’ profondo. Lo scozzese ha finalmente tolto la battuta a Federer, per poi perderla anch’egli e arrivare la tie break. Qui l’incontro è stato pari, anche se Murray ha ancora una volta sofferto il servizio da destra dello svizzero, sempre più a uscire verso il dritto. Tre set a zero per Federer: 6-3 6-4 7-6 (11-9): Roger si conferma il più grande di ogni epoca nel tennis (16° Slam), nonché uno degli sportivi più forti di tutte le discipline, andando a far concorrenza a Maradona, Owens, Jordan e altri illustri personaggi.
Non c’è nulla, dal punto di vista puramente tecnico, da rimproverare a Murray. Che non può certo imparare a rispondere bene di dritto in una finale dello Slam, tutt’a un tratto. Di fronte, aveva un fuoriclasse di ghiaccio, che nella vita ha fatto a pezzi quasi tutti gli avversari: forse, Federer soffriva Nadal, che però per reggere quei ritmi (il suo tennis è atleticamente durissimo) è logoro fisicamente a 23 anni.
Invece, a mio modesto parere, il salto di qualità Murray può farlo sotto il profilo psicologico. Sempreché voglia davvero vincere uno Slam, senza accontentarsi di essere ricoperto d’oro dagli sponsor.
1) Via la mamma dal box, specie durante gli Slam. Al massimo, ok alla sua presenza negli altri tornei, ma in un Australian Open proprio no. Neppure a Wimbledon: c’è la tv a casa che è tanto comoda. Se Andy era nervoso, se ha ripetuto quattromila volta “Fuck!” in mondovisione, se non ha retto mentalmente nei primi due set, se perfino il rovescio bimane era paralizzato dallo stress, allora c’è qualcosa da modificare. Le madri a casa, per piacere. Anche perché la signora è una maschera di tensione senza uguali, dal riscaldamento sino all’ultimo punto del tie break. E poi si alza dalla poltroncina, esulta, incoraggia: sempre con quegli occhi indemoniati. Che non possono trasmettere tranquillità al ragazzo. Alla madre di Murray non si può certo chiedere di restare immobile come una sfinge: anche in Scozia i figli saranno pezzi di cuore. Che faccia quindi la ultrà davanti a un bel televisore.
2) Chi può dica a Murray che certi comportamenti in campo lo danneggiano. Nel terzo set, quando faceva il punto, restava tranquillo o al massimo si caricava con un “Andiamo!” in inglese: “C’mon!”. Al contrario, se perdeva il punto, si toccava il ginocchio o la schiena, accompagnando il gesto a una smorfia di dolore. Opinione personale: così irriti l’avversario, lo stuzzichi. Può funzionare con un numero 50 al mondo. Federer osserva, sta zitto, e alla fine punisce.
3) Al posto di Murray, quel paio di urli di guerra, un po’ artificiosi, per due punti importanti vinti nel terzo set, non li avrei mai e poi mai fatti. Non ci credo che fossero naturali del tutto: mi sono parsi voluti, quasi a intimidire Federer. Ma per carità... non scherziamo col fuoco: lo svizzero ha un carattere d’acciaio, tipico dei silenziosi. Se non vuoi vedere un giocatore davvero cattivo, non fare mai arrabbiare un quieto.
domenica 21 giugno 2009
Pronostico Wimbledon: ecco tutti i "miei" avversari di Federer sino alla finale
Amo azzardare pronostici. Mi annoiano i giornalisti che parlano soltanto dopo il risultato. C’è una cultura strana: il terrore di sbagliare pronostico ed essere spernacchiati. Ma chissenefrega. E allora analizzo per voi il tabellone di Wimbledon, ipotizzando il cammino di Federer.Premesso che lo svizzero vince il torneo, ecco gli avversari che dovrà incontrare. E i set necessari per batterli.
Primo turno, come da sorteggio: Lu (Taiwan). Un discreto allenamento per Roger: 3-0.
Secondo turno. Garcia Lopez (Spagna), che batte Calleri (Argentina): 3-0 di Federer sullo spagnolo.
Terzo turno. Kohlschreiber (Germania). Altro 3-0 per Federer. Però con qualche goccia di sudore in più.
Ottavi di finale. La Spagna si schiera con Nadal. Per evitare che Federer superi Rafa in classifica, ecco Feliciano Lopez (dopo il Lopez del secondo turno). Ancora 3-0 per Federer? Sì, ma qui si deve impegnare.
Quarti di finale. Spettacolo. Federer-Tsonga. Il classico 3-0 vacilla, perché il francese per mezz’ora, ossia per un set, riesce sempre a dare l’anima. Con un gioco d'attacco divertentissimo. Ma non ha tenuta sulla lunga distanza. Azzardo un 3 set a uno per Roger.
Semifinale. Federer-Djokovic, che è il giocatore meno pronosticabile del circuito, capace di match paurosi e di set inguardabili. Dico ancora 3-1 per Federer.
Finale. Azzardo un Federer-Murray. A Roger il compito di rivoluzionare i canonici schemi d’attacco. L’approccio a rete dovrà effettuarlo sul dritto di Andy, magari con un rovescio in back. Meglio stare alla larga dal favoloso rovescio bimane di Murray, unico colpo in cui lo scozzese è superiore a Federer. Il "mio" finalista ha anche un servizio poco leggibile. Ho osservato sia le prime sia le seconde di Murray al rallentatore: diventa difficile intuire dove intende direzionare la palla. Dico 3-2 per Federer. Con una finale tanto più combattuta quanto più fresco riuscirà Murray ad arrivare in finale.
È chiaro che ho una probabilità su un milione di azzeccare il cammino di Federer con i suoi avversari. Per questo, ci risentiamo sul mio blog, con altri post, al termine di ogni turno.
Spiace che non ci sia quel guerriero di nome Nadal. Avevo intuito qualche problema fisico tempo addietro: qui. Non credo che alla base dei guai alle ginocchia vada posto il dispendio atletico in allenamento e in partita. Piuttosto, l'origine dei mali sta nei chili di muscoli che le ginocchia devono sostenere. Con una corazza meno pesante, articolazioni e tendini ne trarrebbero giovamento.
Per tenersi aggiornati, segnalo che qui c'è il tabellone, parte più alta. Cliccando sulle altre tre sezioni in basso, compaiono gli altri accoppiamenti.
[foto via Wimbledon]
domenica 14 giugno 2009
Murray strapazza Blake. A Wimbledon, è il pericolo numero uno per Federer
Ho seguito Murray per tutto il torneo sull'erba del Queen's. Lo scozzese l'ha vinto con autorità. In finale, ha strapazzato Blake: il 7-5 6-4 è bugiardo. In realtà, Murray ha comandato dall'inizio alla fine, accelerando nei momenti giusti. Certo, Blake l'ha agevolato in tutti i modi: se c'è una tattica suicida con Andy, è fare il braccio di ferro sulla diagonale di rovescio, colpo devastante di Murray. Invece, il buon James s'è intestardito a tentare di sfondare sul backhand bimane dell'avversario. Misteri del tennis. Addirittura, s'è spesso presentato a rete con un approccio sul rovescio di Murray: una morte sicura.Questa, allora, la mia personale griglia di partenza per Wimbledon. Favorito Federer. Segue Murray. Terzo Nadal. Quarto, sorpresa, Haas. Quinto Djokovic. Da valutare Del Potro. Certo, se mai Federer dovesse incontrare Murray, col cavolo che andrebbe a infognarsi nello scontro della diagonale di rovescio. Al massimo, al secondo colpo, Roger varia, con un lungolinea.
Segnalo tre miglioramenti per Murray. 1) Gli spostamenti in avanti sono più rapidi. 2) La palla corta sul suo rovescio la soffre molto di meno. Riesce a staccare bene la mano sinistra dalla racchetta e a restituire, a sua volta, una corta velenosa e tagliata verso l'esterno. 3) La prima di servizio è più profonda, specie nei momenti decisivi; la seconda è più velenosa, soprattutto quando giocata a uscire da sinistra verso destra.
Altra osservazione. Murray è così sicuro del suo rovescio che non ammette errori: ogni palla fuori, parte un monologo lamentoso. Mentre del dritto s'accontenta: quando lo sbaglia, scuote il testone in silenzio. Se mai lo scozzese affinasse il dritto, diventerebbe ancora più pericoloso. In questo, mi ricorda un po' Connors: straordinario di rovescio, mai da primi cinque al mondo di dritto.
[foto via atp]
venerdì 3 aprile 2009
Djokovic annienta Federer: lo svizzero davanti al bivio della vita
Per la stima illimitata che nutro verso Federer, mi spiace dire che la sconfitta contro Djokovic nella semifinale di Miami era annunciata: vedi cosa ho scritto qui e qui. Addirittura, s'è trattato di una batosta: 3-6 6-2 6-3.Il problema è che, più si giocava, meno Roger appariva in grado di tenere botta. Soltanto i mass media (quasi tutti) non si erano accorti dei guai che affliggono Federer, parlando di uno svizzero in grande spolvero a Miami.
Nulla di male a perdere contro Djokovic, specie in un incontro al meglio dei tre set. Però il punteggio e il modo in cui è maturato il crollo lasciano perplessi.
Magari, dal punto di vista tecnico, Federer è ancora il numero uno. Ma atleticamente è molto giù di corda, con quella pancetta che lo costringe ad allungare la falcata arrivando male sulla pallina. Oltretutto, lo svizzero è molto nervoso: ha spaccato una racchetta, cosa mai fatta in passato.
Federer è davanti al bivio della vita. Prima scelta: se non vuole rovinare l'immagine meravigliosa di tennista che s'è costruito con una carriera inimitabile, dimagrisce e segue i colpi più potenti a rete, per mettere pressione all'avversario e chiudere prima i punti. Seconda opzione: si tiene la pancetta e spera in un'autostrada fortunata verso un altro torneo dello Slam, con sorteggi e tebellone a lui favorevoli e avversari giù di corda. In quest'ultimo caso, gli salteranno sempre più spesso in testa i vari Nadal, Djokovic, Murray, Del Potro.
Adesso Djokovic attende in finale il vincente tra Murray e Del Potro. Ne parlerò anche su Sport Apache, il mio Gruppo su Facebook: la tribù degli sportivi.
[foto via flickr.com/photos/mandj98]
giovedì 2 aprile 2009
Lo strano caso del divino Federer con la pancetta
Seguo tutti gl’incontri di Federer a Miami. In quello più recente, contro Roddick, ho notato che tre problemi affliggono lo svizzero.1) Non scende quasi mai a rete per chiudere il punto. Gli basterebbe, al limite, qualche metro avanti per piazzare uno schiaffo al volo. Niente. Attende il rimbalzo e fa tornare in vita l’avversario.
2) Non è un fulmine negli spostamenti laterali. Troppo spesso, quando si tratta di colpire di rovescio, allunga l’ultima falcata e non arriva con la necessaria coordinazione all’impatto.
3) Ha una strana pancetta. Poca roba. Però pare quasi che sia tornato da poco ad allenarsi dopo 10 mesi di inattività. Che quel grasso serva per spingere i colpi è una fesseria. Tant'è vero che la prima di servizio gli entra di meno e la seconda non è diabolica come quella di un anno fa.
Sono tre problemi che non gli impediscono di essere il numero due al mondo, posizione contesa da Djokovic e Murray. Infatti, Federer ha una tale classe (è il migliore di ogni epoca) da riuscire a salvarsi da situazioni al limite dell'impossibile.
Per i primi due guai (gioco al volo, e spostamenti prima del rovescio), si tratta, secondo me, di un blocco psicologico: ci vorrebbe un coach per fargli la giusta pressione. Ma lui vuol fare tutto da sé. Cosa che gli permetteva di primeggiare quando Nadal non era ancora forte come oggi. Adesso, invece, Federer dovrebbe curare di più la parte tattica.
Per quanto riguarda la pancetta, non voglio credere che si sia lasciato andare a mangiate eccessive. Non è da lui. Che ci sia qualche ora di allenamento quotidiano in meno? Che voglia caricarsi di lavoro soltanto nella seconda parte della stagione?
In ogni caso, era e resta divino. Uno spettacolo di eleganza e talento. Vedremo se avrà la cattiveria indispensabile per tornare a essere il re.
[foto via Federer]
sabato 21 marzo 2009
Murray batte Federer: il dritto dello svizzero è scomparso
Nella prima semifinale di Indian Wells, Murray ha giustamente insistito sul rovescio di Federer, che raramente è riuscito a venir fuori dalla trappola: diagonale incrociata del rovescio. Tuttavia, in questo momento, il vero problema di Federer è il dritto. Non vedo più quelle sue brusche accelerazioni all'avambraccio che hanno fatto la storia del tennis. Perfino la rotazione del polso per conferire effetto in top spin alla palla è inferiore al solito. In più, ho notato che c’è un minore avanzamento della spalla rispetto a quanto ci aveva abituato. Altro problema per Federer: non gli riusciva granché il dritto a uscire, anche per le ragioni di cui sopra.Insomma, la strepitosa frustata di dritto grazie alla quale Federer ha costruito una leggenda (è il miglior tennista di ogni epoca) è, in questo momento, un ottimo dritto per un giocatore che vuol rimanere fra i primi 10 al mondo. Se invece lo svizzero desidera tornare numero uno senza farsi mettere i piedi in testa da Nadal e Murray, deve ritrovare l’esplosività del dritto. A un classe 1981 come Federer, al contrario, non si può certo chiedere di reinventarsi il rovescio: è sempre stato, e tale rimarrà, il suo "secondo" colpo; non può trasformarlo - a fine carriera - in un pugno irresistibile.
[foto via federer]
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