martedì 3 marzo 2009

Lazio-Juve 2-1: ad allenatori invertiti, finiva 0-3


La rosa della Juve è due spanne superiore a quella della Lazio. Però la semifinale d'andata della coppa Italia, a Roma, è finita 2-1 per i biancazzurri. Perché? Semplice: questione di allenatori. Delio Rossi è un tipo coraggioso, che non ha esitato a schierare Rocchi, Pandev e Foggia; più Matuzalem e Ledesma a centrocampo, che non sono granché difensivi. Fantasia a volontà. Invece, Ranieri ha buttato nella mischia i soliti corridori. Risultato, quand'è finita la benzina, la Juve (che s'era portata avanti con Marchionni) è andata sotto di brutto.

Ad allenatori invertiti, finiva 0-3.

Se fossi nella dirigenza bianconera, non ci penserei due volte a tentare di portare a Torino Delio Rossi. Che ovunque è andato ha sempre fatto giocare bene le proprie squadre, con moduli offensivi. Dategli una società gloriosa come la Juve, e magari la grande Zebra tornerà a vincere lo scudetto.

E francamente, adesso mi pare fuori luogo che Ranieri parli ironicamente di "Stile Inter" (l'ha fatto a fine partita), riferendosi all'appoggio dato dalla società di Moratti a Mourinho. Se lo scontro rimane fra Ranieri e Mou, posso condividere: è dai tempi del Chelsea che i due si beccano. Ma proprio non capisco perché mettere nel mirino pure Moratti.

Inter-Juve: tremendo scontro sui loro siti Internet. "Dopo aver letto con attenzione..."



I nemici dell’Inter han trovato pane per i loro denti: Mourinho. Dopo decenni in cui nessun allenatore interista ha saputo difendere con altrettanta abilità la società nerazzurra in tv e sui mass media in generale, è arrivato il Grande Castigatore. Che parla bene, usa iperboli e metafore, manda a quel paese allegramente mezzo mondo. Come non erano stati capaci di fare né Simoni né Cuper né Roberto Mancini. Come non erano riusciti a fare i dirigenti di Moratti.

Qui ci troviamo di fronte a un allenatore che le canta a dovere. È la storia che cambia: una volta, Milan e Juve si spartivano gli scudetti, con le allegre incursioni di Roma e Lazio a cavallo del Giubileo. Adesso, l’Inter si pappa tutto senza spartire la torta. La qual cosa fa imbestialire molti personaggi.

Come se non bastasse, ci si è messo pure un Grande Comunicatore a stordire gli accusatori, parlando di "manipolazione intellettuale".

L’Inter l’ha capito. La prova? Questo duello su Internet.

Prima, la richiesta della Juve (foto su) di dissociarsi dalle parole dei Mou: "Dopo aver letto con attenzione le gravi dichiarazioni rilasciate dall’allenatore dell’Inter, la Juventus manifesta stupore e sdegno e chiede all’Inter di dissociarsi pubblicamente da tali esternazioni. Con le sue dichiarazioni, l’allenatore dell’Inter ha mancato di rispetto non solo alla Juventus e ai suoi 14 milioni di tifosi, ma a tutto il calcio italiano. Piuttosto che alimentare una pericolosa cultura del sospetto, i rappresentanti delle società hanno il dovere di dimostrare educazione e senso di responsabilità – prima, durante e dopo le partite – per sostenere l’evoluzione del calcio italiano e della sua immagine internazionale".



Poi il sito nerazzurro (foto su) che risponde per le rime: "Dopo aver letto con attenzione la nota ufficiale di Juventus F.C., si sottolinea che José Mourinho ha risposto in maniera chiara ed esplicita a un attacco di pari livello. Il nostro allenatore ha espresso le sue idee, senza insinuazioni, senza malizia, con sincerità, secondo il suo stile, molto apprezzato dalla Società".

In sintesi: siamo d’accordo con il nostro allenatore. Noto anche un po' d'ironia nella nota dell'Inter. Che parte come la Juve (vedi su il corsivo): "Dopo aver letto con attenzione...".

Io non mi schiero. Dico soltanto che, oggi, fuori dal campo l'Inter le prende e le dà. Fino a qualche mese fa, le prendeva e basta.

domenica 1 marzo 2009

Inter-Roma 3-3: ecco perché Mourinho deve fare catenaccio contro il Manchester


Dopo Inter-Manchester, Mourinho è stato criticato perché avrebbe giocato troppo in difesa contro gl’inglesi. In realtà, la scelta del portoghese è stata intelligente. Come vado sostendendo da tempo, l’Inter ha una rosa enormemente sopravvalutata. Non è in grado di imporre il proprio gioco contro le grandi. Non ha un centrocampo e, soprattutto, una difesa in grado di sostenere gli attacchi avversari in velocità.

Di questo, Mou è consapevole. Risultato: catenaccio a tutto spiano quando hai un nemico tecnicamente e atleticamente più valido di te. Così ha fatto col Manchester a Milano nel primo tempo. Così dovrà fare lì in Inghilterra, per tutta la partita di ritorno. Anzi, peggio: dovrà rintanarsi nella propria area di rigore. Sperando in un piccolo contropiede. Zero a zero nei 90'; zero a zero nei supplementari; e poi rigori. Che vinca il più debole: l'Inter.

Invece, se Mou darà retta alle sirene (fare gioco, stare aperti), perderà di sicuro. Il pareggio per 3-3 con la Roma ne è la prova. Ha voluto giocarsela alla pari contro una squadra che ha centrocampisti d’oro (come De Rossi) e punte velocissime (come Vucinic). Errore pagato a caro prezzo. I ragazzi di Spalletti hanno infilato i nerazzurri tre volte, e potevano farlo in altre sette circostanze.

Fai 3-3 in casa tua, a San Siro, col Manchester e sei morto: al ritorno ti sbranano loro in contropiede.

Capitolo Ibrahimovic. Ci si chiedeva perché Mou non lo facesse mai riposare. Pochi minuti fa, la risposta: l’Inter ha soltanto tre fuoriclasse. Uno è lo svedese, che non ha giocato contro la Roma. Un altro è Maicon, un po’ giù di condizione, visto che spinge come un forsennato da inizio stagione. Un terzo è Julio Cesar, che però non può segnare. Se togli Ibra, l’Inter non è più una grande squadra. Ci sarebbe anche Balotelli, se acquistasse maggiore continuità.

Infine, un’osservazione sui tifosi nerazzurri. Perché han fischiato Balotelli nel primo tempo? Non è colpa del ragazzo se San Siro è un campo scivoloso e pericolosissimo per muscoli e tendini. Mario non stava in piedi per via dei tacchetti. I suoi primi 45 minuti sono stati una scivolata unica. Poi, nel secondo tempo, ha pareggiato da solo con un rigore dubbio: al posto dell'arbitro Rizzoli, non l'avrei dato, ammonendo l'attaccante per simulazione. Tuttavia, avrei anche fermato Baptista sul gol dell'1-3 per fallo su Cambiasso.

[foto via flickr.com/photos/giagir]

Samp-Milan 2-1: Cassano, tu hai la fantasia di Zico


Oggi ho visto un talento sconfinato. Il suo nome è Cassano. Ha illuminato la domenica calcistica. Non soltanto l'1-0 spaccapartita di Samp-Milan 2-1, ma poi dribbling, scatti, stop col piedino dolcissimo, finte. La magia infinita è arrivata quando il barese ha fatto l'assist a Pazzini: un passaggio di incommensurabile fantasia. Tutti avrebbero crossato lungo o tirato; Cassano invece l'ha data verticale per la punta blucerchiata.

Cassano mi ricorda sempre di più Zico. Per l'inventiva che ha pochi eguali nel calcio d'oggi. Per la delicatezza e la morbidezza degli assist, che arrivano sempre col contagiri. Per la freddezza nei momenti decisivi. Oltreché per il baricentro basso che non gli fa mai perdere l'equilibrio.

Complimenti alla dirigenza Samp, che ha avuto l'intelligenza di comprarlo. Di sicuro, se fossi il presidente di una grande squadra, gli farei ponti d'oro. Magari è un po' diverso il discorso Nazionale: lì ci sono equilibri molto più delicati e complessi. Certo che se Cassano è ancora in queste condizioni alla vigilia del Campionato del mondo, Lippi non potrà fare a meno di convocarlo.

Samp-Milan 2-1. L’allucinante paradosso dei rossoneri: devono urlare “Forza Inter” per entrare in Champions


È il momento più basso del Milan gestione Berlusconi. La squadra di Ancelotti è fuori dalla coppa Italia, dalla coppa Uefa, dalla lotta scudetto. E rischia di non entrare fra le prime quattro. A Genova, è stato battuto dalla Samp 2 a 1: il gol di Cassano (1-0) era regolarissimo. Eppure ci sono state proteste veementi. Segno che neppure i nervi tengono più.

Ma l’aspetto più allucinante sia per la società di via Turati sia per i suoi tifosi è un altro: devono tifare Inter. Proprio così: gli odiatissimi cugini che potrebbero addirittura raggiungere un leggendario quarto scudetto di fila (terzo sul campo). Il motivo del tifo pro Moratti? Semplice: l’Inter deve incontrare tutte le avversarie del Milan per la zona Champions. A cominciare da Roma e Genoa. Se il team di Mourinho fa strage di punti, allora i rossoneri possono ancora sperare di arrivare fra le prime quattro. Invece, se perde o pareggia negli scontri con le “nemiche Champions” del Milan, la strada per i berlusconiani si fa dura.

Ci mancava solo questa per i tifosi del Milan: mettersi davanti alla tv a urlareForza Inter”. Quante ne hanno dovute digerire quest’anno: da una squadra imbottita di mezze punte e trequartisti a un acquisto stranissimo come quello di Beckham. Un vero affare. Per l’inglese. Che, grazie al Milan, ha riconquistato la Nazionale di Capello.

Chiudo con un’opinione personalissima. Ad Ancelotti i tifosi rossoneri dovrebbero soltanto dedicare un monumento: ha vinto due Champions con squadre non irresistibili. Per la prima, ha pareggiato tre partite (semifinali con l’Inter e finale con la Juve) per strappare il trofeo; per la più recente (contro il Liverpool), ha fatto i miracoli. Credo che con un altro allenatore, quest’anno il Milan sarebbe ancora più giù in classifica. Sarebbe un grave errore sbarazzarsi di Ancelotti. Trovatene un altro che mette insieme con la colla una rosa di giocatori così storta e anomala.

[foto via Samp]