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domenica 13 settembre 2009

Gol annullato alla Lazio contro la Juve: che squallore il fallo di confusione



Fai andare la Lazio sull’1-0 in casa contro la Juve alla fine del primo tempo, e poi vediamo come va a finire la partita. Ma l’arbitro Gervasoni non ne ha voluto sapere. Terrorizzato da tanti uomini in area di rigore, per giunta in mutandoni, ha inventato un fallo. Ehi, deve aver pensato, troppa confusione là in mezzo, non si capisce più nulla. Sembra il calcio storico fiorentino. E allora un bel fischio, così non ci pensiamo più. A favore di chi difende, sia chiaro; perché se do un fallo a favore di chi attacca, è calcio di rigore. Poi se sbaglio, mi sgamano: se ne accorgono tutti. Invece, con un fallo di confusione in area di rigore, al massimo mi becco un paio di bestemmie dietro e nulla più.

Ma la sfiga ha voluto dire la sua. Infatti, dopo il fallo di confusione che soltanto l’arbitro ha visto e la sua fantasia scatenata ha partorito, la Lazio ha segnato. Ahi, gli è andata male. L’arbitro ha deciso il match. Poche chiacchiere.

Sì sì, volevo vedere a parti invertite (gol annullato alla Juve) il finimondo che sarebbe scoppiato: l’arbitro danneggia i bianconeri; titoloni dei giornali. Invece, l’errore decisivo dell’arbitro è passato quasi inosservato.

Reputo squallido il fallo di confusione. Se interpreti un contrasto in area rigore o no, ci può stare qualsiasi decisione; se a centrocampo dai una punizione a favore di una squadra piuttosto che di un’altra, nulla di male (purché usi lo stesso metro di giudizio per tutto l’incontro); però il fallo di confusione fa proprio tristezza. È squallido.

Seguendo quel criterio, l’arbitro avrebbe dovuto fischiare a favore della squadra chiusa in area di rigore per 90 minuti: gioco zero, con i difensori che - al minimo contatto - si rivoltavano per terra come colpiti da una bastonata. Perché il fallo di confusione, vale ovunque ci sia confusione. O no?

Ah, la musica del video è del Padrino...

martedì 3 marzo 2009

Lazio-Juve 2-1: ad allenatori invertiti, finiva 0-3


La rosa della Juve è due spanne superiore a quella della Lazio. Però la semifinale d'andata della coppa Italia, a Roma, è finita 2-1 per i biancazzurri. Perché? Semplice: questione di allenatori. Delio Rossi è un tipo coraggioso, che non ha esitato a schierare Rocchi, Pandev e Foggia; più Matuzalem e Ledesma a centrocampo, che non sono granché difensivi. Fantasia a volontà. Invece, Ranieri ha buttato nella mischia i soliti corridori. Risultato, quand'è finita la benzina, la Juve (che s'era portata avanti con Marchionni) è andata sotto di brutto.

Ad allenatori invertiti, finiva 0-3.

Se fossi nella dirigenza bianconera, non ci penserei due volte a tentare di portare a Torino Delio Rossi. Che ovunque è andato ha sempre fatto giocare bene le proprie squadre, con moduli offensivi. Dategli una società gloriosa come la Juve, e magari la grande Zebra tornerà a vincere lo scudetto.

E francamente, adesso mi pare fuori luogo che Ranieri parli ironicamente di "Stile Inter" (l'ha fatto a fine partita), riferendosi all'appoggio dato dalla società di Moratti a Mourinho. Se lo scontro rimane fra Ranieri e Mou, posso condividere: è dai tempi del Chelsea che i due si beccano. Ma proprio non capisco perché mettere nel mirino pure Moratti.