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mercoledì 1 aprile 2009

Italia-Irlanda 1-1: caro arbitro Stark, sei una vergogna mondiale


Pronti via e l’arbitro tedesco Stark di Italia-Irlanda espelle Pazzini. Provvedimento ingiusto e match condizionato: la gomitatina era robetta rispetto a quanto si assiste sui campi. E poi l'attaccante salta per andare a prendere il pallone. Con quel metro di giudizio, allora devi buttare tutti fuori. Se proprio vuoi far vedere che sei severo e che terrai sott'occhio i ragazzacci con la massima severità, sbatti il cartellino giallo in faccia a Pazzini e chiudila lì. No. Lui ha voluto fare il protagonista.

Dopodiché, l’arbitro s’è mosso raramente dal cerchio centrale del campo. Un pigrone un po’ suonato.

In 10 uomini per 90 minuti, l’Italia all’inizio se l’è cavata egregiamente, illuminata da Pirlo ed esaltata da Grosso e Iaquinta. Poi, s’è lentamente spenta. Negli ultimi cinque minuti, gli azzurri non stavano sulle gambe, tranne Iaquinta, e l’Irlanda poteva tranquillamente vincere.

Vado a memoria. L'arbitro Stark è lo stesso che permise ai giocatori del Valencia di picchiare quelli dell'Inter nel 2007, ed è anche quello che dopo sei falli su Balotelli nel primo quarto d'ora di Manchester-Inter non ammonì nessun difensore inglese. Trattasi di un arbitro stranissimo, bizzarro, lunatico. Quanto di peggio ti possa capitare, specie se sei italiano: ma è soltanto una coincidenza. Lui, il nostro amico Wolfgang, spara a casaccio: leggete qui, qui e qui (in inglese) cosa combinava già agli albori della carriera.

Chiudo con un’altra nota sull’arbitro. Così come siamo stati avvantaggiati contro il Montenegro, ed era giusto dirlo (vedi qui), allo stesso modo è legittimo contestare l’operato di questo eccentrico signore di stasera che, con la sua giacchetta gialla, ha dato fastidio a tutti. E c’era pure un rigore per l’Irlanda. Vivissimi complimenti. Ah, ovviamente, andrà ai Mondiali del 2010. Non ci credete? Nella foto in alto, guardate il terzultimo dei 38 arbitri selezionati: cliccateci su per ingrandire. Il particolare della foto è qui in basso.

sabato 28 marzo 2009

Montenegro-Italia 0-2: scusate, ma quel fallo di Cannavaro è uno scandalo

Diciottesimo del primo tempo. Sullo 0-1 per l’Italia (Pirlo su rigore), errore di Palombo, Jovetic si butta come un falco e Cannavaro - ultimo uomo - scivola. Il capitano azzurro, da terra, alza la gamba. Fallo, che l’arbitro dà. Poi si avvicina a Cannavaro. Ci si aspetta il rosso. Logico, scontato. No: cartellino giallo. Regolamento calpestato da un arbitro strano. Da quel momento, partita in discesa. Pazzini raddoppia.

Avrei voluto vedere quello stesso arbitro in un altro stadio. Che so: il Bernabeu per Spagna-Italia, con Cannavaro che fa fallo da ultimo uomo. Che dite: avrebbe tirato fuori soltanto il giallo?

Due applausi. A un divino Pirlo, autore di un lancio meraviglioso che ha dato il via al raddoppio. E ai giocatori del Montenegro che, dopo il fallo di Cannavaro, si sono limitati a qualche timida protesta: in sei hanno circondato l'omino col fischietto per chiedere spiegazioni e poi si sono allontanati allargando le braccia. Lì c’era da vaffanculare l’arbitro per il resto del match. Altro che storie. Metti l'Italia in 10 per 72 minuti, e anche un mediocre Montenegro avrebbe potuto dare fastidio.

Ora sono curioso di verificare la sportività dei nostri mass media. Tanto attenti quando si tratta di evidenziare errori arbitrali contro l'Italia; ma così distratti se gli errori sono a favore.

[foto via figc]

martedì 10 febbraio 2009

Brasile 2 - Italia 0: una batosta inevitabile


Primo: Lippi non ha colpe. Il Brasile di oggi è due spanne superiore, dal punto di vista tecnico, all'Italia: il risultato di 2-0 è lo specchio del rapporto di forza. In un'amichevole non hai scampo contro i verdeoro. Perché la giochi quasi tutta sul palleggio e sulla corsa. Sicché non puoi usare le uniche armi a disposizione di chi è tecnicamente inferiore: i calci, le magliette tirate, le entrate laterali e da dietro, i contrasti di forza. Tutta roba che sfrutti in un match di un Mondiale. Ma fra amici non si può.

Infatti, l'equilibrio è arrivato quando l'Italia ha dimenticato ch'era un'amichevole e ha cominciato a randellare. Magari anche per via del nervosismo. Falli di frustrazione. Falli d'inferiorità tecnica.

Dunga, ct brasilero, ha avuto perfettamente ragione a incavolarsi per le entrate degli italiani. Specie quella di Perrotta su Ronaldinho, a gamba altina sullo stinco, è stata antipatica.

venerdì 10 ottobre 2008

Italia Under 21: la quote migliori per vincere le scommesse




Perché buttar via i tuoi soldi? Ragiona prima di scommettere. L'11 ottobre si gioca Italia-Israele Under 21, valida per le qualificazioni agli Europei. Allora, se vuoi piazzarci dei quattrini, ragiona con me.

In questo momento, Sisal ti dà le seguenti quote: 1 a 1,4; x a 3,9; 2 a 8. Invece, Snai offre l'1 a 1,35, l'x a 4 e il 2 a 8,5. Infine, su bwin abbiamo l'1 a 1,38, l'x a 4 e il 2 a 7,3.

Ricapitolando, vai su Sisal se vuoi puntare l'1 (1,4); su Snai o bwin per l'x (a 4); su Snai per il 2 (a 8,5).

Francamente, mi alletta di più l'1. E 1,4 mi pare addirittura altina come quota.

ps Queste informazioni non danno alcuna certezza di vincere. Non intendo causare un rischio per chi scegliesse di utilizzarle in una qualsiasi attività.

giovedì 9 ottobre 2008

Bulgaria-Italia: ora su Snai il 2 pagato meglio (1,9)




Bulgaria-Italia: siti di scommesse a confronto.

bwin offre la vittoria dell'Italia a 1,75;

Sisal a 1,85;

Snai a 1,9.

Io, se proprio voglio scommettere sulla vittoria dell'Italia, in questo momento gioco su Snai. Da non sottovalutare neanche il pareggio, pagato meglio da bwin a 3,35. Clicca sulle foto per vederle meglio, oppure vai ai link che ti ho evidenziato.

Se trovate quote più allettanti, segnalatemele. Comunque, suggerisco il 2.

ps Queste informazioni non danno alcuna certezza di vincere. Non intendo causare un rischio per chi scegliesse di utilizzarle in una qualsiasi attività.

giovedì 21 agosto 2008

E Lippi terrorizzò i mass media

Correva l'anno 1982. Nelle prime tre partite, l'Italia di Bearzot al Mondiale di Spagna faceva rivoltare lo stomaco ai topi. Il ct azzurro veniva criticato aspramente, e i giocatori sbeffeggiati dai mass media. Nel mirino, soprattutto Paolo Rossi, un fantasmino di carta velina che non vedeva mai la palla. Per via degli attacchi subiti, la Nazionale scelse il silenzio stampa. Parlava - si fa per dire - soltanto Zoff, il portierone che faticava a sbottonarsi con un "mah... no". Dopodiché, il pazzesco trionfo, con le leggendarie vittorie su Argentina, Brasile (tripletta pazzesca di Pablito), Polonia e Germania.

Che cosa ha cambiato quel Mondiale? Il modo di giocare a calcio? No. Ha spaventato i mass media. Che in seguito si sono guardati bene dal criticare Bearzot e la Nazionale, se non dopo l'esclusione al Mondiale del 1986.

Arriviamo al 2006. Prima dell'inizio dei Mondiali di Germania, Lippi viene criticato per le mancate convocazioni di Panucci e di qualche altro giocatore. In più, si guarda con sospetto a quella formazione muscolare, ma priva di fantasia. Risultato: una vittoria straordinaria contro la Germania, e poi la Francia.

Ed eccoci all'amichevole di qualche ora fa con l'Austria. Partita oscena. Gioco che rasenta lo zero. Scelte discutibilissime su giocatori prossimi alla pensione, che nulla hanno a che vedere con il Mondiale 2010. Critiche da parte dei mass media? Quasi niente. Il perché è presto detto: c'è il terrore di essere presi in contropiede. Cioè: io parlo male di Lippi e della Nazionale; poi questi imbroccano cinque partite giuste nell'estate del 2010 e mi devo rimangiare tutto. Una paura preventiva.

domenica 22 giugno 2008

Spagna-Italia: sconfitta meritata. E ora Lippi, grazie

La Banda Bassotti Spagna ci fa fuori con merito: è più forte dell'Italia. Specie in attacco, dove i furetti rossi ci han fatti diventare matti. Siamo anche stati fortunati, visto che per gli iberici c'era un penalty netto. I rigori han premiato i più bravi.

L'Italia ha fallito davanti: Toni non regge tutti quegli spostamenti; è una punta che ama restare fresco per segnare, ma Donadoni questo non l'ha capito. Io invece l'avevo previsto. L'unico guizzo è stato di Camoranesi prima e Di Natale poi: poco, rispetto a quanto costruito dalla Spagna.

La durissima legge dello sport adesso impone che Lippi prenda il posto di Donadoni, giacché il tecnico viareggino si è dimostrato più capace di motivare la rosa, nonostante non fosse superiore a questa. Ci affidiamo a Marcello nazionale per difendere il titolo di campioni del mondo: all'Europeo - fatta eccezione per la partita con la Francia - non siamo stati degni detentori della coppa.

sabato 21 giugno 2008

Donadoni: batti la Spagna e il mondo imiterà te e la tua Italia

Il suo esordio all’Europeo è stato distastroso: 3-0 dall’Olanda pieno zeppo di errori tattici. Ma poi si è ripreso con la Romania, e infine ha azzeccato in pieno la formazione con la Francia. Soprattutto, ha centrato il modulo tattico, che considero rivoluzionario: 4-3-2-1.

Come dite? Anche Ancelotti gioca così col suo Milan? Sì, però il modulo rossonero ad albero di Natale non ha lasciato il segno: si basava sulle individualità (Kaká e Seedorf), e la squadra era discontinua (arrivando molto distante dall’Inter in campionato).

Invece, l’Europeo è la competizione adatta per imporre al pianeta la propria visione del calcio. E allora forza Donadoni: batti la Spagna ed entrerai nella storia anche grazie alla tua rivoluzione tattica.

Qui la formazione che schiererei io per applicare suddetto modulo: Buffon. Quattro in difesa: a destra, Zambrotta; al centro, Panucci e Chiellini; a sinistra, Grosso. Tre di centrocampo arretrato: De Rossi, Aquilani (che può esplodere), Ambrosini. Due di centrocampo avanzato: Perrotta e Cassano. Unica punta: Toni.

foto qui

mercoledì 18 giugno 2008

Banda Bassotti Spagna: attacco da urlo, difesa che lascia cinque palle gol a partita

Fine anni 70: un genio che di nome fa Dan Peterson mette in piedi una squadra di basket straordinaria (Billy Milano) nonostante gli manchessero giocatori alti e pesanti. Quel quintetto meraviglioso viene soprannominato Banda Bassotti. Ecco, la Spagna mi ricorda il team di Peterson, perché schiera ragazzotti davvero bassi, specie se paragonati agli atleti olandesi, tedeschi e - in parte - italiani.

Centrocampisti e attaccanti spagnoli sono trottole impazzite che, quando cominciano a scambiarsi il pallone con triangolazioni rapide, non ti fan capire più niente. Villa, Silva e Torres compongono un trio d'attacco terribilmente concreto e cattivo: davanti alla porta non perdonano. Sono killer frenetici e famelici.

Tuttavia, anche le Furie rosse hanno un punto debole, che si chiama difesa: ho osservato con attenzione Puyol, e mi pare che non corra in modo naturale, come se avesse dolori a una gamba; Marchena è un lumacone, buono soltanto a colpire di testa; Sergio Ramos soffre l'uno contro uno bestialmente, e il signor Cassano è pregato di puntarlo più volte; Iniesta ha una tenuta atletica di 20 minuti.

Piccola dritta a Donadoni per ottenere cinque nitide palle gol: insista con un'unica punta (Toni), in modo da non dare riferimenti offensivi alla retroguardia iberica; e comandi ad Aquilani di lanciare in continuazione negli spazi Grosso, Cassano e Perrotta, i nostri tre più rapidi.

domenica 15 giugno 2008

Donadoni: il Milan dà, toglie e magari restituisce

Resterà per sempre un mistero il motivo per cui Donadoni ha inteso regalare almeno 70 minuti di Italia-Olanda 0-3. Infatti, nella partita d’esordio degli Europei il ct della Nazionale, ex strepitosa ala del Milan, ha calato un tris di centrocampo da brividi: Gattuso, Ambrosini, Pirlo. Ossia la mediana rossonera. Che nella più recente stagione ha fatto piangere, contribuendo al fallimento dell’annata: in campionato, il Milan è arrivato ad anni luce dall’Inter. Sì, durante il match con l’Olanda, Donadoni si è accorto di averla fatta grossa, e ha eseguito cambi in corsa per giocarsi quasi alla pari gli ultimi 20 minuti, ma ormai era tardi.

Dopodiché, per Italia-Romania 1-1, altra scelta sciagurata: Zambrotta, neoacquisto del Milan, messo a difendere a destra. Il ragazzo è reduce da mesi orribili al Barcellona, durante i quali è stato subissato di critiche dalla stampa spagnola. Perché allora piazzarlo fuori ruolo, quando già a sinistra aveva faticato da matti contro l’Olanda? Perché metterlo viso a viso con l’unico giocatore decente romeno, cioè Mutu? Il quale ha immediatamente capito l’antifona, puntando per tutto il match Zambrotta, fino al clamoroso errore del nostro sullo 0-1.

Ora, martedì 17 giugno, Olanda e Romania possono farci fuori. I Tulipani son già qualificati, e non hanno interesse a giocare alle morte; invece, i romeni devono vincere per passare il turno, e scenderanno in campo col sangue agli occhi. Sicché il rischio è che gli orange sbrachino, facendosi infilare a ripetizione dalla Romania.

Ma in che cosa spera Donadoni? Nella sportività del ct olandese, Van Basten, compagno di straordinari successi con la maglia del Milan: secondo il mister italiano, il Cigno di Utrecht farà di tutto per sconfiggere i romeni. Consentendoci in questo modo di passare il turno, sempreché l’Italia riesca a non farsi sculacciare anche dalla Francia.

Ecco, magari il cerchio si chiude: Donadoni ha ricevuto tanto dal Milan stellare di Sacchi a cavallo degli anni 80, ha pianto per via dei quattro rossoneri in maglia azzurra, e adesso potrebbe qualificarsi grazie a Van Basten, punta di diamante di una leggendaria squadra di Berlusconi.

foto qui