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sabato 6 dicembre 2008

Lazio-Inter 0-3: i nerazzurri sono uno spettacolo planetario


Dico quattro squadre italiane degli ultimi 30 anni. Nell'ordine di forza: il Milan di Sacchi del 1987-88 (il primo, quello che vinse lo scudetto facendomi divertire con un pressing mozzafiato); il Milan di Capello 1993-94 (accoppiata storica tricolore-coppa Campioni); la prima Juve di Lippi (col favoloso Vialli); la Roma di Liedholm che vinse lo scudetto. L'Inter di Mourinho entra di prepotenza fra quei dream team. Non so in che posizione: al momento, direi che è seconda. Specie dopo aver visto strapazzare la Lazio a Roma: 3-0.

Gli uomini di Delio Rossi non hanno avuto respiro. Contavo un giocatore della Lazio col pallone fra i piedi e due o tre dell'Inter addosso. Vedevo Foggia che per smarcarsi era costretto a bersi in dribbling un paio di avversari, per poi incartarsi da sé. Zarate, a un certo punto, ha avuto una crisi di nervi ed è entrato a forbice su Muntari: comprensibile; ogni volta, veniva chiuso in una gabbia nerazzurra.

Fra un pressing ossessivo che nasceva ai margini dell'area della Lazio e una chiusura difensiva, c'era spazio anche per numeri da capogiro di Ibra. Lo stadio intero ha applaudito un colpo di tacco con coefficiente di difficoltà elevatissimo: roba da taekwondo applicato al calcio. Per non parlare delle incontenibili discese di Maicon: quello entrerà nella storia come uno dei difensori di fascia destra più implacabili della storia.

Chiaro: emetto giudizi a neanche metà stagione. Chissà se e cosa l'Inter vincerà. Magari avrà un tracollo fisico; magari reggerà fino a maggio. Nessuno può dirlo. Stankovic, per esempio, stasera ha corso una maratona fatta di scatti di 20 metri: mi ha impressionato dal punto vista squisitamente atletico, prim'ancora che calcistico. Ma fra qualche mese come sarà messo?

Di certo, i nerazzurri stanno incantando il mondo. Complimenti a Mourinho. Per carità, spero di non sentire discorsi del tipo: "Non ha ancora vinto niente, né in Italia né in Champions". Sono affermazioni da tifoso becero. Io parlo di spettacolo purissimo, come acqua cristallina che sgorga dalla sorgente: il piacere di guardare una squadra che gioca a calcio. A prescindere dai colori. Proprio come il Milan di Sacchi: l'estetica applicata allo sport.

[foto via Flickr, album di Image Editor]

3 commenti:

  1. Muntari andava espulso...manca un rigore alla lazio.....uno ne avete fatto in fuorigioco.....uno su autorete....spettacolo planetario??????....diciamo che alla fine avete meritato di vincere...lasciamo perdere i paragoni con il milan la juve e la roma queste erano formazioni che dettavano legge in italia ..in europa ...nel mondo...voi nn riuscite a dettare legge nemmeno a Cipro.

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  2. Edy, confermo: Inter spattacolo planetario. Senza ragionare da tifoso. Così come, su questo blog, ho esaltato Del Piero, Ronaldinho, Lavezzi. Per amore dello sport.

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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