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giovedì 18 dicembre 2008

Incubo Milan: io difendo Ancelotti


Quando giocava, Ancelotti era una via di mezzo fra Gattuso e Pirlo: grinta, polmoni, potenza, coraggio, precisione. Più qualche entrata birichina di tanto in tanto per intimorire l'avversario. Un gladiatore come ce ne sono stati pochi: ha contribuito pesantemente ai trionfi della Roma e del Milan.

Adesso che fa l'allenatore, non credo che sia stato lui a volere una formazione con così pochi difensori e centrocampisti di sostanza. Proprio Carletto, che quando scendeva in campo ci lasciava giù l'anima e, spesso, le ginocchia. Non credo che abbia desiderato una squadra così sbilanciata in avanti, con così tante mezze punte, trequartisti e attaccanti leggeri. Proprio lui, abituato a lanciare la palla davanti a Pruzzo, Van Basten, Gullit.

Se il Milan fa pietà, le colpe non sono di Ancelotti. Un mister che è riuscito a portare a casa uno scudetto e una Champions con giocatori forti ma non irresistibili, e un'altra Champions (la seconda) con una squadra molto meno dotata delle concorrenti.

Dategli uomini all'altezza del Milan, e Ancelotti ritornerà a vincere. Adesso la distanza siderale dall'Inter, che domina per la terza stagione di seguito, diventa davvero fastidiosa per i tifosi rossoneri.

[foto via flickr.com/photos/buggolo]

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