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sabato 23 aprile 2011

Inter-Lazio 2-1. Nell’uovo di Pasqua, l’Inter trova la forza di sputare l’anima sul campo


Sotto di un gol (Zarate su rigore), e in 10 (espulso Julione). A quel punto, era davvero difficilissima. Non ci volevano gli schemi e la tattica; serviva il cuore. Personalmente, almeno sotto il profilo del coraggio, è stata la migliore Inter della stagione. Hanno sputato l’anima, tutti. Ne traggo quattro considerazioni.

1)
La mentalità è da grandissima squadra. Degno di chi non è mai stato in B e ha realizzato una tripletta che tutti invidiano e sminuiscono con rabbia. Devi fare così: se all’inizio Benitez ha fatto i disastri, se hai mille infortunati, se lo scudo ormai è (meritatamente) del Milan, hai il dovere di portarti a casa l’accesso diretto in Champions.

2)
Leonardo è amatissimo dai giocatori. Il meccanismo è identico in qualsiasi squadra: con le prime difficoltà, se l’allenatore è detestato, i calciatori tirano indietro la gambetta pensando alla prossima stagione. Durante Inter-Lazio ho visto i ragazzi che hanno lottato su ogni pallone.

3) La mia è solo un’umile opinione. Ero favorevole alla cessione di Ibrahimovic due anni fa: è arrivata la Champions. Ora sono contrario alla cessione di Sneijder e Maicon, dati in partenza dai mass media. Quei due si tengono, e si aggiungono pietre preziose per ripartire.

4) Di arbitri non parlo. Se no, divento ripetitivo. Comunque, ci siamo capiti... La protesta dello stadio è stata civile e simpatica. Viva la pañolada nerazzurra: lo sventolio, da parte di ogni tifoso, di un fazzoletto bianco. Siamo buoni, ma non cretini... Però, la prossima stagione, qualcosa dovrà cambiare a livello di arbitri e guardalinee: non si può continuare così.

foto Inter.it                                                                                                                                                                                                  

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