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sabato 20 settembre 2008

Campionato e Champions 2008/09: arbitri e guardalinee decisivi come non mai

Finale del campionato del mondo del 1978: l'arbitro italiano Gonella commette una serie di errori a favore dell'Argentina, che batte l'Olanda 3-1 ai tempi supplementari. La nostra giacchetta nera è in perfetta buona fede. Semplicemente, è inadeguato. Il motivo? Quell'incontro si giocò a ritmi elevatissimi, fra due squadre velocissime. Per l'epoca, si trattava di una rarità, cui né Gonella né altri erano abituati. Wikipedia parla di un "Gonella troppo condizionato dal caldissimo tifo del pubblico di Buenos Aires": è un'opinione.

Ma quella finale fece anche da spartiacque. Da allora, le partite decisive si sono disputate a mille all'ora, con atleti preparatissimi e sotto massima pressione. E gli arbitri? Sono rimasti indietro: molto più lenti e impacciati dei giocatori.

Un ritardo via via aumentato negli anni, specie dalla comparsa del Milan di Sacchi (squadra altamente spettacolare), che con il pressing mostruoso ha reso gli scontri a centrocampo molto più duri e frequenti.

Risultato: sempre più di frequente, un arbitro decide (senza volerlo) un incontro. Chi dice il contrario è un ipocrita. Basti pensare alla direzione di Ceccarini nel famoso Juve-Inter del 1998, che ammonì con grave ritardo Iuliano e Davids (andavano espulsi presto per i ripetuti falli su Ronaldo) e non vide il fallo da rigore dello stesso Iuliano sul brasiliano.

I giocatori approfittano della scarsa preparazione degli arbitri, protestando di continuo: è un reclamo costante, effettuato specie dai calciatori più importanti, quelli che la giacchetta nera ha più paura di ammonire o espellere. Si veda, in merito, il comportamento di Rizzoli che, mandato più volte a quel paese da Totti, non ha avuto l'ardire di espellere il romanista (aprile 2008).

Ma ancor più decisivi, spesso, sono quei signori con la bandierina in mano. Fateci caso; ci sono attaccanti che passano 90 minuti a dire ai guardalinee: "Avete sbagliato" (facendo segno di no col dito indice). Perché? Perché sanno bene che - a furia di protestare - prima o poi l'uomo in nero, se indeciso, cioè se trattasi di fuorigioco che si decide sui millimetri, tiene giù la bandiera gialla. Il guaio è che diventa sempre più complicato quel lavoro: la linea difensiva e quella offensiva si incrociano di continuo con grande rapidità.

Arrivo a oggi. Nella stagione 2008-09, il campionato italiano e la Champions saranno straordinariamente equilibrati. Ossia, ci saranno numerose partite decisive giocate alla morte, fino al novantesimo e oltre. Arbitri e guardalinee rischieranno di andare in tilt. Prevedo un numero enorme di errori, con vivaci proteste a tutto spiano. Come non era mai accaduto in passato.

[nella foto, il leggendario Moreno di Corea del Sud-Italia: in malafede? No: inadeguato, come tanti arbitri]

2 commenti:

  1. Mi spiace, ma ciò non è del tutto vero, in quanto la preparazione degli arbitri e degli assistenti si è evoluta moltissimo. Infatti ogni anno si sostengono test per tutta la stagione con la misurazione dei tempi sui 50, 200 e 3000 mt. Chi non sta nei requisiti torna a casa o viene fermato.
    Bisogna dire che l'arbitro corre 4/5 volte in più di un giocatore, deve prendere decisioni in 1/2 secondo....
    Non è aiutato dai giocatori, che fanno falli tattici o simulano in una maniere vergognosa.
    Abbiamo commentatori che chiedono moviola, palloni elettronici e poi vedi il caso di ieri sera, non sanno neanche la posizione dell'assistente, anzi come lo chiamano gli ignoranti del calcio guardalinee.
    Di Moreno c'é ne uno solo di Ceccarini anche, mentre di Collina ce ne sono 33.000 numero degli arbitri in Italia!!!
    Ciao il Segretario

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  2. Ciao Segretario, e grazie per il tuo interessante contributo. Io credo che il problema stia alla radice, sia in Italia sia a livello di Uefa e Fifa. Cioè: chi sceglie gli arbitri? Come si fa a diventare arbitri? Perché un arbitro fa carriera? C'è meritocrazia? Oppure si va avanti per altri misteriosi meriti?
    Perché gli errori degli arbitri, e ancor più dei guardalinee, sono sempre di più e sempre più gravi.

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