sabato 7 febbraio 2009

Lecce 0 - Inter 3: in ritardo, i mass media si accorgeranno di Santon


Straordinaria prova di forza dell'Inter a Lecce, campo difficilissimo: uno 0-3 che non ammette repliche. I nerazzurri son partiti subito forte, con Stankovic che divora un'occasione gol e Ibra che infilza i giallorossi quasi subito. Julio Cesar salva su colpo di testa ravvicinatissimo: sono amnesie difensive che non puoi permetterti contro Milan o Manchester, attenzione. È questo l'unico neo di un match d'oro.

Ma è nel secondo tempo che la squadra di Mou dà il meglio. Maicon sbaglia da due passi su "assist" di un difensore del Lecce. Dopodiché ci pensa Santon a dare un assist splendido a Figo, dopo una delle sue numerose sgroppate. Il ragazzo è stato fra i migliori. Difende, contrasta, scende. L'ho detto subito (il 21 gennaio 2009) che è un fuoriclasse: vedi qui. Adesso anche i mass media lo diranno: ehi, questo è forte. In ritardo, con calma, però poi ci si arriva. Se Santon impara a giocare meglio col sinistro, diventa una stella del calcio mondiale.

Infine, lo 0-3 di Stankovic, su stacco imperioso.

Segnalo un Balotelli che, in cinque minuti, ha corso quanto in cinque partite. La cura Mourinho dà i suoi frutti.

mercoledì 4 febbraio 2009

La cometa nerazzurra del 24 febbraio 2009, proprio la notte di Inter-Manchester!


Via Unione astrofili italiani, in corsivo:

Il mese di Febbraio corrisponde al periodo di miglior visibilità della cometa C/2007 N3 (LULIN). Essa si sposterà praticamente lungo la linea dell'eclittica, attraversando le costellazioni della Bilancia, Vergine e Leone. Secondo le ultime osservazioni, ci si aspetta che nel mese di Febbraio possa raggiungere la sesta magnitudine circa; il miglior periodo per tentare di rintracciarla si avrà nella seconda quindicina del mese, quando la LULIN sarà sufficientemente alta sull'orizzonte senza la luce della Luna.

Da notare come la velocità di spostamento apparente sulla volta celeste aumenterà in maniera sensibile proprio nello stesso periodo, a causa del passaggio al perigeo della cometa, che verrà toccato il 24 Febbraio con la LULIN a 0,4 Unità Astronomiche dalla Terra (circa 60 Milioni di Km). Si segnala la singolare congiunzione tra la cometa LULIN ed il pianeta Saturno prevista tra il 23 ed il 24 Febbraio, difatti la cometa transiterà meno di 2 gradi a sud del pianeta inanellato. I rapporti osservativi pervenuti alla Sezione Comete UAI a partire dalla metà del mese di gennaio, indicavano un oggetto "abbastanza luminoso e facile da vedere nonostante la bassa altezza sull'orizzonte e l'inquinamento luminoso", senza tuttavia mostrare dettagli particolari all'osservazione visuale.

Diverso il discorso per le riprese CCD a lunga esposizione: in tal caso, si evidenziava infatti una doppia appendice caudale: verso Ovest era visibile la coda di ioni, molto ramificata; invece verso Est, cioè in direzione solare, si osservava una sottile coda di polveri, anzi meglio, un'anti-coda. In questo caso tale struttura è dovuta, come nella maggior parte dei casi, ad un effetto prospettico che si origina quando la Terra attraversa il piano dell'orbita cometaria. Sarà interessante constatare come cambierà nel corso del mese di Febbraio l'aspetto della LULIN, poiché ci troveremo ad osservare la cometa quasi di fronte (con ogni probabilità, questo provocherà un "accorciamento" nella lunghezza della coda percettibile).

Invitiamo gli astrofili ad eseguire osservazioni di questa cometa sia visualmente che tramite riprese fotografiche o CCD: la Sezione Comete UAI ha in programma di seguire l'evoluzione dell'astro a cavallo del suo passaggio al perigeo, quando potrebbe essere interessante ricercare all'interno della sua chioma la presenza di eventuali strutture legate all'attività del nucleo cometario.

Avete capito? La notte di Inter-Manchester, il 24 febbraio, la cometa C/2007 N3 (LULIN) è probabile che si mostri in tutta la sua bellezza. Le comete, si sa, appaiono un po' nerazzurre... Qual è il significato di tutto questo?

[foto via comete.uai.it]

martedì 3 febbraio 2009

Ma Mourinho rischia di pagare colpe non sue


L'Inter non vince la coppa Campioni (oggi Champions League) dal 1965. Quindi, in Europa non vince dal 1965, giacché la coppa Uefa (come la vecchia coppa delle Coppe) vale quanto un due di picche (così è anche se il Milan dovesse vincerla: mi auguro che all'improvviso i mass media non cambino idea). Il fatto è che Mourinho, al primo anno di Inter, potrebbe pagare i 44 anni di digiuno europeo. Già, si ritrova di fronte la squadra più forte del mondo (e una delle più temibili di ogni tempo), il Manchester United, e deve fare il miracolo: dare una dimensione europea all'Inter.

Sì, tutto d'un fiato; tutto d'un tratto. Come se Mourinho fosse all'Inter da una vita. D'altronde, a Milano così funzionano le cose: c'è una pressione tremenda sui nerazzurri. Provate a chiedere a Quaresma quant'è pesante quella maglia...

Dal Manchester in poi, Mourinho può spiccare il volo ed entrare nella storia dell'Inter. Oppure rischia di essere spernacchiato dai mass media.

Sarà apoteosi calcistica o dramma sportivo.

[foto via Manchester United]

lunedì 2 febbraio 2009

Inter, via Quaresma. Oh, un allenatore senza fisime: Mourinho


Novantanove allenatori su 100 hanno almeno una fissazione stravagante, priva di fondamento. In genere, il capriccio irragionevole e bizzarro riguarda un calciatore. Il mister nerazzurro Mourinho pareva ne fosse affetto anche lui, visto che tanto aveva desiderato e tanto insisteva su Quaresma. Poi, d’un tratto, la liberazione: il ragazzo portoghese va al Chelsea. Nel mio piccolo, avevo visto giusto: qui.

Due volte complimenti a Mourinho.

1) Ha ammesso di aver sbagliato ad aver chiesto a Moratti di comprare Quaresma [update: avevo scritto Mourinho: grazie Entius per la segnalazione!]. S’è accollato la responsabilità dell’errore.

2) S’è liberato di Quaresma appena ha potuto.

Non so quanti altri allenatori si sarebbero comportati così. Magari avrebbero indugiato, traccheggiato. Ci sono mister che restano in eterno nell’indecisione, nella fascia grigia del “forse, ma, chissà”; un po’ come certi capi-uffici e responsabili aziendali: sconfinatamente lamentosi, però senza mai prendere iniziative tese a risolvere i problemi. Invece, Mourinho ci è andato giù con l’accetta. Un bene per lui, per Quaresma, per la società e per i tifosi.

Sì, Quaresma è un investimento sbagliato di Moratti su indicazione di Mourinho. Ma Mourinho è un investimento azzeccato da parte di Moratti.

domenica 1 febbraio 2009

Inter-Torino 1-1: questione di gambe e di Quaresma


Per l’Inter, correre per raggiungere tre traguardi (scudetto, Champions e coppa Italia, oltre alla Supercoppa italiana già vinta) è una faticaccia inaudita. Specie in Italia, il cui campionato è molto più pesante che altrove. Ma tant’è: i nerazzurri ci provano. E così Mourinho si porta a casa un 1-0 striminzito con la Samp e un 1-1 con il Torino.

Splendido il gol granata di Bianchi; imperioso lo stacco dell’1-1 di Burdisso.

La mia idea è semplice: durante la pausa invernale, i nerazzurri hanno lavorato per arrivare al 100% al doppio appuntamento con il Manchester United. Di qui, le prestazioni così così in casa contro Samp e Toro. Perché, se giochi a san Siro, con l’avversario che fa muro, per sfondare devi effettuare una serie di scatti che alla lunga sfianca. In questo momento, l’Inter non ha la benzina per piazzare le accelererazioni brucianti necessarie.

A tutto questo, si aggiunga la paura di Quaresma. Sì, paura. Paura dello stadio, dei fischi dei tifosi. Quella nerazzurra è una maglia pesantissima: occorre personalità per indossarla. Per ora, il portoghese non ne è dotato. Eppure Mourinho l’ha comprato proprio per fare da apriscatole: se l’avversario si chiude, è indispensabile uno capace di saltare l’uomo e crossare. Cosa che Quaresma non fa. Addirittura, arriva a mangiarsi il gol del 2-1, da solo davanti a Sereni (portiere del Toro: migliore in campo).

Complimenti al Toro, bello oggi a San Siro come non mai.

Inguardabile l'arbitro Bergonzi, che non vede un rigore netto a favore dell'Inter, per fallo di mano. C'era anche l'assistente, direte. Sì, pure lui non ha visto nulla. Quattro occhi bastano. Non mettete altri arbitri in campo, per carità. Il risultato sarebbe che a sbagliare diventano in tre o quattro tutti assieme appassionatamente.

[foto via Torino]