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lunedì 2 febbraio 2009

Inter, via Quaresma. Oh, un allenatore senza fisime: Mourinho


Novantanove allenatori su 100 hanno almeno una fissazione stravagante, priva di fondamento. In genere, il capriccio irragionevole e bizzarro riguarda un calciatore. Il mister nerazzurro Mourinho pareva ne fosse affetto anche lui, visto che tanto aveva desiderato e tanto insisteva su Quaresma. Poi, d’un tratto, la liberazione: il ragazzo portoghese va al Chelsea. Nel mio piccolo, avevo visto giusto: qui.

Due volte complimenti a Mourinho.

1) Ha ammesso di aver sbagliato ad aver chiesto a Moratti di comprare Quaresma [update: avevo scritto Mourinho: grazie Entius per la segnalazione!]. S’è accollato la responsabilità dell’errore.

2) S’è liberato di Quaresma appena ha potuto.

Non so quanti altri allenatori si sarebbero comportati così. Magari avrebbero indugiato, traccheggiato. Ci sono mister che restano in eterno nell’indecisione, nella fascia grigia del “forse, ma, chissà”; un po’ come certi capi-uffici e responsabili aziendali: sconfinatamente lamentosi, però senza mai prendere iniziative tese a risolvere i problemi. Invece, Mourinho ci è andato giù con l’accetta. Un bene per lui, per Quaresma, per la società e per i tifosi.

Sì, Quaresma è un investimento sbagliato di Moratti su indicazione di Mourinho. Ma Mourinho è un investimento azzeccato da parte di Moratti.

domenica 1 febbraio 2009

Inter-Torino 1-1: questione di gambe e di Quaresma


Per l’Inter, correre per raggiungere tre traguardi (scudetto, Champions e coppa Italia, oltre alla Supercoppa italiana già vinta) è una faticaccia inaudita. Specie in Italia, il cui campionato è molto più pesante che altrove. Ma tant’è: i nerazzurri ci provano. E così Mourinho si porta a casa un 1-0 striminzito con la Samp e un 1-1 con il Torino.

Splendido il gol granata di Bianchi; imperioso lo stacco dell’1-1 di Burdisso.

La mia idea è semplice: durante la pausa invernale, i nerazzurri hanno lavorato per arrivare al 100% al doppio appuntamento con il Manchester United. Di qui, le prestazioni così così in casa contro Samp e Toro. Perché, se giochi a san Siro, con l’avversario che fa muro, per sfondare devi effettuare una serie di scatti che alla lunga sfianca. In questo momento, l’Inter non ha la benzina per piazzare le accelererazioni brucianti necessarie.

A tutto questo, si aggiunga la paura di Quaresma. Sì, paura. Paura dello stadio, dei fischi dei tifosi. Quella nerazzurra è una maglia pesantissima: occorre personalità per indossarla. Per ora, il portoghese non ne è dotato. Eppure Mourinho l’ha comprato proprio per fare da apriscatole: se l’avversario si chiude, è indispensabile uno capace di saltare l’uomo e crossare. Cosa che Quaresma non fa. Addirittura, arriva a mangiarsi il gol del 2-1, da solo davanti a Sereni (portiere del Toro: migliore in campo).

Complimenti al Toro, bello oggi a San Siro come non mai.

Inguardabile l'arbitro Bergonzi, che non vede un rigore netto a favore dell'Inter, per fallo di mano. C'era anche l'assistente, direte. Sì, pure lui non ha visto nulla. Quattro occhi bastano. Non mettete altri arbitri in campo, per carità. Il risultato sarebbe che a sbagliare diventano in tre o quattro tutti assieme appassionatamente.

[foto via Torino]

mercoledì 3 settembre 2008

Caro Quaresma, Mourinho ti permetterà soltanto la trivela. E la rabona? Al massimo, sul 5-0

Dalla Gazzetta dello Sport online di poche ore fa, una foto di Quaresma che fa la rabona. Nella dida, viene confusa con la trivela. Questo piccolo errore - poi scomparso - mi dà lo spunto anzitutto per chiarirvi la differenza fra i due colpi.

1) Trivela. L'uso dell'esterno del piede (destro nel caso di Quaresma) sia per crossare sia per tirare, quando sarebbe lecito attendersi un colpo con il sinistro.

2) Rabona. È un movimento per colpire la palla. Si sposta il piede con cui si calcia (nel caso di Quarema, il destro) dietro il piede di appoggio, incrociandolo con quest'ultimo. Risultato: un cross abbastanza teso o - più raramente - un tiro morbido.

Ma Quaresma si esibirà in quei due colpi? Per quanto riguarda la trivela, sì, e spesso. Perché trattasi di giocata efficace; dà fastidio ai portieri. E la rabona? È più spettacolare che altro. Credo che Mourinho dica al ragazzo: fallo se mai saremo sul 5-0 a pochi minuti dalla fine. Ma magari l'attaccante portoghese non gli darà retta...

venerdì 29 agosto 2008

Quaresma? Cara Inter, ha tanti pregi. Ma anche qualche difettuccio...

Da bravo affamato di calcio, non mi perdo nessun talento in circolazione: dal vivo o in tv, mi piace intuire caratteristiche e prospettive di ogni giovane. Quaresma lo seguo dai tempi dello Sporting Lisbona, anno 2001, quando il nostro aveva 18 anni. Di lui, mi ha sempre colpito una dote innata: lo stop rapido, ossia la capacità di mettere per terra e rapidamente la palla, anche quando il campo è gibboso. È rara maestria. Presiosa come l'ossigeno, per un'ala qual è.

È inoltre esaltante nel doppio passo. Ti punta e non sai dove ti vuol scappar via, anche perché - un po' come Donadoni - crossa con entrambi i piedi. Stupendo anche il suo modo di calciare da fuori, quasi con tre dita: in questo è simile assai a Roberto Carlos.

Tuttavia, adesso vi narro dei suoi difetti. Il guaio è che in questi anni, pur migliorando le qualità, non ha eliminato né limato i vizi che vado a dirvi.

1) Quando perde la palla, se ne sta là davanti a ripensare a chissà cosa. Non chiedetegli di tornare dietro a pressare: è tendenzialmente pigro.

2) Gradisce pochissimo i contrasti di spalla; spesso li perde. Dovrebbe irrobustirsi.

3) Garantisco che di testa non la tocca quasi mai. Pare si scansi se dalle sue parti arrivano palloni alti. Che il ragazzo sia bassino non c'entra: è indole.

A Mourinho il compito di cancellare i difetti ed esaltare le virtù del fortissimo Quaresma.