Cerca nel blog

lunedì 8 giugno 2009

Federer attento, l'"erba battuta" di Wimbledon può fregarti ancora



Da prima che Federer vincesse il Roland Garros, lo considero il più grande tennista di ogni epoca: vedi qui. Mi fa tanto piacere che adesso altri la pensino come me. Tuttavia, siamo di fronte a un paradosso epocale. Roger ha trionfato in Francia su una terra rossa molto particolare, che ricordava assai da vicino il cemento. Magari sarà stato il vento che ha spazzato via il mattone colorato, sta di fatto che le palline - dopo il rimbalzo - schizzavano via più veloci, proprio come sul cemento. Un Roland Garros, almeno il centrale, quanto mai lontano dall'edizione 2008, assai terraiolo. Viceversa, a Wimbledon 2008, s'è giocata la finale Nadal-Federer su un'"erba battuta": il rimbalzo era altissimo e lentissimo. Condizioni ideali per il maiorchino; non proprio l'ottimo per Re Roger.

Guardate il video in alto: c'è una bella differenza fra l'erba del 2003 e quella del 2008. Mi sa che non solo è migliorato Rafa, ma le condizioni del terreno sono più consone al gioco dell'iberico. Un'"erba rallentata" su misura.

Adesso, è arrivato il tetto magico anche a Wimbledon, che coprirà il centrale in caso di maltempo. Il guaio è che il campo rischia di diventare ancora più lento: sabbie mobili per Federer. Tutto dipende da come verranno regolate temperatura, umidità, condensa del centrale, anche e soprattutto quando sarà attiva la copertura. Non condivido l'equazione "gioco al chiuso = palla più veloce". Qui c'è in ballo l'erba, per giunta in uno stadio da 15.000 persone: il terreno deve assolutamente restare secco. L'esempio di San Siro dovrebbe far riflettere: quello che una volta era il tempio del calcio, ora è un campo di patate, proprio a causa della copertura (così dicono i tecnici).

Inoltre, andrà valutato se l'erba sarà cortissima: bastano quattro millimetri in meno per trasformare il manto erboso in una "terra verde". Il vero problema per lo svizzero riguarderà il servizio, specie la seconda: l'effetto in kick potrebbe risultare ancora meno velenoso che in passato, perché non ci sarà più l'erba vera che fa slittare la sfera, ma l'"erba battuta" che alza la traiettoria e ammazza il taglio impresso alla palla, la quale arriva più addomesticabile sulla racchetta del ribattitore. Roba da terraiolo. Roba da Nadal. Occhio, divino Federer.

In caso di "terra battuta", non so neppure se a Federer converrà inarcare troppo la schiena durante il servizio, sulla seconda palla in particolar modo. Dare la rotazione maligna con un grande e prolungato sforzo fisico può non pagare se il campo neutralizza la cattiveria del kick. A quel punto, gli sarà più utile piazzare un maggior numero di prime palle, rischiando meno, oppure sparare la seconda un po' più piatta. Certo, così diventerà un Federer meno aggressivo...

3 commenti:

  1. Analisi veramente interessante, come sempre.

    Roger Federer a Roland Garros e a Madrid ha cambiato tipo di gioco, gioca quasi sempre da fondo.

    Ormai non ha più lo "sguizzo" di una volta :-)

    RispondiElimina
  2. Ormai da anni l'erba di Wimbledon somiglia più ad una terra battuta verde..e le ottime finali giocate da Nadal su questa superficie dimostrano come per alcuni aspetti questo terreno maligno offra maggiori carte da giocare al maiorchino, che su un erba "vera" forse potrebbe portare a casa un set, forse.

    Intendiamoci, Nadal è un fenomeno, ma qui si discute solo di come la superficie possa esaltare le rotazioni maligne del mancino, piuttosto che il tennis elegante di Federer. E allora, l'incertezza regnerà anche a Londra, nonostante Federer parta comunque favorito.

    RispondiElimina
  3. Analisi perfetta. La prova che qualcuno si ostina a voler negare, solo perché troppo tifoso. Nessuno è così cieco da disconosce il valore di Nadal, ma con l'insidiosa erba del 1984, avrebbe faticato contro gente tipo Mayotte o Kriek (e fatto un pellegrinaggio a Lourdes, in caso di semifinale ai championships). Saluti. Picasso-scasso.

    RispondiElimina