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lunedì 4 ottobre 2010

Se l’Inter torna una bambina isterica. Simpatica perché non vince


C’era una volta un’Inter che aveva giocatori puttanieri e tiratardi, un’Inter senza regole né disciplina. Tanti campioni senza squadra. Tante dita che non formavano un pugno. Perdeva ed era simpatica agli avversari.

Poi è arrivato Roberto Mancini e le cose hanno cominciato a cambiare. In squadra però c’erano personaggi irrecuperabili come Adriano e Martins. L'assenza di coesione interna la pagavi nelle notti decisive di Champions: mancava sempre un millimetro, quel pelino che ti fa vincere.

La svolta con Mourinho: abolizione delle cretinate comportamentali, isterismi femminei rasi al suolo, silenzio assoluto di fronte a un unico allenatore, con in testa la pazzesca idea della Champions. È arrivata addirittura la tripletta, come mai nessuno in Italia.

A “rompere” rimaneva solo Balotelli, che è stato emarginato a favore del gruppo: la finale di Champions l’ha vista col cannocchiale. Ci hanno detestato tutti: così forti, fieri. Così imbattibili e arroganti. Così spocchiosi e strafottenti. Così tanto Mourinho.

E adesso che succede? Io rivedo la stessa Inter pre Mancini. Un clamoroso doppio passo indietro.

1) Assisto a comiche molto fastidiose. Chivu a Roma che spiega a Benitez come ci si deve sistemare a sinistra. Maicon a San Siro che urla al mister quali giocatori vanno sostituiti (vedi Biabiany).

2) Con Mourinho, in campo andavano solo i più in forma. Coppa Italia inclusa. A San Siro ho visto una cosa brutta: Milito dentro, anche se non stava in piedi. Non capisco: se Biabiany si rompe, lo cambi con Mariga e sposti Stankovic a destra. Lasciando che Coutinho si esprima al meglio a sinistra, come col Werder.

3) Eto’o fa il fenomeno come centrattacco? Benissimo: Benitez lo sposta a sinistra per piazzare in mezzo Milito. Inconcepibile. Se Milito non è in grado di reggere fisicamente, riposa in panca o in tribuna: non lo prescrive il dottore che l’argentino debba giocare. Torni il Principe che era e riavrà il suo posto.

4) Che noia tutto quel buonismo prima di Inter-Juve. Ma dove siamo, all’oratorio? L’Inter storicamente viene caricata a pallettoni da allenatori istrionici: Herrera e Mourinho. È nel Dna dell’Inter la ferocia agonistica trasmessa da chi siede in panca.

5) Che angoscia la storia degli infortunati e della stanchezza. Così si offre un alibi continuo ai giocatori, al contempo mortificando chi ha sostituito i titolari.

6) Cos’è questa lagna che l’Inter sta diventando più simpatica? Non gradisco. L’Inter dev’essere odiata, malsopportata. Deve vincere e farsi insultare ogni volta che passa sulle macerie degli altri. L’Inter gioca da sola, senza amici, tantomeno Juve e Milan, che hanno limonato per anni quando vincevano solo loro due. Pareggi con la Juve invece di suonargliele e torni d’improvviso simpatico. No grazie. Si prega di essere bastardi e vincenti. Voglio un’Inter bellissima, cattiva, detestata, invidiata.

Io spero solo che si tratti di un periodo di ambientamento per Benitez, che reputo uomo intelligente. Sta lentamente scoprendo l’Inter, mai stata in serie B e unica a piazzare la leggendaria tripletta: che lo spagnolo lo ricordi alla stampa e agli avversari ogni tanto. Qui servono iniezioni di adrenalina, altrimenti la stagione prende una bruttissima piega.

[Nella foto, la squadra per club più forte e invidiata di tutti i tempi]
                                                                                         

9 commenti:

  1. La stagione prende una bruttissima piega già dall'aula 216 di Napoli.
    Nelle tue elucubrazioni ti manca la costruzione di una forza caduta dal cielo dalla farsa nel 2006.
    Il tempo è galantuomo e la spocchia e l'arroganza tornano sempre ai legitimi proprietari. Come tornano ai legittimi proprietari le barzellette. Mou che è persona mediatica e intelligente lo aveva capito. L'Inter stava stretta per uno abituato a parlare come lui. Meglio Madrid, dove la sfida col Barça è più stimolante.
    Comunque Benitez è l'unica garanzia di vittoria che avete, se il vostro presidente petroliere non gli mette becco, tornando dall'angolo dove Mou lo aveva relegato.

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  2. Antonio, all'appello manca una mezza dozzina di scudetti vinti dalla Juve in modo fortunoso: vedi arbitri. Stendo un velo pietoso sulla vicenda Cassazione-doping. Sì, il 2006 è stata una farsa: altro che serie B, qui come minimo Juve e altre dovevano ripartire dalla C. Aspetta che Benitez capisca come girano le cose in Italia, poi vedi se non esce allo scoperto anche lui.

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  3. Ho capito. Leggi solo la Gazzetta dello sport!
    Pare che a Napoli le cose vadano diversamente ed i fatti sono stati altri.
    Un rispettoso saluto.

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  4. Antonio, sai bene anche tu che la vicenda doping fu il vero scandalo...

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  5. Ci mettiamo in un vespaio Alessandro.
    Se tu mi devi parlare di doping ed io rispondere di passaporti falsi, rischiamo ciascuno di offendere l'intelligenza dell'altro.
    Sul doping comunque mi pare che ci siano delle sentenze definitive: assoluzione per la Juve, condanna per un medico. Ma anche così non affrontiamo con intelligenza il problema. Come farsopoli, i problemi per il calcio sono rimasti. Anzi nel doping peggio. Perchè nei grandi club la salute degli atleti è sempre monitorata (almeno nell'ultimo ventennio), mentre nei club dilettantistici o di periferia si rischia la vita.

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  6. Antonio, per i passaporti l'Inter ha strapagato. Per il doping, nessuno ha pagato. Anzi, ricordo che Kallon dell'Inter venne beccato... Ma ti pare possibile? Comunque, torniamo alla vera questione: Benitez sta sbagliando quasi tutto. Difesa alta, dichiarazioni alla camomilla, Coutinho a destra. Gli diamo tempo fino all'Intercontinentale: se la buca, secondo me verrà messo in seria discussione. Altrimenti potrà giocarsi le sue carte con maggiore tranquillità.

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  7. Non vedo cosa abbia pagato l'Inter. L'unica cosa che l'Inter ha pagato prima del 2006 era l'incapacità di vincere sul campo perchè aveva avversarie più forti a parità di partecipazione al sistema. Le grigliate possono essere cucinate in maniera diversa tra cuochi, e per dirla col pm Narducci, piaccia o non piaccia...sempre grigliate sono!
    Sul doping se nessuno ha pagato vuol dire che qualcuno ha lavorato male, oppure era troppo vanesio.
    Su Benitez son di parte. Come allenatore a me piace molto, anche se non so quanto sia ideale per l'Inter.

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  8. Doping: prescrizione. La Cassazione è stata chiara. Benitez: per ora è un mezzo fallimento. Mi diverte però che uno juventino difenda un allenatore dell'Inter, poco gradito a un interista! Grazie per la tua partecipazione, Antonio, e alla prossima.

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  9. Su Benitez non difendo l'Inter, ho sempre ammirato il tecnico, anche se a Liverpool ha ciccato sempre la premier che era un obbiettivo. In compenso ha riportato la champions, e che champions!
    Saluti

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