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lunedì 7 settembre 2009

Us Open: una divina Pennetta fa miracoli e schianta la Zvonareva

Ho appena assistito a un incontro di tennis memorabile: Pennetta-Zvonareva, ottavi di finale degli Us Open. Di sicuro, il più importante che abbia mai visto disputare a una tennista italiana. Partiamo infatti da questo numero: 7. Che è la posizione in classifica della russa Vera Zvonareva. Un dato reale, anche se il computer (o meglio, chi l’ha programmato) sbaglia assegnando il numero uno alla Safina. Ebbene, la Pennetta ha sconfitto una Zvonareva imbestialita, compiendo a ripetizione prodigi atletici prim’ancora che tennistici.

Il match. La russa inizia al rallentatore, perdendo subito il servizio. Poi, sul 2-0 in proprio favore, la Pennetta cede di schianto: primo set alla Zvonareva per 6-3 in 31 minuti. Nel secondo set, comanda ancora la bionda dell’Est, ma Flavia ha l’intelligenza di attendere un primo calo dell’avversaria, che giunge nel settimo gioco: break e 4-3 per la brindisina. Però la Zvonareva si riprende e arriva sul 5-5, dove salva una palla break, salendo quindi 6-5. Qui l’italiana gioca il game della vita, che mi rimarrà negli occhi per sempre: 18 punti tiratissimi, quattro match point per la russa, il coraggio della Pennetta che spara tre vincenti, il braccino della Zvonareva che commette un errore non granché forzato. Si approda incredibilmente al tie break, quando la nostra pareva spacciata.

Anche il tie break entra nella leggenda del tennis italiano. Flavia sale 3-1, ma vede ancora la morte in faccia: 6-4 per la russa, per un quinto e un sesto match point a favore. Altri due vincenti di Flavia: si chiude 8-6 per l’italiana.

Nel terzo set, l’incontro è virtualmente finito. La Zvonareva è psicologicamente distrutta, la Pennetta ha la carica di superwoman, grazie anche alle continue ovazioni dei 20.000 spettatori dello stadio Arthur Ashe: 6-0 dopo 2 ore e 27 minuti.

La Pennetta è stata eroica: 99 ragazze su 100 sarebbero crollate di fronte all’aggressività della Zvonareva e non avrebbero retto lo stress dei continui match point contro. È una campionessa che ha giocato da fuoriclasse, dando il meglio nei momenti decisivi. A mio giudizio, la chiave del match è rappresentata dalla diagonale di rovescio: la Zvonareva tende a sbattere le avversarie fuori dal campo, per poi uccidere il punto con un dritto successivo. La Pennetta è stata brava a limitare le esplosioni della russa, ritornandole rovesci profondi senza perdere metri. Notevole anche la freddezza nelle seconde di servizio dell’italiana. Infine, che meraviglia quel dritto di prepotenza con cui spacca la pallina, senza paura.

Purtroppo, però, temo che gli Us Open di Flavia finiscano qui. Nei quarti incontrerà una certa Serena Williams (reale numero uno), che ha appena massacrato in due set la slovacca Daniela Hantuchova. È ingiocabile. È uno schiacciasassi che ti rovina. La Pennetta è stata sfortunatissima: ai quarti, con un sorteggio meno cattivo, avrebbe potuto trovare una qualsiasi altra avversaria, di sicuro più abbordabile dell’implacabile Serenona. Oltretutto, la Pennetta se la ritroverà di fronte dopo un’epica battaglia sul cemento, che logora muscoli, tendini e cervello: proprio per questo, molti maschietti si sono ritirati nelle scorse ore.

Ora vedo le quote dei bookmaker. Se la Pennetta è data a tanto, qualche euruccio su di lei lo punto…

2 commenti:

  1. Caro Alessandro,
    concordo pienamente con la tua analisi della partita. Flavia si è comportata da vera professionista soprattutto nei due momenti più importati!
    Mi spiace che nessun nostro italiano si comporti in altrettanta maniera, anzi.....
    speriamo che prima poi arrivi un campione vero!!!

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  2. Ciao Cri, in effetti i maschietti fanno piangere. Forse, sarebbe bene che l'Italia di Davis uomini precipitasse in serie C, che è la nostra dimensione attuale: una purificazione per rinascere. Grazie per il tuo prezioso contributo.

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