sabato 14 marzo 2020

Audio Whatsapp della presunta avvocatessa: durissimo comunicato della Camera Penale di Brescia

Impazza un audio Whatsapp su come difendersi se si viene fermati mentre si circola senza giustificato motivo (decreto Conte per l’emergenza coronavirus). La presunta avvocatessa Simona Veneri dello Studio di Maurizio Sorrentino di Brescia spiega come evitare di trovarsi il casellario giudiziale segnato. Occhio a seguire questi Whatsapp. Sentiamo il durissimo comunicato della Camera Penale di Brescia:

“Nel corso della giornata odierna sono giunte alla nostra attenzione numerose segnalazioni riguardanti un messaggio vocale, che una nostra iscritta avrebbe registrato e diffuso, con il quale vengono illustrati profili giuridici, iter processuali e rimedi difensivi connessi alla violazione dell’art 650 c.p.

Il suindicato vocale ha ormai raggiunto moltissime persone, ottenendo una diffusione su scala nazionale.

Riteniamo che il contenuto di quel messaggio vada fermamente stigmatizzato. In un momento difficile come quello che tutti stiamo affrontando l’avvocato deve avere chiara la sua funzione sociale.

Non è tollerabile propagare messaggi che possano ingenerare confusione tra la popolazione, già estremamente provata in questo momento di grande sacrificio sociale e che possono concretizzare una violazione dei principi deontologici che ispirano la nostra professione.

Auspicando che la nostra collega possa fornire i dovuti chiarimenti agli organi innanzi ai quali sarà eventualmente chiamata a rispondere, unici autorizzati ad emettere un giudizio, riteniamo opportuno inviare la presente al Collegio dei Probiviri della Camera Penale della Lombardia Orientale per le valutazioni di competenza”.

Come dice il comunicato, non è dato sapere se l’audio sia stato veramente registrato dall’avvocatessa. E comunque, quell’audio Whatsapp parla di un’ammenda. C’è un invito “a non pagare subito”. Ma come si fa a pagare subito? Attenzione: chi decide le sorti (arresto o ammenda) della persona segnalata dalle forze dell’ordine è il giudice. Per favore, non scherziamo su queste cose delicatissime.

Morale: attenetevi solo alle comunicazioni ufficiali. “Non è tollerabile propagare messaggi che possano ingenerare confusione tra la popolazione”, dice la Camera Penale di Brescia. Non abboccate agli audio Whatsapp, specie in piena pandemia coronavirus.

venerdì 13 marzo 2020

Niente multe su strisce blu e strisce gialle a Milano: la bufala che ti bastona

Occhio alla bufala su Internet che riguarda le multe a Milano. Ci sono siti che dicono questo: per tutti, niente multe su strisce blu e strisce gialle all’ombra della Madonnina, a causa della pandemia coronavirus. È falso. In realtà, su strisce blu e strisce gialle possono parcheggiare liberamente e gratuitamente solo alcuni soggetti. In basso, ecco chi non paga.

1) Tutte le figure sanitarie iscritte all’Ordine dei Medici, degli Infermieri e dei Farmacisti e gli operatori sanitari.

2) Tutti gli agenti della Polizia Locale e delle Forze dell'Ordine.

3) Gli operatori sociali riconosciuti dall’Amministrazione Comunale di Milano o dalle altre istituzioni preposte che agiscono nel settore dell’assistenza socio sanitaria sul territorio della città di Milano, indicati dalla competente Area del Comune di Milano.

4) I dipendenti impiegati nei servizi essenziali per l’assicurazione dell’ordinaria tutela e vigilanza dei beni culturali di proprietà dell’Amministrazione

5) Le categorie di soggetti impegnati in attività connesse all’emergenza, che saranno individuate con successivi provvedimenti adottati dal competente Dirigente del Comune di Milano.

Viceversa, Area C e Area B sono sospesi per tutti. Chiunque entra liberamente e gratuitamente. C’è la sospensione della disciplina di Area B e Area C nell’ipotesi in cui vengano adottati, assunti dal Governo e/o dalla Regione, provvedimenti maggiormente restrittivi che comportino la chiusura degli esercizi commerciali.

Le bufale sulle multe creano caos. Attenzione agli automobilisti che protestano contro gli ausiliari della sosta e contro gli agenti di Polizia municipale. Si sono verificati anche casi di cittadini che hanno sputato addosso agli ausiliari della sosta: in epoca di coronavirus, è come sparare. Chi prende una multa da divieto di sosta (una quarantina di euro), deve pagarla. Se ne prende un centinaio in questi giorni, dovrà pagarle tutte. E se fa ricorso al Prefetto, perde: la multa raddoppia.

Lo dice l’ordinanza del Comune di Milano: la trovate qui. Se e quando il sindaco renderà libere per tutti strisce blu e strisce gialle, le cose cambieranno.

giovedì 12 marzo 2020

Giuseppe Conte versione Mitridate. L’avvocato Luca Procaccini: “Un decreto velenoso al giorno per dare assuefazione”

Avvocato Procaccini, siamo giunti all’ennesimo decreto di Conte contro il coronavirus (ho perso il conto). Perché secondo lei così tanti provvedimenti ravvicinati?
“È la strategia di Mitridate. Obiettivo: raggiungere una condizione di immunità al veleno. In che modo? Tramite l'assuefazione dovuta all'assunzione costante di dosi non letali del veleno stesso. Conte imita Mitridate VI re del Ponto: praticò l’auto-avvelenamento per paura di essere avvelenato. Conte dà agli italiani una dose di veleno al giorno. O a cadenza ravvicinata. Il cittadino gradualmente si abitua a questa condizione. Non è un tremendo choc psicologico. Ma una sorta di stretta al collo sempre più forte”.

Perché ogni decreto è così ambiguo e soggetto a tutte le interpretazioni possibili?
“Ogni decreto resta in una zona grigia. Ambigua. Senza confini netti. Senza regole precise. Ci sono perlopiù raccomandazioni vaghe, e consigli molto forti, sui comportamenti da tenere. Tanto che nessuno sa con esattezza se si possa passeggiare, se sia consentito uscire di casa. In questo senso, ecco perché il capo della Protezione civile Borrelli impone l’autocertificazione anche per uscire di casa e passeggiare. Il decreto pare proibire la passeggiata, ma poi lascia aperte le edicole. Come faccio ad andare in edicola a comprare una rivista se non posso passeggiare? Anche sulla stessa autocertificazione c’è confusione. Sembrava che ognuno dovesse farla da sé, e invece le Forze dell’ordine hanno modelli prestampati che consentono di eseguire sul posto l’autocertificazione”.

Come definirebbe il più recente decreto?
“Un decreto anti-panico. Seguito da promesse di forti stanziamenti a favore di chi resta scoperto economicamente. Penso a chi ha la partita Iva: deve anticipare i soldi delle tasse, magari è gravato da un mutuo o da altri finanziamenti. Come farvi fronte se la sua attività è paralizzata? I vari decreti, che si succedono nel tempo, servono a far metabolizzare la nuova condizione a chi è privo di ammortizzatori sociali”.

La strategia di comunicazione del premier è corretta?
“Se ci riferiamo alla forma, no. Ci sono diversi errori nel tipo di comunicazione. È tutto troppo costruito, artefatto. Abiti, orologio, location, fazzoletto nel taschino: un mondo di plastica. Pare virtuale. Cui non corrisponde un eloquio fluente. Anche nella dizione, un po’ stentata. Conte s’inceppa, s’ingarbuglia, inciampa. Sarebbe opportuna una comunicazione più ruspante, più vicina alla gente. Il premier trasmette ansia, anche con quello sguardo poco acceso. In più, annuncia sempre i suoi discorsi: crea tensione, agitazione”.

Omicidio da decreto coronavirus: intervista all’avvocato Luca Procaccini

Il decreto coronavirus impone regole identiche in tutta Italia. Posso uscire, ma solo per andare al lavoro oppure per ragioni di salute o per altre necessità. Quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Devo comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione. Per chi sgarra, quali conseguenze? Ce lo spiega l’avvocato Luca Procaccini, del Foro di Milano, penalista e civilista.

1) Avvocato Procaccini, andiamo per gradi. Sono sano (niente sintomi da coronavirus), e giro senza autocertificazione, quali le conseguenze se Polizia o Carabinieri mi fermano?
“Premesso che per certi soggetti ci sono eccezioni (Forze dell’ordine, personale medico e altro), scattano l’arresto fino a tre mesi oppure l’ammenda fino a 206 euro chi vìola i provvedimenti che vietano di spostarsi senza motivo. È il mancato rispetto dell'articolo 650 del Codice penale”.

2) Secondo step. Vado in giro con falsa autocertificazione.
“Stando al decreto 445/2000, c’è la reclusione fino a 6 anni”.

3) Punto tre. Ho uno dei numerosi sintomi da coronavirus: uno o più fra febbre, tosse, diarrea, o altri sintomi associati al Covid-19. Vado in giro fregandomene. Quali le conseguenze se Polizia o Carabinieri mi fermano?
“Individuo il delitto colposo contro la salute pubblica con reclusione fino a 12 anni in caso di morte. O la violazione dei provvedimenti dell’autorità, un processo per lesioni o tentate lesioni volontarie. È procedibile d’ufficio ed è punito con la reclusione da 3 a 7 anni”.

4) Consapevolmente, vado in giro con l'infezione, invece di starmene a casa per curarmi e comunque in quarantena: cosa mi può succedere?
“C’è la violazione dei provvedimenti dell’autorità: si rischia un processo per lesioni o tentate lesioni volontarie. È procedibile d’ufficio. Si viene puniti con la reclusione da 3 a 7 anni. Ma, se causo la morte, scatta l’imputazione di omicidio doloso. Hai ucciso di proposito, con dolo. È prevista la reclusione non inferiore a 21 anni. Ultimo gradino, come il malato di Aids che ha volutamente rapporti sessuali non protetti coi partner, si è colpevoli del delitto di lesioni e/o morte con aggravante. Si è assassini meritevoli dell'ergastolo”.

mercoledì 11 marzo 2020

O muori di coronavirus godendoti diritti e libertà, oppure sopravvivi

È interessante la disquisizione giuridica di Conte. Perché il premier riflette? Vediamo. C’è il pressing della Lombardia per misure più drastiche. Qualcosa di analogo dalla Regione Piemonte: si assocerebbe se si scegliesse questa strada. Ma il presidente del Consiglio replica: “Serve attenzione. La priorità è la tutela della salute, ma ci sono libertà e diritti di cui si deve tener conto, evitando istanze emotive". Libertà e diritti, dice il premier.

Parliamo di libertà e diritti che sono alla base della democrazia, da difendere coi denti e con le unghie. Nel mentre che il premier medita, oggi in Lombardia, ci sono stati 1500 nuovi contagi. Siamo davanti a un bivio. A sinistra si muore di coronavirus, però ci godiamo libertà e diritti. A destra si sconfigge il coronavirus, con inevitabili e pesanti limitazioni della libertà e dei diritti. Non so quale sia la strada giusta. A proposito di libertà, ognuno è libero di pensarla come crede. Ognuno è anche libero di morire come vuole: magari c’è chi ama andare al Creatore tutto libero e stracolmo di diritti, abbracciato alla Costituzione.

Nel mentre che il premier medita, riflette e pondera, segnalo un piccolo ma significativo episodio nell'ospedale Cotugno di Napoli. Una persona con sintomi febbrili era in attesa di fare il tampone. Innervosito, l'uomo ha sputato a una dottoressa e a un infermiere. Ora i due sanitari sono stati messi in quarantena e il locale è stato sottoposto a sanificazione. L’uomo è sparito. Mi piacciono le parole del direttore generale dell'ospedale Cotugno di Napoli Maurizio Di Mauro: "Ho perso un medico e un infermiere validissimi che adesso devono state in isolamento. Sputare addosso a una persona quando si hanno, in un momento come questo, quelle sintomatologie equivale a sparare”. Pertanto, quel signore ha sparato con la saliva anziché sparare con la pistola.

Attenzione ai decreti all’acqua di rose, ai provvedimenti provvisori, parziali, poco limitanti, poco vincolanti, poco estesi. Occhio a non far sentire la presenza delle Forze dell’ordine e dell’esercito. Specie in certe zone del Paese. La Cina ha agito in modo brutale e quasi risolto. Qui noi, amanti della libertà e dei diritti, che intenzioni abbiamo?

Ma sentiamo Fontana (governatore Lombardia) cosa propone e Conte. In 10 punti.
  1. Chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, a eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità e alle edicole.
  2. Chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei reparti di vendita di beni non di prima necessità. Restano aperte le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità. Sono chiusi i mercati sia su strada che al coperto e le medie e grandi strutture di vendita.
  3. Chiusura di bar, pub, ristoranti.
  4. Chiusura delle attività artigianali di servizio a eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza.
  5. Chiusura di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione a eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di servizio pubblico.
  6. Sospensione di tutti i servizi mensa.
  7. Chiusura di tutti i servizi terziari e professionali, a eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e al corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti.
  8. Si propone l’ulteriore sospensione, di conseguenza, dei termini processuali e degli adempimenti di natura amministrativa, assicurativa.
  9. Ogni attività svolta con modalità di lavoro agile è consentita.
  10. È fatta salva l’individuazione da parte di Regione Lombardia delle attività di indifferibile necessità.