mercoledì 11 aprile 2012

Inter-Siena 2-1: Stramaccioni, da valutare con una squadra vera

Dopo Inter-Siena 2-1, confermo che quella nerazzurra è una squadretta raffazzonata, vecchia e logora. Ha bucato tutti gli acquisti estivi: Alvarez e Forlan sono poca roba, e San Siro già li detesta, rimpinzandoli di fischi. Meglio che non giochino più. Di Palombo non si sa nulla. Ci sarebbe Poli, che però non ha piedi d'oro. Restano Milito e Zanetti ad altissimo livello. Julione e Lucio sono discontinui, Chivu soffre di amnesie difensive, Cambiasso non regge i 90 minuti. Pazzini dovrebbe perdere un paio di chiletti. Nagatopo topomoto ce la mette tutta, e c'è quasi solo quello. Stankovic talvolta arranca. Zarate non ha la cattiveria giusta nei 16 metri.

Con una rosa così sbilenca, con 11 giocatori che non riescono a triturare il Cagliari in 10, con Sneijder impegnato a cinguettare sul Web, obiettivamente Stramaccioni non è giudicabile. Come fai a capire se è un allenatore valido? Solo perché ha introdotto qualche schema su corner? Per una maggiore cattiveria agonistica della squadra?

Suvvia, se il Siena ci rifilava il secondo schiaffone in contropiede, adesso eravamo qui a guardare una classifica ancora più triste di quella attuale. Per fortuna, Samuel - seppure zoppo in quell'istante - ci ha messo il gambone destro malato per buttarla in angolo.

L'Inter di grande ha solo il nome, adesso, oltre a Milito e Zanetti. A Stramaccioni darei una seconda possibilità la prossima stagione, a prescindere da come va a finire questa. Non puoi valutare il giovanissimo tecnico dandogli in mano l'armata brancaleone attuale. Gli si faccia una campagna acquisti su misura in base al tipo di gioco che ha in testa, con le due ali e il centravanti, con sangue fresco in tutti i reparti, e si tirino le somme alla fine del prossimo campionato.

Ps: se qualcuno sa cosa vuol dire l'esultanza di Milito in stile Pinocchio (si "allunga" il naso con la mano destra), ce lo comumichi nei commenti.

martedì 3 aprile 2012

Il Barcellona disintegra il Milan: 10 considerazioni

1) Ho sentito parlare di sfortuna su Sky e altre tv. Sì, in effetti il Barcellona fra andata e ritorno ha avuto 30 occasioni da gol; a San Siro doveva essere subito espulso Abbiati per rigore su Sanchez; in due match, i catalani hanno avuto il 95% di possesso palla. Che sfiga.

2) La chiave tattica del Milan è il fallo sistematico a centrocampo. Lo puoi fare nel campionato in Italia, dove gli arbitri soffrono di sudditanza psicologica verso i rossoneri; ma in campo internazionale la musica cambia: scatta il cartellino giallo, e i falli non si possono più commettere.

3) Ibrahimovic non cambierà mai. Impalpabile in Champions: è un grave difetto di personalità di un giocatore che non è un campione.

4) Solo l’Inter ha fatto fuori il Barcellona, solo l’Inter ha realizzato la tripletta, solo l’Inter non è mai stata in B: sarà bene ricordarlo ogni tanto, quando esagerano a maltrattarci profittando della nostra importanza politica pari a zero e di una flebile presenza sul Web (ci sono solamente blog interessantissimi, che trovate a destra fra i link preferiti).

5) Il campionato italiano non vale nulla (e quello scorso è stato inficiato dalle scommesse): il Milan ha approfittato di sciagurate campagne acquisti dell’Inter, e in generale dell’assenza di avversari. La Juve regge, ma solo perché non ha impegni internazionali.

6) Mentalità europea: un concetto astratto. Ce l’hanno tanto menata con questa storia della presunta mentalità europea del Milan; però quando c’era da esibirla s’è sentito un tonfo colossale con Arsenal e Barcellona. La verità è che la mentalità te la danno Van Basten e Gullit, Eto’o e Milito, Suarez e Mazzola, Messi e Iniesta. Servono fuoriclasse. Se hai Ibra, mentalità addio. 

7) Il Milan aveva la Champions e la tripletta come obiettivo. Gli resta solo uno scudettino che ha un peso specifico inesistente: s’accontenteranno. Non voglio credere che possano perdere contro una Juve messa così male.

8) Arbitri e guardalinee: è tutto l’anno che Milan e Juve piangono e si lamentano. Strano: ero rimasto al fatto che solo l’Inter si lamentava sempre, per cercare giustificazioni. 

9) Il Barcellona di questo momento è il più debole del decennio: Xavi è fuori forma, manca un attaccante come Villa, più di un infortunio, difesa ballerina. Il Milan ha avuto la fortuna di beccarlo al momento giusto, ma non ne ha approfittato.

10) Allegri al Milan in due anni non ha dato uno straccio di gioco alla squadra. Che non riesce a fare due passaggi di fila. I rossoneri non cacciano gli allenatori? Che se lo tengano. Assieme a Ibrahimovic.

martedì 20 marzo 2012

Coppa Italia, Juve-Milan 2-2. Milan: vinciamo tutto. Be’, proprio tutto tutto tutto no...

Dov’eravamo rimasti? Ah sì, al Milan che doveva vincere tutto, al Milan che puntava alla tripletta, al Milan che doveva imitare l’Inter del Triplete. La verità è che l’Inter ha realizzato il loro sogno: la tripletta.

Mi vien da ridere quando penso a chi sminuiva l’impresa dell’Inter, mai stata in serie B e unica a fare la tripletta. Mi pare di ricordare che qualcuno dicesse: in Italia, se sei più forte, vinci coppa Italia e campionato. Poi per la Champions, te la giochi. E così fai la tripletta. Sarà. Intanto, nella storia, resta solo l’Inter.

In quanto a Ibrahimovic, finora lui è così: sul più bello, si spegne. L’ha sempre fatto. Ma sono certo che col Barcellona sarà tutta un’altra roba.

domenica 18 marzo 2012

Inter-Atalanta, vittoria dei nerazzurri data a 1,6: quota interessantissima. Crollo psicofisico?

Il momento grigio dei Moratti boys è dato dalle quotazioni dei bookmaker di Inter-Atalanta: la vittoria in casa è data a 1,6. Altissima.

Una quotazione interessantissima di per sé, ma che può fare da moltiplicatore se unita ad altri eventi, magari con maggior margine di sicurezza.

Forse i bookmaker sentono odore di crollo psicofisico dell’Inter: ecco spiegata una delle quotazioni più rischiose per i siti di scommesse. Non resta che attendere.


sabato 10 marzo 2012

Inter-Marsiglia: che i tifosi petulanti se ne stiano a casa a dormire

Dopo Inter-Marsiglia, i nerazzurri rischiano seriamente di non vedere più la Champions per qualche tempo: la prossima stagione siamo fuori dalla coppa Campioni, forse dentro l'altra coppetta (una robina triste); quindi, se gli uomini di Ranieri vengono sbattuti fuori agli ottavi dai francesi, inizierà un periodo di magra. Ecco perché l'appuntamento di martedì 13 marzo, ore 20.45 San Siro, è fondamentale.

Ma per paradosso il pericolo più grande può venire dal pubblico. La notte di Inter-Barcellona 3-1 (l'unica sconfitta che brucia ai catalani nella loro storia recente) ero lì a San Siro, secondo anello: ricordo che, dopo il gol degli spagnoli, San Siro divenne come per magia uno stadio serio, con le contropalle. Ricordo 80.000 persone che incitavano la squadra. Ricordo che il pubblico fu davvero il dodicesimo uomo per dare il via alla tripletta da tutti invidiata e irripetibile: quell'impresa ci rende unici. Però se al primo passaggio sbagliato, durante Inter-Marsiglia, cominciano a piovere i fischi, se qualche tifoso petulante ha voglia di criticare e deridere, se ci sono frustrati che vengono a sfogarsi contro la propria squadra, sarà un guaio. Perché San Siro lo senti se ti vuole fare del male: Suazo e Gilardino, per dirne due, ne sono usciti con le ossa rotte. San Siro ti strangola, quando qualche tifoso ti dà contro, trascinando altri.

È un'Inter in lievissima ripresa atletica, ma che necessita - per la prima volta in questa stagione - calore, energia, carica nervosa, rabbia mentale. Serve un San Siro che ribolle. Neppure il Camp Nou e il Bernabeu ti danno così tanta spinta: a San Siro, 80.000 tifosi sono capaci di buttare il pallone dentro assieme all'attaccante.

Per una notte, forse per l'ultima notte, spero che i tifosi più noiosi e pedanti rimangano a casa. Grazie.