Se l’Inter è schierata con il 4-2-3-1, il pubblico del Siena è apertamente schierato con la Roma: boati, cori ed esultanze ai gol dei giallorossi a Verona, contro il Chievo. Siena ferocemente determinato. Avesse giocato sempre così in campionato, con la stessa grinta, con la medesima cattiveria, si sarebbe salvato. Solo una grandissima squadra poteva vincere oggi a Siena: l’Inter. Incontenibile la gioia dei tifosi nerazzurri: quinto scudetto consecutivo (18 in tutto) significa leggenda. Allo sportivo Siena e al suo simpaticissimo presidente Mezzaroma un in bocca al lupo per un rapido ritorno in Serie A.
Julio Cesar 7. Vola a salvare su Maccarone nel primo tempo: è la parata scudetto. Un paio di incertezze nel finale.
Maicon 7. Due passaggi-gol a Balotelli. Spinge in continuazione a destra.
Materazzi 6,5. Tiene sugli indemoniati attaccanti del Siena. Si lascia scappare una volta Calaiò.
Samuel 7. Si rende pericoloso di testa su calcio d’angolo. Se la cava egregiamente laddietro.
Zanetti 8. Il re della fascia sinistra. Sua l’eccezionale percussione che vale il tricolore.
Cambiasso 7. Mantiene le distanze giuste fra difesa e centrocampo: il più calmo sul rettangolo di gioco.
Motta 6,5. Preciso e ordinato, come sempre nelle partite offensive. Però mai pericoloso. Per questo, Mourinho lo toglie per fare posto a Pandev.
Eto'o 7. Un attaccante che fa il terzino: mitico. Un robot-calciatore.
Sneijder 7. Smista a destra e sinistra in continuazione. Cede per stanchezza nel finale.
Balotelli 7,5. Pericolosissimo. Traversa in rovesciata. I primi minuti è lui che tiene su la squadra. A questo punto, secondo me, titolare a Madrid contro il Bayern. Fuori oggi, ma solo dopo il gol.
Milito 8. Ci prova in tutti i modi. Poi, al 12' della ripresa, esplode l’esterno destro che fa entrare l’Inter nella leggenda. La partita s'era messa davvero male, contro un Siena agonisticamente caldissimo: serviva l'invenzione del fuoriclasse. È arrivata la prodezza del Principe (foto).
Mourinho 8. Doppietta incredibile: coppa Italia-scudetto. Azzecca la formazione e pure il cambio Motta-Pandev: poco dopo, il gol vittoria. Che allenatore noioso!
domenica 16 maggio 2010
domenica 9 maggio 2010
I mass media, Lazio-Inter e Roma-Cagliari: due pesi e due misure
Leggo con estremo interesse quanto scrivono molti siti Internet su Roma-Cagliari. Parlano di grande Totti, di Roma arrembante sullo 0-1, dei pali e delle traverse della Roma, del carattere e del cuore della Roma dopo il vantaggio del Cagliari. Sono considerazioni sbagliate quelle dei mass media? No. La partita finisce 2-1 per la Roma e il risultato conferma quanto sopra.
Però poi vado a rileggermi quanto dicevano di Lazio-Inter 0-2 di qualche giorno fa, dei giocatori della Lazio che giocavano a perdere, dello scandalo di certe partite in Italia, dell’Inter che - secondo qualcuno - dovrebbe vergognarsi di non si sa che cosa.
E allora questo non mi sta più bene. Se un giornale sente di puzza di bruciato dopo Lazio-Inter, dovrebbe quantomeno spiegare che il Cagliari, dopo il gol del vantaggio, non ha ha fatto la partita del secolo pur di portarsi a casa la vittoria o il pareggio. Qualcuno dovrebbe scrivere che qualche giocatore del Cagliari ha sbagliato (succede) un bel gollonzo solo davanti al portiere, che il Cagliari non ha visto più la palla dopo lo 0-1, che il rigore non era poi così solare, che la difesa del Cagliari - specie dopo lo 0-1 - non era propriamente quella dell’Italia di Bearzot in Spagna 1982.
Si offende qualcuno se affermo che il Cagliari dopo lo 0-1 non era neppure lontano parente degli eroi del Cagliari di Gigi Riva? È lesa maestà (verso la Roma e i romanisti) affermare che tutto, ma proprio tutto, lasciava presagire i due golletti della Roma e magari pure un rigorino tirato per i capelli per un colpo su un braccio allargato? È disonesto pensare che in campo, dopo lo 0-1, ci fosse una squadra stanchissima (la Roma) a prevalere su un’altra (il Cagliari) che non aveva più energie per un contrasto a centrocampo?
Dunque mi chiedo: se Lazio-Inter 0-2 non è piaciuta ai palati sopraffini, Roma-Cagliari 2-1 è uno spot internazionale del calcio italiano?
Non sostengo che ci sia stato un biscotto fra Roma e Cagliari. Pur tuttavia, mi aspettavo un giornalismo sportivo più incisivo da parte dei quotidiani online: la sottolineatura di un pessimo ultimo quarto d’ora del Cagliari, a tutto beneficio della Roma. Non è una bestemmia: solo cronaca sportiva.
[foto via Cagliari]
Inter-Chievo 4-3. Le pagelle dei nerazzurri. Maicon il migliore
Julio Cesar 6. Incolpevole sulle tre reti: un autogol di Thiago Motta, un tiro deviato da Granoche e una bordata da pochi metri di Pellissier. Ma non fa miracoli.
Maicon 8. Assist a Cambiasso e Balotelli. Grande spinta costante. In stile Inter-Barcellona e Inter-Juve.
Materazzi 5. Svagato, lento. Sbaglia un paio di appoggi. Non prontissimo sull'errore di Zanetti che offre palla a Pellissier. M'è parso stanco per la finale di coppa Italia.
Samuel 6. Oggi non proprio un muro. Impreciso nei passaggi.
Zanetti 6. In fase difensiva, sulla fascia sinistra, se la cava benone. Quasi sempre, dà il suo onesto contributo in costruzione; però lancia Pellissier in rete per il 4-3 definitivo, facendo la frittata con Materazzi.
Cambiasso 7. Il cervello applicato al calcio. Dove cade la palla, lì c’è l’argentino. Bello il gol del 2-1, di sinistro al volo sul palo lontano.
Motta 6. Palleggi raffinati a centrocampo. Ci prova di testa senza successo. Se la partita è offensiva, si trasforma in uno dei centrocampisti più efficaci del pianeta. Se serve difendere, è lunatico. A Milano col Barcellona fece faville, in altre occasioni balbetta. È suo l'autogol, ma senza colpe.
(Muntari 6. Rincorre tutti a centrocampo).
Stankovic 7. Un ritorno di forma che potrebbe regalargli la maglia di titolare al posto di Thiago Motta (squalificato) nella finale Champions di Madrid. Un missile di destro sulla traversa e un altro di sinistro che il portiere del Chievo, Sorrentino, respinge coi pugni.
Eto'o 7. Dà l’esempio a tutti andando in pressing e, all’occorrenza, facendo il terzino.
Balotelli 7. Pallonetto delizioso su passaggio di Maicon. Si giocherà la maglia di titolare con Pandev per Inter-Bayern.
(Pandev 5. Prende un palo quasi a porta vuota. Non riesce a chiudere un triangolo impappinandosi. La sua condizione atletica mi lascia qualche dubbio).
Milito 7,5. Implacabile. Di destro, di sinistro, di testa. Contro il Chievo, una prodezza che non gli avevo mai visto fare: cucchiaio dal limite, suppure leggermente deviato da un difensore, e gol del 3-1.
[foto via Inter]
Maicon 8. Assist a Cambiasso e Balotelli. Grande spinta costante. In stile Inter-Barcellona e Inter-Juve.
Materazzi 5. Svagato, lento. Sbaglia un paio di appoggi. Non prontissimo sull'errore di Zanetti che offre palla a Pellissier. M'è parso stanco per la finale di coppa Italia.
Samuel 6. Oggi non proprio un muro. Impreciso nei passaggi.
Zanetti 6. In fase difensiva, sulla fascia sinistra, se la cava benone. Quasi sempre, dà il suo onesto contributo in costruzione; però lancia Pellissier in rete per il 4-3 definitivo, facendo la frittata con Materazzi.
Cambiasso 7. Il cervello applicato al calcio. Dove cade la palla, lì c’è l’argentino. Bello il gol del 2-1, di sinistro al volo sul palo lontano.
Motta 6. Palleggi raffinati a centrocampo. Ci prova di testa senza successo. Se la partita è offensiva, si trasforma in uno dei centrocampisti più efficaci del pianeta. Se serve difendere, è lunatico. A Milano col Barcellona fece faville, in altre occasioni balbetta. È suo l'autogol, ma senza colpe.
(Muntari 6. Rincorre tutti a centrocampo).
Stankovic 7. Un ritorno di forma che potrebbe regalargli la maglia di titolare al posto di Thiago Motta (squalificato) nella finale Champions di Madrid. Un missile di destro sulla traversa e un altro di sinistro che il portiere del Chievo, Sorrentino, respinge coi pugni.
Eto'o 7. Dà l’esempio a tutti andando in pressing e, all’occorrenza, facendo il terzino.
Balotelli 7. Pallonetto delizioso su passaggio di Maicon. Si giocherà la maglia di titolare con Pandev per Inter-Bayern.
(Pandev 5. Prende un palo quasi a porta vuota. Non riesce a chiudere un triangolo impappinandosi. La sua condizione atletica mi lascia qualche dubbio).
Milito 7,5. Implacabile. Di destro, di sinistro, di testa. Contro il Chievo, una prodezza che non gli avevo mai visto fare: cucchiaio dal limite, suppure leggermente deviato da un difensore, e gol del 3-1.
[foto via Inter]
mercoledì 5 maggio 2010
Coppa Italia: Inter-Roma 1-0. Le pagelle dei nerazzurri. L’arbitro Rizzoli è un disastro: mancano le espulsioni di Burdisso, Perrotta, Mexes e Totti (da mandare fuori prima)
Julio Cesar 6,5. Salva su Toni in tuffo a destra nel primo tempo. Sicuro e deciso nelle uscite. Nel secondo tempo, incertezza sulla punizione di Totti: Juan lo grazia.
Zanetti 7,5. Mostruoso in fase difensiva e in impostazione. Non sbaglia nulla.
Materazzi 7. Combatte in area di rigore, entrataccia su Vucinic, subisce un paio di simpatici pugni da Mexes.
Cordoba 6,5. Finché sta dentro, ossia sino a fine primo tempo, se la cava egregiamente. Poi, fuori per infortunio. Al suo posto, Samuel.
(Samuel 7,5. L'uomo chiamato Muro eleva alla massima potenza la sicurezza del reparto arretrato).
Chivu 7. Presidia la fascia sinistra con autorità, proponendosi in fase di impostazione.
Maicon 7. Stantuffo instancabile, si interscambia spesso e volentieri con il capitano.
Cambiasso 7. Se c’è lui, non si passa. Senso della posizione innato, blocca sul nascere numerose azioni della Roma.
Thiago Motta 7. Fa un paio di percussioni d’antologia, sbagliando l’appoggio finale. Delicatissimo (di esterno sinistro) il lancio a Milito per il gol. Dietro, si comporta con estrema lucidità.
Sneijder sv. Pochi minuti ed è subito impatto tremendo con Burdisso. Out per Balotelli.
(Balotelli 7. Ubriaca Burdisso, costretto al fallo sistematico. Con un arbitro all’altezza, l’argentino sarebbe stato espulso subito. Poi fa espellere Totti).
(Muntari sv).
Eto’o 7. Sacrificio costante in fascia destra e in copertura. Professionista purissimo.
Milito 8. Il gol è da far veder nelle scuole calcio. È da solo in contropiede, trova due millimetri di spiraglio e spara una bordata al fulmicotone. In precedenza, gol annullato per fuorigioco.
Mourinho 8. Chiede alla squadra di comandare. E l’Inter obbedisce con una superiorità di gioco schiacciante. Se i nervi dei nerazzurri tengono, è merito suo.
Rizzoli 2. Doveva espellere due volte Burdisso per falli su Balotelli: se ne accorge perfino Ranieri, che toglie l’argentino. Vede ma non reputa opportuno tirare fuori cartellini. Ignora i pugni di Mexes a Materazzi. Sorvola su una trattenuta in area su Toni. Lascia picchiare Perrotta: già ammonito, fa un’entrataccia su Milito, e la partita degenera. Totti era da espellere al primo calcio su Milito. Alla fine, per miracolo, non può fare a meno di estrarre il rosso: calcio violentissimo a Balotelli, più un'allegra pedatina in testa con l’interista a terra. Per non parlare del calcione finale di Taddei a Muntari. Gli do due in pagella, e non zero, perché gli assistenti non l'hanno aiutato.
[foto via Inter]
Che noia la coppettina Italia. Inter, hai altro a cui pensare: scudetto e Champions
Inter, tre motivi per fregartene della coppettina Italia.
1) Non capisco che senso abbia sprecare così tante energie psicofisiche per una competizione che vale poco: la coppettina Italia. Se è l’unico trofeo raggiungibile in una stagione, allora è comprensibile dannarsi l’anima per raggiungerlo. Ma gli obiettivi di questa stagione sono ben altri: scudetto e Champions. In questo momento, la coppettina Italia la vedo come un fastidio, una zanzarina da mandare via al più presto per concentrarsi sulle uniche due competizioni di valore e prestigio.
2) All’Inter il compito di salvare il calcio italiano in Europa. Se non vince la Champions, il ridimensionamento a livello economico del football italico è sicuro. Altro che coppettina Italia.
3) Perfino la coccarda tricolore, da sfoggiare sul petto se vinci la coppettina Italia, non è tanto bella. Lo scudo, quello sì che appaga esteticamente. Idem per la coppa dalle grandi orecchie.
A tale proposito, un sondaggio per farmi capire se la pensate come me.
1) Non capisco che senso abbia sprecare così tante energie psicofisiche per una competizione che vale poco: la coppettina Italia. Se è l’unico trofeo raggiungibile in una stagione, allora è comprensibile dannarsi l’anima per raggiungerlo. Ma gli obiettivi di questa stagione sono ben altri: scudetto e Champions. In questo momento, la coppettina Italia la vedo come un fastidio, una zanzarina da mandare via al più presto per concentrarsi sulle uniche due competizioni di valore e prestigio.
2) All’Inter il compito di salvare il calcio italiano in Europa. Se non vince la Champions, il ridimensionamento a livello economico del football italico è sicuro. Altro che coppettina Italia.
3) Perfino la coccarda tricolore, da sfoggiare sul petto se vinci la coppettina Italia, non è tanto bella. Lo scudo, quello sì che appaga esteticamente. Idem per la coppa dalle grandi orecchie.
A tale proposito, un sondaggio per farmi capire se la pensate come me.
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