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mercoledì 25 aprile 2012

Udinese-Inter 1-3: dieci considerazioni su uno Stramaccioni geniale, che resuscitò i morti viventi

1) È la vittoria di Stramaccioni, che ha resuscitato i morti viventi. Ossia i giocatori dell’Inter.

2) Ha avuto il coraggio di levarsi dai piedi quella zavorra di Forlan, il calciatore venuto a Milano per esibirsi a tennis.

3) Con intelligenza, ha piazzato Zarate in panca: quello è il suo ruolo, cioè qualche minuto nel finale se la squadra sta vincendo.

4) Strama ha azzardato Milito di punta centrale, più Sneijder e Alvarez al servizio del Principe.

5) Ha insistito su Alvarez, personaggio col quale serve una tonnellata di pazienza: inventa, incanta, e poi fa imbestialire. Riccardino l’ha ripagato con un gol da mille e una notte.

6) Ha schierato Wesley dal 1°, e l’olandese volante è risultato il migliore in campo.

7) Ha indovinato il cambio, con Obi che ha dato grinta e corsa nel finale.

8) Il mister dell’Inter Stramala ha fatto giocare un numero elevatissimo di palloni a Guarin: questo qui voglio rivederlo quanda avrà realmente il ritmo partita. Mi pare dotato di potenzialità notevoli.

9) Ha arretrato il raggio d’azione di Cambiasso, permettendo all’argentino di arrivare non esausto al 90°.

10) Stramaccioni ama giocarsela coi due stantuffi esterni in eterno movimento, Maicon e Nagatomo Topomoto, e così li ha chiamati spesso nel vivo del gioco.

In definitiva, Strama ha il diritto di avere un'Inter sua la prossima stagione: questa rosa è debolissima, tanto da essere capace di perdere col Siena. Il disgustoso pareggio di Firenze insegna.

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