È in atto una rivoluzione: i giocatori del Milan che giocano a pallavolo non vengono espulsi. Vedi Zapata in Milan-Palermo. Così è facile giocare. Poi i rossoneri fanno mezzi falletti a centrocampo e non vengono mai ammoniti. Grazie agli arbitri italiani che, in buona fede, non sono all’altezza. Vedono Milan e vanno in confusione.
Certo, sarebbe stato bello se a Barcellona ci fosse stato un arbitro italiano. Cosa sarebbe cambiato? Niente cartellini gialli per i mezzi falletti a centrocampo, e via di randellate continue. Più falli di mano a ripetizione senza cartellini rossi. La chiave è quella: gli arbitri e i guardalinee. Sta lì il segreto. Ovviamente a te i mass media non lo raccontano: parlano di gioco, moduli, tattica al Camp Nou. Ma un bell’arbitro italiano che non ammonisce e non espelle ti cambia la vita. E il risultato.
Classe 1969, dal 1987 sono giornalista automotive: comparto industriale e settore legale. Se volete, mi trovate anche nel sito di Quattroruote. Professionista dal 2002. Padel fan
domenica 17 marzo 2013
martedì 12 marzo 2013
Milan umiliato dal Barcellona. Che vergogna: senza gli errori degli arbitri a favore, i rossoneri devono togliersi la maschera
Il Milan, senza arbitri a favore, si scioglie come neve al Sole: disintegrato dal Barcellona. Ha dimostrato di non avere la mentalità europea per affrontare questi impegni: d’altronde, è stato due volte in B. Giù la maschera, Milan: questi rossoneri dovrebbero avere 10 punti in meno in classifica in Italia se solo non avesse avuto la fortuna arbitrale. Errori a ripetizione che condizionano e indirizzano le sue prestazioni. Col Barcellona, il Milan non ha potuto randellare a centrocampo: scattavano fischi e cartellini; la chiave è questa, poche storie.
Non si può non giocare a calcio per 180 minuti contro il Barcellona. I tifosi spagnoli lo sanno bene: solo l’Inter ha avuto la forza di eliminare gli iberici mostrando un gioco meraviglioso all’andata e un’enorme forza mentale al ritorno.
Solo l’Inter ha eliminato il grande Barcellona, solo l’Inter non è mai stata in B, solo l’Inter ha fatto la tripletta: quindi, l’Inter si conferma la più titolata squadra di Milano.
domenica 3 marzo 2013
Catania-Inter 2-3: noi non siamo mai morti, perché non siamo mai andati in Serie B. Restiamo la prima squadra di Milano. Onore a Stramaccioni
Onore al signor Stramaccioni, che con una rosa da decimo posto sta compiendo un miracolo. Se siamo ancora in una zona onorevole, se abbiamo vinto e pareggiato col Milan (che ci è superiore di due spanne), se abbiamo vinto a Torino, se abbiamo rimontato oggi a Catania, lo si deve a Stramaccioni. Il quale, abituato a giocare con due esterni larghi e una punta di peso, più un regista dai piedi buoni, ha dovuto reinventarsi tatticamente: questo qui è un grande. Le responsabilità delle nostre sconfitte di quest'anno non stanno in panca. La prossima stagione dategli una rosa degna di questo nome, e l'Inter sarà più competitiva.
Da settembre 2012, l'Inter è senza gioco, non sa impostare da dietro, è priva di playmaker, ora non ha più l'unico fuoriclasse (Milito). Stramaccioni ha una sola chiave per svegliare la squadra: la carica emotiva, la reazione nervosa. È quello che sta facendo. Vorrei vedere Allegri e Ferguson con una rosa del genere: sarebbero in zona retrocessione.
Un'ultima annotazione. Eravamo e siamo la prima squadra di Milano e d'Italia: siamo i più titolati, perché oltre a una signora bacheca, non siamo mai andati in Serie B, né gratis né a pagamento, nemmeno due volte, e abbiamo fatto una tripletta che tutti c'invidiano e nessuno riesce a imitare. In assenza di mass media che lo ricordano, è bene sottolineare che - per giudicare se una squadra è titolata - vanno presi in considerazione tutti i parametri: fra i primi fattori, conta la permanenza in Serie A. Sono criteri oggettivi, che prescindono dalla grancassa mediatica.
Da settembre 2012, l'Inter è senza gioco, non sa impostare da dietro, è priva di playmaker, ora non ha più l'unico fuoriclasse (Milito). Stramaccioni ha una sola chiave per svegliare la squadra: la carica emotiva, la reazione nervosa. È quello che sta facendo. Vorrei vedere Allegri e Ferguson con una rosa del genere: sarebbero in zona retrocessione.
Un'ultima annotazione. Eravamo e siamo la prima squadra di Milano e d'Italia: siamo i più titolati, perché oltre a una signora bacheca, non siamo mai andati in Serie B, né gratis né a pagamento, nemmeno due volte, e abbiamo fatto una tripletta che tutti c'invidiano e nessuno riesce a imitare. In assenza di mass media che lo ricordano, è bene sottolineare che - per giudicare se una squadra è titolata - vanno presi in considerazione tutti i parametri: fra i primi fattori, conta la permanenza in Serie A. Sono criteri oggettivi, che prescindono dalla grancassa mediatica.
martedì 26 febbraio 2013
Barcellona calcio: un cadavere in 5 punti
1) Niente pressing, primo punto di forza del Barcellona.
2) Tre elementi della rosa in lieve sovrappeso, specie Iniesta.
3) Verticalizzazioni azzerate, ma solo passaggi orizzontali. Squadra che si allunga in fase offensiva, per poi non riuscire a ricompattarsi al momento di ripiegare.
4) Mancanza di reattività neuromuscolare sul breve: l’accelerazione (la partenza da fermo) è quella dei ragazzi di 15 anni, la ripresa (acquisire più velocità mentre già si è in movimento) è quella delle donne che giocano a calcio (con rispetto parlando). Incapacità di vincere i contrasti: il piede lo mettono sempre senza decisione.
5) Inconsistenza dei tiri dalla distanza: ho visto un paio di conclusioni dai 20 metri che sembravano passaggi.
I motivi? Solo ed esclusivamente fisici. L’assenza di Guardiola o di un vero allenatore in panca non c’entra nulla. Casomai, quei 5 punti sono i motivi per cui Guardiola se l’è data a gambe levate: il Barcellona è morto e lui sapeva.
2) Tre elementi della rosa in lieve sovrappeso, specie Iniesta.
3) Verticalizzazioni azzerate, ma solo passaggi orizzontali. Squadra che si allunga in fase offensiva, per poi non riuscire a ricompattarsi al momento di ripiegare.
4) Mancanza di reattività neuromuscolare sul breve: l’accelerazione (la partenza da fermo) è quella dei ragazzi di 15 anni, la ripresa (acquisire più velocità mentre già si è in movimento) è quella delle donne che giocano a calcio (con rispetto parlando). Incapacità di vincere i contrasti: il piede lo mettono sempre senza decisione.
5) Inconsistenza dei tiri dalla distanza: ho visto un paio di conclusioni dai 20 metri che sembravano passaggi.
I motivi? Solo ed esclusivamente fisici. L’assenza di Guardiola o di un vero allenatore in panca non c’entra nulla. Casomai, quei 5 punti sono i motivi per cui Guardiola se l’è data a gambe levate: il Barcellona è morto e lui sapeva.
Mmm... Dai Fuentes, qui accadono cose strane: dicci a chi davi le tue robe magiche...
Tennisti che scompaiono, squadre di calcio che si squagliano, atleti che da supereroi diventano uomini normali... Forza Fuentes, contaci tutto, dai...
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