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sabato 27 febbraio 2010

Giuliano Razzoli, oro olimpico nello slalom: nervi d’acciaio e coraggio da vendere

Straordinaria impresa di Giuliano Razzoli, che vince la medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Vancouver, nello slalom speciale (quello, per intenderci, con le porte ravvicinate). La prima manche è da favola: piazza quasi 50 centesimi di vantaggio sul muso del secondo. Ma se all’inizio scende senza una grande pressione, è nella seconda manche che dimostra di essere un fuoriclasse, gestendo la tensione come un professore. Parte fortissimo, con coraggio, e tiene il distacco dagli altri; a metà gara conserva quasi mezzo secondo di vantaggio; e nella zona bassa della pista, con grande sagacia tattica, gestisce i centesimi guadagnati, attento a non commettere errori.

Eppure il secondo, il croato Ivica Kostelic (terzo lo svedese André Myhrer), aveva messo a segno una seconda manche da urlo, roba da schiacciare psicologicamente anche un elefante. Ma Razzoli ha retto come un computer: formidabile. Alla fine, Kostelic secondo a 16 centesimi.

La vittoria di Giuliano rappresenta, a mio avviso, uno degli ori più emozionanti nella storia della sci italiano, a 22 anni dall’oro di Tomba. A Vancouver, quasi sempre, gli avversari ci hanno preso a pesci in faccia; restava solo lui a poter salvare l'Italia. È arrivata la medaglia d'oro in una disciplina così importante e di prestigio come lo slalom.

Razzoli entra nella leggenda. Aveva già acceso il motore con la vittoria in slalom a Zagabria, il 6 gennaio scorso. Le doti tecniche erano indubbie. Ma un conto è scendere in coppa, dove scii relativamente tranquillo; un altro è sopportare la pressione del miglior tempo alle Olimpiadi dopo la prima manche, reggere l'attesa che ti separa dalla seconda discesa, e non venire influenzato dai segni che gli altri atleti hanno lasciato sulla pista. Eccezionale Giuliano.

[foto via razzoli-giuliano]

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