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domenica 2 agosto 2015

Follia Fognini: battibeccare con Nadal e risvegliare l’orgoglio di Rafa

Non ho mai dato peso ai comportamenti in campo di Fognini: non m’interessano. Per quanto mi riguarda, lo ammiro sotto il profilo tecnico, lo reputo un ottimo giocatore per tornei di media importanza; e in Italia questo è quanto passa il convento fra i maschietti, sicché occorre accontentarsi. Può pure mettersi a litigare con gli dei: osservo come si sviluppa l’incontro, non ascolto i suoi monologhi. Pur tuttavia, oggi, per la prima volta, mi permetto di fargli un piccolo appunto. Ha disputato la finale di Amburgo contro Nadal, e - perso il primo set - aveva il secondo in pugno. Non solo: quello di qualche minuto fa sul rosso tedesco era la controfigura di Rafa. Non spingeva molto, specie di rovescio. Ha più volte ciccato la pallina di dritto. È stato lontanissimo dalla rete. Non aveva sensibilità sulle palle corte. Un tennista della statura di Fognini poteva batterlo, specie insistendo nella diagonale dritto del maiorchino contro rovescio dell’italiano. A mio giudizio, sul finale del secondo set, Nadal era al 50% delle sue forze fisiche. Se Fabio lo avesse portato al terzo e decisivo set, avrebbe avuto serie chance di strappargli la finale. Ma proprio in quel momento, Fognini ha commesso l’errore più colossale della sua buona carriera di tennista nei tornei due su tre (negli Slam non ha le qualità atletiche per sfondare).

Cosa è successo? Fognini poteva bestemmiare contro le sorelle dei giudici di linea, poteva spaccare la racchetta per terra, poteva rotolarsi in preda a un raptus, poteva mordere l’arbitro, poteva scontrarsi con gli uomini del proprio angolo. Insomma, poteva fare di tutto, tranne quello che ha fatto. Ha battibeccato con Nadal. Lo ha stuzzicato, punzecchiato, un po’ ferito. Anche il linguaggio del corpo è stato antipatico: Fabio in piedi e Rafa seduto a dirgli di tornare al proprio posto. Il motivo della contesa verbale ha valore zero. È che Nadal in quel preciso istante - in quel contesto, sotto nel punteggio e con le pile scariche -, andava lasciato lì nel suo brodo a macerarsi. Invece, Fognini gli ha dato contro. Ha insistito. Ha svegliato il cane che dormiva. E l’iberico ha pescato dal profondo del pozzo, dentro di sé, le restanti energie nervose e le ha scaricate negli ultimi colpi in campo. Rafa ha cambiato sguardo, ha anche alzato il volume degli urli a ogni colpo. Ci ha messo la cattiveria. Fabio invece s’è afflosciato su se stesso, pareva intimorito dal vigore agonistico del maiorchino. Risultato: 2-0 per Nadal.

Se ti chiami Sampras, Federer, Borg, Lever, se sei uno dei migliori di ogni epoca, allora puoi anche permetterti di sfruculiare un mostro sacro come Nadal. Che verrà ricordato come il numero uno di tutti i tempi sul rosso. Altrimenti, se non sei attrezzato sotto il profilo psicologico a reggere l'urto e la reazione dell'avversario, ti ritorna tutto indietro come un boomerang. Così è stato.

domenica 29 maggio 2011

Fabio Fognini da urlo al Roland Garros: resiste coi crampi e vince 11-9 al quinto. I francesi fischiano: poveri stupidi


Fabio Fognini entra ai quarti di finale del Roland Garros battendo per 4-6 6-4 3-6 6-3 11-9 lo spagnolo Albert Montanes. Non è tanto la vittoria (comunque prestigiosa) a emozionarmi; né i cinque match point annullati; ma il fatto che il ragazzo s’è comportato come un gladiatore ferito, resistendo per oltre sei game ai crampi. In quelle situazioni, i più mollano: o si ritirano o lasciano vincere l’avversario. Lì ci vuole capacità di sofferenza, spirito di sacrificio; devi piangere in silenzio, mentre quell’altro ti bastona, e aspettare e sperare che il dolore passi. Quattro ore e 22 minuti di guerra fisica e mentale.

Alla fine, se proprio non vuoi fare un’ovazione a Fognini, se proprio gli italiani ti stanno sul culo, se proprio ci vuoi vedere tutti morti, almeno evita di fischiare. E invece Fognini è stato sommerso di fischi. Presumo per la pausa-fisioterapista dovuta ai crampi. Io non capisco: c’è un regolamento che consente l’ingresso del fisioterapista, e Fabio s’è attenuto alle regole, proprio come tutti gli altri tennisti. Qual è il problema? Forse doveva ritirarsi? Al massimo, i fischi vanno rivolti a chi ha scritto il regolamento; ma questo è un altro discorso.

La prossima volta che il pubblico di tennis italiano viene criticato, ricordiamoci dei fischi dei francesini al nostro Fabio.

foto rolandgarros