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domenica 30 settembre 2018

Cartellini gialli: solo la VAR può pulire il calcio lercio

La VAR non ha rivoluzionato il calcio: lo ha leggermente cambiato. Interviene sugli episodi come il gol, il fuorigioco, il rigore. Così il calcio, sport lercio per eccellenza, in cui ogni giocatore cerca di fottere l’altro, diventa meno sporco. Ma resta un grave problema: i cartellini gialli. Che hanno un peso specifico pari o superiore alle altre situazioni critiche. 

Facciamo un esempio pratico. Al quinto minuto, un difensore prende la palla di mano volontariamente. Solo l’arbitro non si accorge di niente. O non ha visto il contatto mano-palla, o lo ha giudicato involontario. Perché questo errore? Il cervello dell’arbitro è insondabile. L’uomo col fischietto è in buona fede, preparato fisicamente, attento, preciso, scrupoloso. Poverino però: ha sbagliato. Di arbitri come Agnolin, d'altronde, ne nasce uno ogni secolo: uomo di carattere e personalità che, se doveva ammonire, lo faceva senza guardare i colori delle squadre.

Così, chi doveva essere ammonito considera il mancato giallo “un episodio ininfluente al quale si aggrappano i perdenti”. L’errore in realtà condiziona la partita. Il difensore gioca tranquillo senza il giallo sul groppone: sa che l’arbitro, poverino, non si accorge di niente. E sa soprattutto che potrà pestare gli attaccanti: ha da spendere un giallo, sempreché l’arbitro lo ammonisca visto che, poverino, l’uomo col fischietto è in crisi vagale. Gomitate, testa contro testa con gli attaccanti stile camorrista: il difensore è libero. Fa di tutto e se la gode. 

Comunque, è una ruota che gira: oggi il difensore ride e minimizza per il giallo mancato. Con l’arbitro (in buona fede) svagato, smarrito, stordito. Domani, magari su un campo lontano, con un altro arbitro e contro un’altra squadra tutelata da un’altra società, sarà quello stesso difensore a lamentarsi. Scoprirà di colpo che un giallo vale un rigore. E che serve la VAR per i cartellini gialli. E che, “non è un episodio ininfluente, ma uno sfondone tale da indirizzare la stagione”. 

Il cartellino giallo è la chiave del calcio 2018 e del calcio del futuro: un gioco sempre più veloce e più fisico. Vale come e più di un rigore. Se si vuole davvero pulire il più possibile il calcio, va aiutato quell’arbitro che, poverino, proprio non ce la fa a vedere il fallo di mano volontario. È necessaria la VAR per i cartellini. E magari qualcuno dovrebbe pure suggerire all’arbitro tramite auricolare: “Giallo. Come da regolamento”. Senza avere paura di quel difensore, di quello stadio e dei dirigenti di quella società. Come se fosse Agnolin.

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