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domenica 23 settembre 2012

Orrore Inter: speriamo in una salvezza onorevole

Occhio: con Cambiasso che fa il vigile in mezzo al campo, con Alvarez che sbaglia tutto, con Pereira che non sa crossare, si rischia di navigare in pessime acque. Speriamo in una salvezza onorevole.

I cinesi che volevano comprare il 15% dell’Inter erano in tribuna durante Inter-Siena. Tutto sommato, se ne sono andati soddisfatti. Ancora un paio di sconfitte, e quel 15% viene via a 5.000 euro.

A Stramaccioni il compito di cavare sangue dalle rape. Al di là dello stipendio, avrà nostalgia della Primavera, dove tutti si dannavano l’anima.

L’ideale sarebbe uscire da Europa League e coppa Italia quanto prima, per evitare di andare troppo giù in classifica: tre partite la settimana questi qui non le reggono neppure con le pilloline blu.

L’Inter non ama molto San Siro. Appena i cinesi ci comprano il 15%, le partite in casa le giochiamo a Pechino.

Moratti magari spende pochi soldi e mette un budget minimo a disposizione di chi fa il mercato. Stramaccioni magari non ha le idee chiare su che tipo di (ex)giocatori sta allenando. Però il signor Branca dovrebbe dare qualche spiegazione, io presumo, sulle scelte di mercato: in particolare, Jonathan e quella decina di milioni di euro per Pereira.

Sarebbe anche ora di parametrare gli stipendi ai risultati: se vinci, o se sei competitivo, allora ti pago da grande squadra. Se fai schifo, ti do il salario base di 1.000 euro al mese. Pure troppi.

Ci sono limiti tecnici, atletici, nervosi in tre quarti dell’attuale rosa dell’Inter: tolgo Zanetti, Milito, in parte Cassano, Juan Jesus, forse Handanovic. Ma, a mio modesto avviso, esiste un secondo problema: parlo del desiderio di correre come ossessi per il campo, di combattere, di lottare. Non danno l’impressione di avere la grinta dei gladiatori.

Questa stagione è andata. Per la prossima, si dovrebbe ripuntare su Stramaccioni, riprendere Oriali, dire ciao a Branca, investire 80 milioni di euro, far crescere i giovani, e attendere tre anni prima di tornare competitivi ad alti livelli.


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