martedì 21 gennaio 2014

Il martedì orribile della Juventus: il primo sussulto d’orgoglio dell’Inter dopo quattro anni, e il calcio medievale di Conte contro la Roma

Avrei desiderato un'Inter più combattiva in tre settori: uno, la pubblica difesa a oltranza di Giacinto Facchetti contro gli attacchi della Juve; due, una strategia mediatica per opporsi allo strapotere arbitrale di Milan e Juve; tre, la cacciata della dirigenza che ha portato a Milano gente come Pereira e Schelotto, pagata un botto. Moratti - cui va la gratitudine dei tifosi per un ciclo irripetibile e per il triplete, che tutti ci invidiano - non s'è circondato degli uomini adatti per tener testa a Juve e Milan. Che l’Inter si stesse appecoronando alla Juve è stato evidente con lo scambio Guarin-Vucinic alla pari. A me di Guarin non mi fotte assolutamente nulla (l’Inter è finita quando se n’è andato l’unico fuoriclasse che avevamo, Eto’o): è anarchico, spesso nevrastenico, necessita di una dozzina di tiri per centrare la porta. Ma con la Juve o imposti una trattativa che ti fa guadagnare, oppure non se ne fa nulla. Per la prima volta in quattro anni, ossia da quando Mourinho aveva scatenato la sua guerra personale contro le prostitute, costringendole a esporsi e a essere infilzate in contropiede, l’Inter ha avuto un sussulto d’orgoglio. Per la prima volta, Thohir s’è colorato di nerazzurro. Quello scambio non si fa.

Più tardi, la Juve è andata a giocare i quarti di coppa Italia a Roma: 95 minuti chiusa in area di rigore, eccezion fatta per un paio di scorribande offensive poco convinte. La palla girava fra i piedi dei tre difensori (Barzagli, Bonucci, Chiellini) senza costrutto. È stato un non-gioco. Una roba da Medioevo. La rete favolosa di Gervinho (foto) ha fatto giustizia. La Juve, con la prossima cessione di Pogba, rinuncia a essere grande: vincerà solo in Italia, perché qui non c’è concorrenza, visto che le società non hanno mezzi economici. Ma appena metterà il naso fuori dallo Stivale, sarà destinata a perdere. Anche perché arbitri e guardalinee in Champions non perdonano; e senza aiuti, la Juve medievale di Conte è piccolissima. Sono esistite la grandissima Inter di Herrera e l’inarrivabile Inter di Mourinho, per fare un paio di esempi, capaci di vincere su tutti i fronti; quella di Conte è una piccola Juve che approfitta della pochezza delle avversarie, in primis un’Inter insignificante. La Juve è a +8 sulla Roma: con arbitri all’altezza, sarebbe forse a +3, e le cose cambierebbero.

Per chiudere sull’Inter, il prossimo passo di Thohir è fare tabula rasa a livello dirigenziale, oltre che usare le forbici per rendere snella una struttura societaria elefantiaca. Dopodiché, o iniziano investimenti importanti, oppure siamo destinati all’oblio.

2 commenti:

  1. ehehe, sei splendido, ti seguo sempre con piacere: condivido al 100%!

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  2. Non dimentichiamoci la partita Juve - Roma 3 - 0 ... quella della Coppa Italia era una Juventus di seconde linee contro la Roma titolare, e da titolare è riuscita solo a fare 1 gol, altro che "calcio spumante" in una partita giocata male dalle due squadre.
    Riguardo a Thohir, è tutto da dimostrare quello che farà in futuro. Informatevi sulla sua storia di sponsor di squadre di basket e calcio americano (non proprio grandissimi successi) e poi vedremo :-) intanto dovrà, come dici tu, azzerrare la dirigenza, ma ancor più importante, azzerrare il grosso debito contratto da Moratti nella sua gestione sconsiderata... con il tetto sugli stipendi che ha imposto sarà difficile che vengano grandi campioni da champions.

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