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domenica 16 novembre 2014

Divinamente Roger Federer: batte Wawrinka in tre mosse e vola in finale contro Djoikovic al Masters di Londra

Cominciamo dallo sconfitto: Wawrinka. Che cosa rimproverare a chi esce perdente al tie break del terzo e decisivo set? Niente. Stan è stato perfetto sotto ogni punto di vista. Il guaio è che, talvolta, se si raggiunge l’apice del proprio tennis, questo non basta ad avere la meglio su Federer. Il quale si conferma il più grande di ogni epoca, portandosi a casa quello che, a mio avviso, è stato uno dei match più duri della sua inimitabile carriera. Non mi riferisco tanto alla qualità tecnica dell’incontro; ma alla tensione palpabile nei momenti chiave della partita. Un numero su tutti: re Roger ha dovuto annullare addirittura quattro match point. Coraggiosa e segno di una classe sconfinata la scelta di attaccare in continuazione Wawrinka durante il tie break, andando a vincere gli ultimi punti con tocchi di volo di una delicatezza sconfinata.

Un Federer che ribadisce il proprio status di fuoriclasse gentiluomo: a fine partita, nessun urlo da cavernicolo. E durante l’intervista all’interno di quel meraviglioso palazzetto di Londra, ha nominato tre volte la parola “fortuna”. Che, ci mancherebbe, ricopre un ruolo fondamentale in ogni incontro tiratissimo del genere; ma che va stuzzicata e carezzata in modo adeguato affinché ti soffi alle spalle. E Roger l’ha fatto, in tre mosse.

Primo. Ha evitato di scaldare eccessivamente il colpo meno forte di Wawrinka, il dritto, andando a pescarlo solo nei momenti chiave.

Secondo. Ha chiamato a rete Stan con un back bassissimo sul rovescio dell’avversario, costringendolo a muoversi in avanti (Wawrinka non è un felino negli spostamenti verticali), e imponendogli di non sbracciare: sull’approccio morbido, Stan non è un fenomeno.

Terzo. Nel servizio da destra, ha picchiato durissimo di slice profondo sul dritto di Wawrinka, appena si accorgeva di un minimo spostamento del connazionale verso sinistra.

La cronaca gelida, che non dà la misura della smisurata bellezza dell’incontro.

Federer-Wawrinka 4-6; 7-5; 7-6.

Wawrinka parte fortissimo, fino al 5-2, e si aggiudica il primo set con pieno merito. Federer appare un po' bloccato nel servizio, quasi fosse dolorante alla schiena.

Nel secondo set, Stan balbetta a rete nel momento cruciale: volée e smash sbagliati e si va al terzo. 

Wawrinka s’invola sul 2-0. Poi 5-3. Quindi 5-4 e servizio Stan. Qui il match diventa straordinariamente emozionante: un decimo gioco devastante sotto il profilo mentale, che dura oltre 11 minuti. Wawrinka brucia un match point, se ne mangia un altro colpendo malissimo di volo col baricentro all’indietro, poi sbaglia sul terzo. Si va sul 5-5 con Federer che diventa incisivo di rovescio. Ancora Stan con Roger al servizio: 15-40. Recupera Federer: 6-6.

Tie break. Subito mini break per Federer, poi due mini break per Stan: 6-5 e quarto match point, con Roger al servizio. A questo punto, il re decide che si deve chiudere tutto a rete, e trionfa dopo tre ore di tennis paradisiaco.

Alla fine della semifinale Atp di Londra, la cosa più bella dell’incontro: l’abbraccio fra i due, che immortalo nella foto.

Chiudo con una constatazione sulla superficie dove si svolgono i Masters: è la soluzione ideale per giocare a tennis, veloce il giusto, dove viene premiato il più forte. Senza devastare muscoli e tendini degli atleti. Dovrebbe essere estesa a qualsiasi torneo del pianeta. Pessimi invece i giudici di linea: errori a ripetizione, specie stasera. Il fatto è che sbagliano un po’ per tutti: non come nel calcio, dove c’è una certa squadra misteriosamente fortunata, con errori sempre a favore…

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