domenica 12 novembre 2017

Ardor Bollate: se dai il voto al video, mille piccoli atleti ti diranno grazie

Svezia-Italia, partita di calcio valida per andare ai Mondiali, ha nauseato. Botte da orbi come in un incontro fra ubriachi al torneo del bar, attaccanti svedesi che cercavano di spaccare il naso, centrocampisti italiani non in grado di fare due passaggi di fila, il nostro allenatore nel pallone come nel film di Lino Banfi, arbitro con la personalità di una lumaca. Tutto opaco, lo sport anomalo che è di pessimo esempio per i ragazzi davanti alla tv. Se desiderate purificarvi, il modo c’è: si chiama Polisportiva Ardor Bollate, un’associazione sportiva dilettantistica. Il nome la dice lunga: Ardor. Da ardore. Che è calore intenso. La forza, l’amore, la passione. Brama e desiderio di esprimersi al meglio nella contesa onesta e leale. Il fuoco interiore che anima i bambini e i ragazzi puliti, sempre pronti a rifilare lezioni di vita a noi adulti. Non per niente, si parla di ardori della gioventù. L’Ardor Bollate ha portato avanti un progetto di sport e di vita, creando valori di comunità e di integrazione sociale. Tutto rientra nell’iniziativa di Sky: con “Un nuovo calcio d’inizio”, Sky offre l'opportunità alle squadre di Milano e provincia (Bollate è in provincia di Milano) di realizzare un sogno. L’Ardor Bollate ha caricato il video-progetto e lo ha condiviso. Nel mio pochissimo che posso fare, ora spargo la voce.

Se tu che leggi vuoi aiutare i mille piccoli atleti dell’Ardor Bollate, dai il voto al video di questa storica società. La giuria valuterà i 20 progetti più votati e premierà i 3 migliori. Qualora l’Ardor Bollate vinca, impiegherà il premio per fare un campo in sintetico sotto il campanile: lì dove si gioca a calcio da decenni. Su cui correranno a perdifiato i mini-campioni. Ovviamente, nel video non ci sono gli effetti speciali di “Guerre Stellari”: è stato tutto fatto in modo genuino, artigianale. Tutto vero e sincero: un filmato in cui la storia e il futuro si fondono. Con ardore.

Dare il tuo voto all’Ardor Bollate è facilissimo.

Primo metodo.


2) In basso, c’è la gallery.

3) Trovi il logo Ardor Bollate. La banda arancione sopra con la scritta “Polisportiva”. La scritta “Ardor” al centro. E “Bollate” in arancione su fondo nero.

4) Clicchi sul logo Ardor Bollate. Poi clicchi sul video e dai il tuo voto accedendo tramite Facebook.

Secondo metodo.


2) Clicchi su “Vota” a centro schermata.

3) C’è la gallery. Trovi il logo Ardor Bollate. La banda arancione sopra con la scritta “Polisportiva”. La scritta “Ardor” al centro. E “Bollate” in arancione su fondo nero.

4) Clicchi sul logo Ardor Bollate. Poi clicchi sul video e dai il tuo voto accedendo tramite Facebook.

Un grazie dai mille piccoli atleti!

domenica 29 ottobre 2017

Federer batte Del Potro a Basilea: finale sublime

Dopo due ore e mezzo di guerra atletica e nervosa, Federer batte Del Potro nella finale di Basilea. Match divertentissimo e senza tregua, terminato 6-7(5) 6-4 6-3. I numeri: 95° titolo in carriera per Re Roger, che supera Ivan il Terribile (Lendl) nella classifica all-time; settimo titolo del 2017 e ottavo nella sua città natale. Nel momento più caldo del primo set, giocato a intensità elevatissima, l’argentino è fresco come una rosa, si sposta sul dritto in continuazione e cerca ossessivamente il rovescio dell’elvetico. Così tanto sotto pressione da giocare male i punti chiave. Per uscire dalla morsa, Federer reagisce a parole e a gesti, se la prende con la pallina e col nastro, si sfoga con un paio di monologhi: a un certo punto, mi è parso di capire che abbia insultato se stesso, per cambiare l’inerzia della partita. Nel tie break della prima frazione, sul più bello Delpo diventa implacabile, piazzando delle mine a oltre 210 km/h di servizio sul rovescio dello svizzero.

Fino a metà del secondo set, Federer resta troppo nervoso. Addirittura, commette tre doppi falli nello stesso turno di servizio: non ho le statistiche sotto mano, ma vedo giocare Roger dal 2000 e non mi era mai capitato di assistere a un simile scempio. Però è qui che, d’incanto, il Fenomeno torna calmo, il braccio scorre meglio, nella corsa è più elastico: qualità tipiche del fuoriclasse, con una forza mentale impareggiabile. Oltretutto, come gli squali, ha la capacità di avvertire l’odore di un lievissimo calo fisico di Delpo: da quel momento, Federer gioca ancora più rilassato, più profondo e incisivo. Il secondo set è suo.

Nel terzo set, si assiste a uno show del più grande tennista di ogni epoca, nonché più forte atleta di qualsiasi sport: la velocità dei suoi colpi aumenta (nonostante i 36 anni e passa), mentre Juan Martin ha difficoltà a compiere i piccoli passi per arrivare coordinato a colpire di rovescio, e smarrisce la capacità di girare intorno alla palla per far male di dritto. 
Finisce in un delirio del pubblico di Basilea, con l’abbraccio tra Federer e Delpo: i due si stimano parecchio. Una nota di merito particolare all’argentino: il pubblico, in certi frangenti, ha un po’ disturbato Del Potro mentre colpiva la palla, durante il gioco, esultando anche dopo la prima di servizio sbagliata. Robaccia da coppa Davis nei Paesi periferici del tennis. Il colosso di Tandil ha finto di non vedere e di non sentire: un gesto di estrema eleganza per il potentissimo atleta sudamericano, che si conferma un gentleman.

martedì 24 ottobre 2017

Inter-Samp 3-2. Pagelle nerazzurre: Perisic 8; Joao Mario 0

Handanovic 5. Primo gol: non esce e si fa pure fregare sul suo palo. Sul secondo gol, è Santon che perde l'uomo.

D’Ambrosio 6,5. Corre, prende botte, si fa vedere in attacco.

Skriniar 7. Monumentale, va anche in gol di rapina.

Miranda 6. Fa il suo compitino.

Nagatomo 6,5. Una fucilata di sinistro dai 30 metri e tanta energia.

Gagliardini 6. Sta entrando in forma adesso, ha un passo più rapido. Ma non va oltre la sufficienza.

Vecino 7. Lucido e concreto, sbaglia pochissimo.

Candreva 7. È in condizione e il 70% delle azioni d’attacco nerazzurre passa per i suoi piedi.

Borja Valero 7. Mille palloni e mezzo errore: un computer.

Perisic 8. Un palo da centrocampo al volo, un altro legno in corsa, assist, una chiusura difensiva che vale oro: fuoriclasse dal punto di vista atletico anzitutto.

Icardi 7,5. Doppietta splendida. Alla distanza cala.

Dalla panca: 

Eder 6. Fa quel che può in virtù delle sue poche doti: insegue chiunque.

Santon 5. Nullo: sul secondo gol smarrisce l'avversario.

Dalla panca: Joao Mario 0. Record mondiale: dopo lo 0 di Napoli-Inter, lo 0 di Inter-Samp. È appesantito, stanco, abulico, butta nel gabinetto due contropiede. Per carità: in questo momento rappresenta una zavorra pericolosa, che può far pareggiare le partite da vincere.

Spalletti 8. È miracoloso: ai vertici della classifica nonostante una rosa inadeguata. Stasera per un’ora si è perfino visto una squadra che gioca a calcio. Non so quanti altri allenatori sarebbero in grado di fare altrettanto, con quegli uomini a disposizione.

sabato 21 ottobre 2017

Napoli-Inter 0-0. Pagelle nerazzurre: Handanovic 10; Joao Mario 0

Handanovic 10. Una doppia parata mostruosa: prima con le mani su Callejon e poi su Mertens coi piedi. Quindi altri due interventi favolosi. Questo pareggio è tutto di Handa.

D’Ambrosio 6,5. Copre molto bene la fascia destra in difesa, però non spinge molto.

Skriniar 6,5. Sarebbe da otto, ma commette un’ingenuità che poteva costare carissima: Koulibaly non ne approfitta.

Miranda 5. Lento, in ritardo, spende male un cartellino che lo condiziona per il resto dell’incontro.

Nagatomo 5. Si appisola sull’azione più pericolosa del Napoli, lasciandosi sfuggire l’uomo alle spalle: Hysaj. Svolge il suo compitino.

Gagliardini 6. Corricchia, non fa gioco, non incide.

Vecino 7,5. La sorpresa: splendida l’incursione centrale a spaccare la difesa di Sarri. È un martello pneumatico.

Candreva 7,5. Fa su e giù la fascia in continuazione con piedi raffinati.

Borja Valero 5. Ha un raggio d’azione ristretto. Dopo un’ora crolla. Comunque, è suo il tiro più pericoloso.

Perisic 6. Niente di che. Ha il grande merito di mandare a quel paese Nagatomo che non lo vede tutto solo sulla fascia.

Icardi 6. Non gli danno una boccia giocabile. Si sbatte in copertura.

Dalla panca: Joao Mario 0. Sì, zero. Dovrebbe entrare fresco e metterci l’anima, invece sembra annoiato e svogliato. Perde un paio di palloni in modo banale e non rincorre l’avversario. Non è inutile. È dannoso. Sarà colpa degli antibiotici dopo i guai fisici... Se continua così, parte. Spalletti dà un’occasione a tutti, poi si spazientisce e stila la lista di chi deve smammare.

Spalletti 7. Pareggia contro una squadra di tre spanne superiore. È secondo in campionato mentre ci sono almeno cinque squadre con una rosa più forte: Napoli, Juve, Milan, Roma, Lazio. Un signor allenatore.

domenica 16 luglio 2017

Federer massacra Cilic: vince Wimbledon per l’ottava volta

La finale di Wimbledon 2017 è durata un nonnulla: 6-3, 6-1, 6-4 il punteggio, in un'ora e 41 minuti. Federer si conferma il più grande atleta di ogni epoca (includendo qualsiasi disciplina sportiva), non solo il più forte tennista di sempre. L’elvetico vince i Championships per l’ottava volta (e senza perdere neppure un set), e lo Slam numero 19: non ci riuscirà mai nessun altro in futuro.

La partenza di Cilic è stata favolosa: spara da tutte le parti, sia di dritto sia di rovescio. Va avanti 2-1 e ha una palla break. Dopodiché, sale in cattedra lo svizzero e non c’è più storia. Re Roger ha carburato, s’è scaldato il rovescio e da quel momento ha avuto il match in discesa. Il primo set termina 6-3.

Il secondo parziale è drammatico, con Cilic in crisi per un problema fisico: un 6-1 infernale. Nel terzo set, Marin si gioca tutto, cambia strategia, attacca, ma poi va fuori giri: break classico (sul 3 pari), poi 5-3. Il croato si aggrappa al servizio, sale sul 4-5 e qui Federer diventa spietato, con un paio di urli nei momenti chiave: segno evidente che non aveva nessuna intenzione di dare ossigeno all’avversario. 

La tattica di Federer è stata tanto semplice da dirsi quanto tremendamente difficile da farsi: appena il punto pesava, la palla arrivava per magia sul rovescio di Cilic (vedi qui). Un Roger gelido, lucido come non mai. Non è divertente come il primo Federer, che scendeva di più a rete, ma sul verde a mio avviso è ancora più forte di prima: la testa della racchetta esce a una velocità supersonica e i piedi non conoscono tregua nel loro movimento perpetuo e rapidissimo.

Ciliegina sulla torta, durante la premiazione Federer si conferma un gentiluomo, in riferimento all’infortunio di Cilic: “Sport crudele, Marin è rimasto in campo ed è il mio eroe. Sii fiero di te stesso, amico”.