sabato 2 gennaio 2016

Elogio de “Il fantasma della Garbatella”, di Gabriele Mazzucco

Cominciamo dal quartiere, a Roma: la Garbatella. Una delle zone più affascinanti del globo terracqueo, con architetture civili e religiose mozzafiato. Sicché, il titolo dell’opera teatrale, “Il fantasma della Garbatella”, già di per sé mi attizza. Ma ancor di più lo spettacolo, scritto e diretto da Gabriele Mazzucco, che va in scena dal 7 al 10 gennaio 2016 al Teatro Ambra alla Garbatella. La Compagnia degli Artigialli dà vita a un’opera viva e vera, proprio come lo storico quartiere della Città Eterna in cui è ambientato. Sottilmente comico, argutamente ironico, lo spettacolo vede Lallo fra i protagonisti, un ragazzo con una cugina stralunata, Angelina. Oltre a un “amico del cuore” malandrino, Orazio, e un fratello gemello stalinista e dal forte accento abruzzese, più una fidanzata bella, innamorata ma non proprio fedele, Matilde. Ed ecco il mistero: Lallo è morto, tre anni prima, in circostanze misteriose. Ed è tornato in vita su ordine preciso di Dio, accompagnato dall’Arcangelo Raffaele, per valutare se il genere umano sia pronto a un ritorno sulla Terra del Messia, Gesù, oppure per constatare se a distanza di più di duemila anni l’uomo sia rimasto sempre lo stesso. 

Scelta come campione, questa combriccola della Garbatella è protagonista di improbabili gag, incomprensioni, misteri. Si ride parecchio, ma sino a un certo punto: c’è anche un minimo di riflessione sul genere umano. Scritto al fine di intrattenere con continui cambi di situazione il pubblico, “Il Fantasma della Garbatella” è infatti “una storia con personaggi mani, dolcemente buffi e assurdi - dice il regista - costretti a fare i conti con una serie di difficoltà a molti di noi ben note, suocere perfide, politicanti in malafede, bollette da pagare, turni di lavoro massacranti e soprattutto… l’imponderabile ira di Dio”. Amorevole spaccato di una romanità popolare in estinzione, “Il Fantasma della Garbatella” racconta aneddoti tramandati all’interno del quartiere, veri o verosimili, nascosti dentro una storia che ha l’ambizioso obiettivo di indagare le capacità di perdono degli uomini e delle donne di oggi. Con Andrea Alesio, Chiara Fiorelli, Federica Orrù, Paola Raciti, Armando Sanna. Lo consiglio ai romani e no.

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